I Paesi dell’area euro, in particolare Italia, Francia e Germania, hanno intrapreso riforme economiche “identificando le giuste priorità” ma è un percorso che soffre la mancanza di nuove iniziative e si pone obiettivi “ancora troppo vaghi”. E’ quanto emerge da un rapporto dell’Unice. Occorre stimolare quindi l’agenda delle riforme, considerando che il successo delle iniziative “dipende soprattutto dalla loro applicazione”. Dal rilancio della strategia di Lisbona si è sviluppato un processo finora deludente, spiega il rapporto, su cui la comunità industriale rimane particolarmente cauta. Il risanamento fiscale di questi Paesi, in particolare, viene giudicato “largamente inadeguato”. Per l’Unice dovrà essere il prossimo Consiglio europeo a rilanciare le politiche economiche, mentre alla Bce spetterà il compito di sostenere l’impegno nelle riforme attraverso la valutazione di un adeguato livello di tassi.
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