La Bat (British American Tobacco), seconda produttrice mondiale di sigarette, cederà a un’altra azienda la sua partecipazione in una società che gestisce una fabbrica di sigarette in Myanmar (ex Birmania), Paese asiatico da anni governato da una dittatura militare. La decisione è stata presa dopo ripetuti tentativi del governo britannico di far cessare alla Bat ogni attività commerciale in territorio birmano. La Bat ha perciò dichiarato che cederà ad un socio di Singapore il suo 60 per cento di azioni della ‘Rothmans Pall Mall Myanmar Private Ltd’, società che gestisce una fabbrica di sigarette nell’area industriale di Mingaladon, in joint venture con la birmana ‘Umeh’, posseduta e controllata dal regime militare. La zona industriale dove è situata l’azienda è nata nel 1996 sfruttando il lavoro minorile e la fabbrica versa ai dipendenti uno stipendio giornaliero estremamente basso. “L’accordo di vendita – ha spiegato uno dei dirigenti della Bat, Michael Prideaux – fa seguito alla richiesta formale presentata nel luglio scorso dal governo inglese di riconsiderare i nostri investimenti in Myanmar”. La vendita dovrebbe essere finalizzata nei prossimi 12 mesi. Il nuovo proprietario continuerà tuttavia a produrre sigarette su licenza della Bat. Negli ultimi anni, su pressione degli attivisti, diverse multinazionali hanno abbandonato le attività in Myanmar. Tra questi c’è la Pepsi, la Kuoni (settore viaggi) e la Triumph (biancheria intima), mentre la francese TotalFinaElf e la statunitense Unocal sono ancora operative sul territorio birmano.
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