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Home - Approfondimenti - Interviste - “Trump rispecchia perfettamente il fondamentalismo protestante e cattolico”. Intervista al filosofo Adriano Fabris

“Trump rispecchia perfettamente il fondamentalismo protestante e cattolico”. Intervista al filosofo Adriano Fabris

di Tommaso Nutarelli
15 Aprile 2026
in Interviste
Semplificazione, un’esigenza imprescindibile

Professore come legge l’attacco di Trump a Papa Leone?

L’attacco a Papa Leone lo spiego come una delle reazioni che ha molto spesso Trump in relazione a quello che lui vede in tv, a cui assiste o legge. Specificamente aveva assistito, in un canale tv molto diffuso, ad un’intervista di tre vescovi americani che avevano criticato il presidente per le sue politiche sull’immigrazione, la sua caccia agli immigrati e soprattutto la sua scelta della guerra. Tutto questo era in linea con quello che il Papa aveva sempre detto.

Il Pontefice che atteggiamento aveva avuto nei confronti dell’amministrazione Trump?

Finora Papa Leone si era mosso con assoluta cautela. Aveva cercato il più possibile di evitare di prendere lui l’iniziativa. Non aveva voluto assolutamente presentarsi come un avversario o un critico di Trump ma, semmai, aveva lasciato che fossero i vescovi e i cardinali americani a esprimere giudizi. Inoltre aveva nominato dei vescovi diciamo non in linea con la tradizione conservativa che prima c’era in alcune in alcune diocesi: sto parlando ad esempio di New York. Quindi Papa Leone ha cercato di mantenere sempre un equilibrio diplomatico, lasciando libertà di parola a figure più interne alla politica statunitense. Trump ha scombinato lo schema, reagendo in modo immediato e in maniera assolutamente disintermediata, e nel suo post, invece di prendersela con i vescovi, ha alzato il bersaglio e si è contrapposto direttamente al Pontefice. Tutto questo ha causato una serie di reazioni a catena, in Italia e non solo, e ha provocato la risposta del Santo Padre che, molto pacatamente, ha risposto di non avere paura.

Reazioni che in Italia sono state abbastanza compatte ovviamente da parte del mondo cattolico e non solo. Perché?

È vero c’è stata una reazione abbastanza compatta del mondo cattolico e non cattolico, così come compatta è stata la reazione dei vari schieramenti politici, senza praticamente nessun distinguo, anche se ci state alcune sfumature, ritardi o tempistiche variabili nelle prese di posizione. Questo perché nel nostro paese, anche se non c’è un elettorato cattolico rappresentato compattamente da un partito come in passato, è comunque presente un cattolicesimo diffuso. Il Pontefice è un personaggio amato, anche se in maniera diversa rispetto a Papa Francesco. Quindi da parte delle forze politiche non c’è tanto il timore di alienarsi un elettorato compatto, quanto la paura di andare contro un sentimento di simpatia nei confronti di Papa Leone.

Pensa che Trump avrà delle ricadute politiche? Che anche la base Maga possa voltargli le spalle?

Se il discorso di Trump avrà delle ricadute politiche è ancora tutto da verificare. Ma questa sua mossa ha portato, come conseguenza immediata, una spaccatura nell’elettorato cristiano che lui era riuscito a compattare, ossia protestanti e cattolici conservatori, attraverso quel post, poi rimosso, nel quale veniva raffigurato come Gesù Cristo. Ora gli si poteva perdonare il vestirsi da papa, o l’essere raffigurato come un gladiatore o un supereroe, perché rientrano, grossomodo, nella mentalità americana, ma con questo post ha superato il limite. Questa raffigurazione, inoltre, era stata anticipata da un’altra serie di immagini nelle quali Trump era circondato dai leader delle confessioni protestanti fondamentaliste che davano l’idea non tanto che lui fosse in preghiera, ma che fosse lui a essere adorato e pregato.

Che rapporto c’è tra Trump e la religione?

Trump era riuscito a sintetizzare, a tenere assieme sia la tensione millenaristica, messianica, di un rinnovamento totale, sia l’escatologia cristiana fondamentalista, sia, infine, le aspettative di rivoluzione che provenivano dalle tecnologie. Non è un caso che Peter Thiel continui a parlare di apocalisse e continui a far riferimento alla venuta dell’anticristo, delineando una battaglia primordiale assoluta in cui il bene dovrà trionfare. Ecco: Trump aveva tenuto insieme tradizione religiosa e novità tecnologica attraverso questa chiave dell’escatologia e dell’apocalittica, e grazie anche a un linguaggio simbolico religioso. Ora questa alleanza, dopo questa  presa di posizione nei confronti del papa, si è si è rotta, almeno per quanto riguarda il mondo cattolico (forse meno per quello protestante). Magari qualcuno continuerà a credere che sia proprio lui il nuovo messia capace di contrastare l’anticristo di Thiel. Sicuramente in questa suggestione il primo a esserci cascato è proprio Trump stesso.

C’è il ritorno a una sorta di oscurantismo religioso?

Io parlerei più precisamente di fondamentalismo. Non dimentichiamo che la parola fondamentalismo è stata usata per la prima volta proprio a proposito delle sette protestanti. Non è qualche cosa che originariamente attiene all’ambito musulmano. Ma che cosa vuol dire fondamentalismo? Apparentemente indica un ritorno alle origini, ma il punto è come ci si torna. Un primo modo è prendendo in mano il testo sacro e leggendolo alla lettera, ed è quello che avviene soprattutto nel mondo musulmano. L’altra forma di fondamentalismo si ha quando una figura non solo diventa un mediatore tra umano e divino, ma è considerata essa stessa il messia, il signore, l’elemento divino: da mezzo, cioè, diventa scopo. Questa seconda forma si realizza in particolare nei fondamentalismi di origine protestante. Ed è quello che forse Trump sta facendo, annunciando una nuova era per l’America, promuovendo la conquista dello spazio, favorendo l’andare su Marte, promettendo la sconfitta della morte, rivelando un’ossessione per la longevità. Tutte cose che un personaggio è in grado di promettere solo se ha poteri divini, come nel famigerato post su Truth.

Crede che Trump possa usare una narrazione di stampo religioso per non riconoscere e accettare eventuali sconfitte politiche?

Penso che in caso di sconfitte politiche o di impeachment Trump proverà a non mollare il potere, anche a costo di effetti dirompenti. E quello lo abbiamo già visto con l’assolto a Capitol Hill. E temo che lo scenario possa riproporsi.

Tommaso Nutarelli

Tommaso Nutarelli

Giornalista de Il diario del lavoro.

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