Durerà un mese la sospensione di Schengen con la Spagna. “Si tratta di verifiche che effettuerà la polizia di frontiera – fa sapere il Viminale – mirate e selettive nei confronti di cittadini di Paesi terzi per verificare il possesso dei documenti idonei a circolare in ambito Schengen. Durata sospensione 1 mese”, afferma il Viminale.
Il ripristino dei controlli in ingresso alle frontiere aeree e marittime con la Spagna “non comporterà alcuna modifica ai viaggi dei cittadini spagnoli ed europei verso l’Italia- precisa il Viminale – che continueranno, come di consueto, a poter arrivare nel nostro Paese senza alcun aggravio burocratico”.
“I controlli – prosegue il ministero dell’Interno – saranno mirati e riguarderanno infatti solo i cittadini di Paesi terzi (extra UE) provenienti dalla Spagna al fine di verificarne la loro regolarità in ingresso in Italia. Tale misura resterà in vigore per un mese dal 1 agosto. Per chi dall’Italia si recherà in Spagna non cambia nulla”.
“Il Governo – scrive su X la presidente del Consiglio Giorgia Meloni – ha deciso di sospendere temporaneamente il regime di libera circolazione previsto da Schengen nei collegamenti marittimi e aerei con la Spagna, reintroducendo i controlli di frontiera. Si tratta di una misura straordinaria, adottata per tutelare la sicurezza nazionale e prevenire possibili ripercussioni per la nostra Nazione. La misura sarà mantenuta in vigore solo per il tempo necessario, con particolare attenzione a limitare qualsiasi impatto sui flussi turistici estivi”.
“Parallelamente, l’Italia è pronta a sostenere ogni iniziativa europea di supporto alle istituzioni spagnole – precisa Meloni – necessaria per ristabilire il pieno controllo delle frontiere esterne dell’Unione e affrontare con determinazione la situazione in corso. Difendere i confini significa difendere la sicurezza dei cittadini, contrastare l’immigrazione irregolare e colpire le reti criminali che trafficano esseri umani”, conclude la premier.
L’Italia non ha ancora notificato alla Commissione europea la decisione di reintrodurre i controlli alle frontiere aeree e marittime con la Spagna per contrastare arrivi illegali conseguenti alla crisi migratoria in corso a Ceuta, territorio spagnolo su suolo nordafricano. E’ quanto si apprende a Bruxelles.
“Ceuta e Melilla sono soggette a un regime speciale. Tuttavia, per quanto riguarda il quadro giuridico generale – ha spiegato un portavoce della Commissione interpellato in proposito -, le norme prevedono che gli Stati membri possano, in via eccezionale e temporanea, reintrodurre i controlli alle frontiere interne come ultima risorsa, per far fronte a gravi minacce all’ordine pubblico o alla sicurezza nazionale (articolo 25, paragrafo 1, lettera c)). Qualora tale minaccia sia imprevedibile e richieda un’azione immediata, lo Stato membro può, in via eccezionale, reintrodurre immediatamente i controlli alle frontiere interne”.
“Lo Stato membro in questione dovrebbe notificare la Commissione, il Consiglio, il Parlamento e gli altri Stati membri e spiegare in che modo la situazione a Ceuta costituisca una grave minaccia al proprio ordine pubblico o alla propria sicurezza interna”.
“Per quanto riguarda i viaggi marittimi: è possibile reintrodurre i controlli alle frontiere interne marittime – ha proseguito il portavoce -. Tuttavia, l’articolo 41 del Codice delle frontiere Schengen prevede che le norme speciali applicabili a Ceuta e Melilla rimangano in vigore, il che significa che i controlli alle frontiere sono effettuati tra Ceuta e Melilla e il resto dello spazio Schengen“.



























