Terzo trimestre dell’anno da incorniciare per le aziende americane. Nel periodo compreso tra luglio e settembre, le società statunitensi hanno fatto registrare bilanci in crescita del 21% rispetto allo stesso lasso di tempo del 2002, archiviando i migliori tre mesi dalla primavera del 2000.
A sottolinearlo, ripresa dal New York Times, è la società di ricerca Thomson First Call chiamata a compiere le prime valutazioni sulla ondata di trimestrali presentata in questi giorni dalle imprese a stelle e strisce.
Secondo i dati di Thompson, gli utili complessivi presentati dalle principali 163 aziende presenti sullo Standard&Poor’s 500 sono apparsi superiori del 7,4% rispetto alle previsioni degli analisti mentre secondo la stessa Standard&Poor’s il 70% circa delle 500 società presenti nell’indice hanno registrato un incremento dei profitti nel terzo scorcio dell’anno.
Numeri, secondo Thomson First Call, destinati a mantenersi anche nel quarto trimestre del 2003, quando i profitti aziendali sono stimati in crescita del 22,5% rispetto allo stesso periodo del 2002 e visti in progresso, nei primi tre trimestri del 2004, del 12%-13%.
I buoni risultati ottenuti dalle società vanno ascritti al buon momento della congiuntura statunitense (secondo S&P, addirittura, il quarto trimestre presenterà una crescita economica pari al 6%) sulla quale si fanno sentire gli effetti del piano di stimolo varato dall’Amministrazione Bush, la crescita delle esportazioni grazie alla debolezza del dollaro e l’aumento dei consumi testimoniato, la scorsa settimana, anche dal Beige Book della Fed.
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