La Cgil, assieme a un folto gruppo di altre associazioni, ha depositato lunedi 27 maggio alla Corte di Cassazione due proposte di legge di iniziativa popolare sulla sanità pubblica e gli appalti. Una scelta, sottolinea il segretario generale Maurizio Landini presentando l’iniziativa, “che si colloca nel solco delle recenti esperienze referendarie, sia le nostre che quello sulla giustizia, e che, come è noto, hanno registrato un livello di partecipazione democratica altissimo. Ora, questa partecipazione va alimentata, affinché il diritto universale alla salute e il diritto al lavoro dignitoso e in sicurezza ritornino protagonisti del dibattito parlamentare e civile”.
La raccolta firme per le proposte di legge (i cui testi pubblichiamo nella sezione documentazione del Diario) sarà avviata con due giornate di mobilitazione il 15 e 16 maggio. L’obiettivo è poi di depositarle in parlamento in settembre, prima della legge di bilancio e con l’intento di, in qualche modo, indirizzarla. Una mobilitazione, spiega Landini, che ha un significato ‘’sindacale e politico’’: “vogliamo far capire che non è il momento di investire in armi, ma su salute e sicurezza. Tutta la crisi economica che stiamo vivendo è stata innescata dalla guerra, mettendo in discussione i principi della nostra Costituzione che prevede anche il diritto alla salute per tutti. Per questo, nei prossimi mesi saremo impegnati nel Paese per raccogliere le firme e per costruire una mobilitazione che chieda al Governo e al Parlamento scelte precise. Non è una ‘’protesta’’: noi stiamo indicando un altro modello sociale”.
“Chiediamo di rimettere al centro il valore della sanità pubblica come diritto universale- prosegue il leader Cgil- e per farlo bisogna aumentare la spesa pubblica e le assunzioni, ridurre le liste di attesa, potenziare i servizi sul territorio, aumentare anche gli stipendi per il personale della sanità. Chiediamo che già dalla legge di bilancio si vada in questa direzione, investendo in salute, in sicurezza, informazione, in stato sociale”. Il leader della Cgil garantisce che anche le risorse economiche necessarie per finanziare le due leggi saranno indicate dalla stessa confederazione: ‘’sappiamo dove andare a prendere i soldi, e infatti proponiamo una vera riforma fiscale basata su una reale progressività, che aumenti la tassazione su profitti, rendite finanziari e immobiliari e che colpisca l’evasione”.
Per quanto riguarda la proposta di legge sugli appalti, Landini ha ricordato che “negli ultimi 25 anni sono state fatte leggi balorde che hanno peggiorato il quadro e che rendono possibile oggi, soprattutto nel settore privato, una logica di subappalto senza precedenti. Le persone che lavorano in appalto devono avere gli stessi diritti e le stesse tutele di tutti gli altri lavoratori. Si tratta di cambiare le leggi balorde che sono state fatte e cambiare questa situazione”. La legge sugli appalti prevede di riproporre ed estendere le richieste in parte già avanzate con lo specifico quesito referendario presentato dalla Cgil nel 2025, che come gli altri “non ottenne il quorum, ma ebbe 13 milioni di voti a favore’’, sottolinea Landini. Quei milioni di persone che costituiscono un bacino di voti da non disperdere e da tenere in qualche modo impegnati e ‘’caldi’’: di qui, la nuova partita che si apre, con la raccolta di firme, che sarà sicuramente completata a tempo di record, considerando la capacità di mobilitazione della confederazione di Corso Italia.
Per quanto riguarda la legge sugli appalti (vedi le schede in allegato) Alessandro Genovesi specifica che l’intenzione è portare nel sistema privato le regole oggi in vigore per gli appalti pubblici, aumentando la responsabilità in solido dei committenti e introducendo il concetto di ‘’congruità’’ per quanto riguarda addetti, tempi di realizzazione, materiali eccetera. E ovviamente, con l’obbligo di verificare l’applicazione anche in appalto e subappalto di un contratto regolare e conforme, non pirata.
Che poi le leggi popolari possano concretamente trovare spazio in parlamento e diventare reali, è tutto da vedere; le iniziative di questo genere quasi mai hanno visto la luce, con l’eccezione della legge di iniziativa popolare sulla partecipazione della Cisl, che pure ha dovuto superare non poche difficoltà, diffidenze, ritardi e modifiche.
Nunzia Penelope



























