Al grido di “sanità per tutti”, il popolo dei medici francesi di base, in collera contro il governo, si è riversato per le strade di Parigi, inalberando ritratti del ministro del lavoro Elisabeth Guigou, con la ironica scritta “nuoce gravemente alla salute”.
Almeno 50mila i manifestanti, secondo gli organizzatori- ma solo 13mila secondo la polizia- giunti da tutte le regioni di Francia su treni e pullman speciali, per non mancare ad un appuntamento reso più importante dall’approssimarsi delle elezioni presidenziali e legislative.
Hanno marciato in corteo, dal ministero della sanità agli Invalidi, percorrendo i grandi boulevards della Rive Gauche fino alla Bastille, affiancati da decine e decine di ambulanze con la sirena spiegata, e confortati dalla presenza di centinaia di infermieri, ospedalieri, addetti alle ambulanze, specialisti di tutte le discipline, paramedici, e di alcuni, veri o finti, malati. Un segnale evidente che nel settore sanità il malessere è generale, peraltro già chiaro nella ‘settimana nerà di gennaio, quando migliaia di infermieri sono scesi in piazza e si sono scontrati con la polizia.
La manifestazione, sotto un sole primaverile, è stata piuttosto pittoresca grazie anche alla fantasia dei medici venuti dalle regioni tra cui quelli arrivati dall’Aquitania con oche vive, che hanno scritto sui loro striscioni “Non vogliamo esser presi per polli”, e quelli dei Pirenei che hanno chiesto di essere “protetti” come l’orso delle loro montagne.
I medici generici, in agitazione da novembre, reclamano un aumento da 18,50 a 20 euro della visita in ambulatorio, e da 20,50 a 30 euro per quella a domicilio. Aumenti che il governo continua puntualmente a rifiutare dopo l’accordo firmato il 24 gennaio con un sindacato minoritario di medici di base, Mg-France, frutto di lunghe giornate di “sciopero dei camici bianchi” con conseguenti gravi disagi per i malati. Oltre alla rivalutazione monetaria, i medici non accettano l’accordo di una minoranza dei sindacati sulla riduzione dell’orario di lavoro e respingono l’intera convenzione che regola il loro lavoro.
Tuttavia, un recente sondaggio della Sofres ha mostrato che l’86% dei pazienti sono solidali con il loro medico di famiglia, e che il 60% si dichiarano pronti a pagare di tasca loro la piccola differenza domandata dalla categoria.
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