La nuova proposta di direttiva Bolkestein, presentata dalla Commissione europea, elimina dal testo originario il principio del Paese d’origine. Scompare quindi per i prestatori di servizi il diritto di operare negli Stati membri della Ue rispettando normative e condizioni salariali del Paese di appartenenza. La proposta introduce inoltre numerose eccezioni che escludono dalla direttiva i servizi finanziari, di pubblica utilità, trasporti, telecomunicazioni, agenzie di lavoro interinale, gioco d’azzardo e cure sanitarie. Rispetto alla richiesta del Parlamento europeo, è stata invece reintrodotta la liberalizzazione dei servizi giuridici. Nel settore dei servizi entrerà in vigore il principio della libera circolazione dei lavoratori, che non dovranno richiedere nessuna autorizzazione alle autorità del Paese in cui decidono di operare. Ad integrare il documento la Commissione ha approvato inoltre una comunicazione, che regola le condizioni per il prestatore di servizi operante in uno Stato membro diverso dal proprio. La norma preserva garanzie sociali, di sicurezza, salariali e introduce il divieto, per lo Stato ospitante, di esercitare ostacoli amministrativi al lavoro di cittadini provenienti da un altro Paese della Ue.
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