Scompare il principio del Paese d’origine, il lavoratore dovrà riferirsi alle legislazioni nazionali vigenti. Il prestatore di servizi è tenuto a rispettare le stesse regole del concorrente in loco, dal diritto del lavoro alla tutela dell’ambiente e dei consumatori. E’ questo il senso dell’intesa sulla direttiva Bolkestein raggiunta ieri al Parlamento europeo tra popolari e socialisti. Secondo il modello della direttiva il lavoratore può spostarsi ed esercitare in un altro Paese Ue mantenendo le norme del suo Stato d’origine. L’accordo di ieri stravolge questo approccio, proponendo in particolare un nuovo articolo 16 secondo il quale “uno Stato membro dovrà assicurare libero accesso ed esercizio di un’attività di servizio sul suo territorio”. Il Paese ospitante, quindi, potrà porre limiti nel rispetto dei principi di non discriminazione, proporzionalità e necessità ma nessuna restrizione alla libera offerta. Le uniche condizioni che gli Stati potranno imporre saranno quelle legate a sicurezza pubblica, politica sociale, protezione dei consumatori, ambiente e salute pubblica. Verrà applicata la normativa del lavoro del membro ospitante, comprese le regole sulla contrattazione collettiva. L’intesa sarà votata in plenaria a Strasburgo giovedì prossimo, mentre martedì riprende la discussione sulla direttiva Bolkestein.
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