È stato raggiunto ieri l’accordo per il rinnovo contrattuale delle cooperative edili. Renato Verri, responsabile delle relazioni industriali della Ancpl Legacoop, quale giudizio si sente di dare?
Il giudizio è positivo, ma è stata una trattativa travagliata, soprattutto per risolvere il nodo degli enti bilaterali. I sindacati avevano chiesto di rafforzare il loro ruolo, quindi aumentare anche i costi per le imprese. Ma alcune questioni, come l’utilizzo del part-time, devono essere gestite direttamente dalle aziende piuttosto che regolate dagli enti.
Però l’accordo è stato raggiunto.
Dopo una lunga trattativa abbiamo sovvertito l’approccio sbagliato della piattaforma e riequilibrato il tavolo, con lo scopo di concentrarci sulle esigenze organizzative dell’impresa e non sul sistema degli enti bilaterali, già rafforzati in 50 anni di storia.
Quanto arriverà in busta paga?
104 euro netti a livello medio. Un aumento molto significativo, a mio giudizio, perché permette un recupero salariale che va oltre il livello di inflazione programmata.
Cosa avete cambiato in tema di part-time?
Abbiamo introdotto nuove regole soprattutto per contrastare il suo uso indiscriminato nella catena degli appalti. Dopo un confronto tra le richieste sindacali di ridurlo al 2% e la proposta delle imprese di fissarlo al 5%, si è concluso per il 3%.
Come si è intervenuti sulla sicurezza?
Sono state recepite le richieste dei sindacati, abbiamo deciso un incremento delle contribuzioni delle imprese. L’obiettivo è elevare la consapevolezza su questo tema aumentando il ruolo attivo delle scuole edili e puntando sulla formazione.
Ora resta da rinnovare il contratto delle associazioni artigiane.
Sarà più difficile perché le imprese hanno fatto della flessibilità la componente principale della produttività; su questo tema serve una risposta chiara e trasparente. Inoltre bisogna risolvere il nodo delle condizioni di sicurezza, che spesso sono sacrificate per far risparmiare l’azienda.
Come andrà a finire?
Credo che gli artigiani confermeranno il loro grande senso di responsabilità. E bisogna considerare anche che in alcuni comparti, come archeologia e restauro, il part-time è richiesto proprio dai lavoratori che sono a maggioranza femminile.
25 giugno 2008
Francesca Romana Nesci


























