Possibili sanzioni per la Francia e la Germania, valutazioni in corso, invece, sull’Italia: è ancora sotto il 3%, ma deve trasformare le misure una tantum in interventi strutturali. Il commissario Ue per gli affari economici, Pedro Solbes, in un’intervista a Rai News 24 in onda questa sera, fa il punto sull’applicazione del Patto di Stabilità e ribadisce che deve essere rispettato perchè “ha stabilito alcune procedure e le procedure sono rigide per definizione”.
L’Italia, spiega Solbes, “sta facendo bene dal punto di vista delle cifre nominali, ufficiali” e, in effetti, “è al di sotto del 3%”. Tuttavia, nel corso degli ultimi anni, aggiunge il Commissario Ue, «l’obiettivo è stato raggiunto facendo ricorso a misure una tantum, che ancorchè compatibili, da un punto di vista formale, con il nostro sistema contabile, non sono altrettanto solide in termini di politica economica». Per questo motivo, rimarca Solbes, “continuiamo a proporre una progressiva trasformazione di queste misure una tantum in decisioni di carattere maggiormente permanente”. Tornando al rispetto del Patto di Stabilità, nel caso della Francia, dopo il richiamo per eccesso di deficit, prosegue Solbes , “abbiamo assunto la decisione di proporre un anno supplementare” per rientrare entro il 3%. Naturalmente, aggiunge, “se la situazione tedesca si rivelerà analoga, occorrerà prendere in considerazione il precedente della Francia”.
Insomma, per quanto riguarda la sostanza, chiarisce Solbes, “è vero che il Patto ci offre molto margine di manovra, poichè ci offre la possibilità di prendere in considerazione le condizioni economiche. Il patto deve avere un senso economico. E per questo che lo abbiamo sempre interpretato tenendo in considerazione questo elemento cruciale”. In altre parole, “non possiamo chiedere l’impossibile a questi paesi in termini di riduzione del deficit strutturale a breve”.
Tornando all’Italia, Solbes fa riferimento al problema dell’elevato tasso di deficit pubblico e chiama in causa la riforma delle pensioni: “le pensioni si traducono in gravami per le generazioni future. Ritengo opportuno tentare di ridurre il debito e tenere sotto controllo i futuri impegni di spesa del paese”.
Altrimenti, aggiunge il commissario Ue, “trasferiremmo alle generazioni future il pagamento dei soldi che riceviamo oggi”. In questo senso, Solbes ritiene che la riforma delle pensioni sia “cruciale, non soltanto in Italia ma in tutti i paesi d’Europa. E una questione delicatissima in tutti i paesi, con cui noi ci rapportiamo con grande sensibilità, e che deve essere affrontata con la massima prudenza”.
Solbes rivolge la sua attenzione, poi, alla lotta all’inflazione: un “obiettivo fissato nel trattato, il che significa che è stato convenuto e definito da tutti i Paesi Membri dell’Unione Europea”. Il commissario Ue si rivolge direttamente al nuovo Governatore della Banca Centrale, Jean-Claude Trichet, che “è responsabile dell’applicazione del trattato”. L’obiettivo, insiste Solbes, “è quello giusto. La stabilità dei prezzi rappresenta lo strumento migliore per ottenere una crescita a medio e lungo termine”. Soltanto grazie a questa stabilità, conclude il commissario Ue, “potremmo definire le condizioni per ottenere questo tipo di crescita, che costituisce il nostro desiderio ultimo”.
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