La Banca europea per gli investimenti (Bei) nel 2003 arriverà a quota 41,7 miliardi di euro di nuovi prestiti contro i 39,6 del 2002. Lo ha detto il presidente Philippe Maystadt, intervenendo nel corso della seduta plenaria del Comitato delle regioni Ue, che riunisce i rappresentanti delle regioni e degli enti locali europei.
La somma totale dei prestiti nel 2002 è salita a 181,2 miliardi di euro e il bilancio complessivo della banca è arrivato a 220,7 miliardi.
L’attività dell’istituto di credito, ha spiegato Maystadt, si fonda su cinque obiettivi: lo sviluppo regionale e la coesione economica e sociale, il proseguimento dei progetti iniziati con scadenza 2010, la protezione dell’ambiente, l’aiuto nello sviluppo dei futuri paesi membri dell’Unione ed infine il sostegno delle politiche comunitarie e la cooperazione con i paesi partners.
Il 70% dei prestiti concessi dalla Bei hanno l’obiettivo di sviluppare, insieme con i fondi strutturali concessi dall’Unione Europea, progetti che riguardano direttamente le regioni.
Un esempio, ha ricordato Maystadt, sono i finanziamenti approvati per le zone italiane ad obiettivo 1 come la Basilicata, la Campania, la Puglia e la Sardegna ed alcune regioni della Spagna, in particolare, l’Andalusia e le Asturie che permetteranno lo sviluppo di imprese di piccole e medie dimensioni gestite direttamente da aziende locali.
Per l’Italia il presidente della Bei ha citato anche il caso della regione Marche, che rientra nell’ obiettivo 2 e che ha ottenuto per prima i finanziamenti dell’istituto di credito per la realizzazione di un progetto d’interesse comunitario che rientra nel documento di programmazione unica (Docup), da realizzare dopo il 2006.
Entro il 2010 inoltre, la Bei finanzierà con 40 miliardi di euro i progetti che riguarderanno la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione, riservando il 35% dei suoi prestiti per iniziative finalizzate allo sviluppo e alla protezione dell’ambiente. Il presidente di Bei ha quindi ricordato il considerevole sforzo finanziario (250 milioni di euro) per i progetti di reti infrastrutturali che rientrano nella cosiddetta “quick start”.
Maystadt ha infine illustrato gli impegni per i nuovi paesi dell’allargamento e soprattutto la realizzazione di un nuovo tipo di prestito chiamato “firma solo con i comuni” con il quale la banca concederà un finanziamento direttamente all’ente locale che lo richiede senza bisogno di nessuna garanzia di parte dello Stato.
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