La Uil esprime “preoccupazione” sull’applicazione del nuovo redditometro. Secondo il segretario confederale Vera Buonomo “il rischio concreto è che questo strumento finisca per penalizzare proprio coloro che sono già conosciuti al fisco e che pagano regolarmente le tasse, cioè i lavoratori dipendenti e i pensionati che rappresentano la fonte del 90% del gettito Irpef”.
Per la confederazione sindacale è “fondamentale che il redditometro non diventi uno strumento di persecuzione nei confronti di alcune fasce della popolazione notoriamente più deboli economicamente. E’ necessario eseguire controlli più strutturati soprattutto sui contribuenti obbligati alla tenuta delle scritture contabili: situazioni in cui, purtroppo, è più probabile che si verifichino evasione ed elusione. Per il Governo dei 18 condoni, quasi tutti rivolti a imprenditori e lavoratori autonomi, l`unico strumento per la lotta all`evasione fiscale, che ricordiamo raggiunge la cifra di 90 miliardi all`anno, sembra risolversi in una caccia alle streghe. Questo impegno, invece, deve essere mirato per recuperare i fondi sottratti al fisco”.
Queste risorse, aggiunge la Uil, “potrebbero essere investite anche per potenziare e formare il personale dell’Agenzia delle entrate e per migliorare l’incrocio delle banche dati, per garantire controlli efficaci senza penalizzare i contribuenti onesti”.

























