La futura politica europea di coesione sarà riformata e avrà a sua disposizione le risorse per rilanciare lo sviluppo economico e sociale nelle aree rurali, che rappresentano l’ 80% del territorio europeo.
Lo ha annunciato oggi a Salisburgo il commissario europeo per la politica regionale, Michel Barnier, intervenendo alla seconda giornata dei lavori della grande conferenza dedicata al futuro del mondo rurale.
Barnier ha tenuto a sottolineare che, insieme ai commissari all’ agricoltura Franz Fischler e al lavoro e agli affari sociali Anna Diamantopoulos, presenterà una riforma della politica europea di coesione basata su tre capitoli.
Il primo capitolo “punterà alla convergenza nei confronti degli Stati e delle regioni che soffrono dei maggiori ritardi di sviluppo economico e che riceveranno la parte più importante del bilancio a disposizione”.
Tra questi, ha precisato il commissario, ci saranno “quelle aree colpite dall’ effetto statistico” dell’ allargamento dell’ Ue, che attualmente beneficiano dei fondi per le zone in ritardo economico (obiettivo 1) e quelle zone che non ne avrebbero più diritto in quanto il loro prodotto interno lordo regionale ha raggiunto la media Ue.
Tutte le altre regioni europeo beneficeranno dei fondi legati “ad un nuovo obiettivo 2”, che si ritroverà nel secondo capitolo della futura politica europea di coesione dedicato alla “competitività nel lavoro”.
Il nuovo obiettivo 2 sarà più mirato sulle priorità definite ai vertici Ue di Lisbona e di Goteborg: dall’ accesso all’ occupazione alla società della conoscenza, dall’ ambiente alla prevenzione dei rischi.
Il terzo capitolo, infine, riguarderà la “cooperazione accessibile a tutte le regioni e a tutte le idee per fare lavorare insieme dei territori divisi dalle frontiere”.
In ogni capitolo, ha assicurato Barnier, “ci saranno delle risorse” per raccogliere la sfida del rilancio del mondo rurale. E sicuramente, ha aggiunto, ci saranno “dei mezzi per sostenere gli handicap naturali presenti nel territorio e che rendono più precarie le aree a bassa densità di popolazione, la montagna e le isole”.
Insomma, in un’ Europa che dall’ 1 maggio 2004 aumenterà del 20% la sua popolazione, del 23% la sua superficie, del 74% le proprie aziende agricole e solo del 4% la sua ricchezza, la sfida per il rilancio del mondo rurale rientra di pieno diritto in una prospettiva più ampia, al cuore del progetto europeo.
L’ obiettivo della coesione economica, sociale e territoriale, è presente nel progetto di Costituzione europea della cui redazione il commissario è stato uno dei protagonisti. Per Barnier, questo testo, “imperfetto ma insperato”, offre gli strumenti per far funzionare l’ Unione e, dice, “non solo come un supermercato o un forum internazionale, ma come una comunità solidale e un giorno come una potenza politica”.
Il commissario mette però in guardia: “Se questo testo dovesse essere indebolito, sfilacciato con l’ aggiunta di riflessioni nazionali, le politiche di solidarietà saranno le prime vittime”. Se al contrario, aggiunge, “come auspica la presidenza italiana che lavora bene e con volontà, questo testo sarà rispettato nelle sue innovazioni e nel suo equilibrio, in questo caso avremo le risorse per far vivere a 25 o 27 Stati il modello economico, sociale, culturale, con al centro il modello rurale, che fanno l’ identità europea”.
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