La disoccupazione giovanile e i programmi di sviluppo economico ed educativo nei futuri paesi sono due degli obiettivi su cui l’Unione Europea ha deciso di focalizzare l’attenzione.
La Fondazione europea per l’istruzione (Eft) ha presentato oggi a Bruxelles le statistiche sul livello di istruzione nei paesi candidati ed anche nelle regioni del Mediterraneo e dell’Asia centrale. Dal 1990 ad oggi la situazione negli stati che entreranno nell’Ue nel prossimo maggio è migliorata perchè si è passati dal 5,7% di popolazione analfabeta al 2,9% secondo i valori registrati nel 2000. “I dati sono soddisfacenti – ha spiegato Peter de Rooij, direttore della Fondazione europea – ma il divario di questi paesi con gli stati europei è ancora preoccupante”.
L’Ue in collaborazione con l’Eft e l’Unesco ha dato vita ad una serie di iniziative rivolte a specifiche aree geografiche, in particolare i “programmi cultura” per le regioni dell’ex Yugoslavia, le ex repubbliche dell’Unione Sovietica ed i paesi dell’ Africa del nord. “Non può esserci uno vero sviluppo economico – ha proseguito de Rooij – se il livello di educazione e professionalità della popolazione rimane al di sotto delle aspettative, soprattutto per i paesi che l’anno prossimo faranno parte dell’Unione europea”.
I dati presentati in anteprima a Bruxelles saranno uno degli argomenti del vertice che si terrà a Torino il 5 ed il 7 novembre, dove 250 rappresentati di oltre 40 paesi ed i rappresentanti dell’Unione europea discuteranno di programmi di sviluppo educativo e strategie di cooperazione comune.
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