I ministri dell’occupazione dell’Ue hanno adottato oggi una risoluzione sulla trasformazione del lavoro non dichiarato in lavoro regolare, che chiama gli Stati membri, la Commissione europea e le parti sociali ad un maggiore impegno per passare dal lavoro nero alla legalità.
I ministri dei Quindici – per l’Italia Roberto Maroni, che presiede il Consiglio per la durata del semestre di presidenza italiana – invitano i paesi Ue ad individuare “azioni preventive e sanzioni” dirette a frenare il fenomeno del lavoro non dichiarato, creando un ambito giuridico “favorevole alla dichiarazione dell’attività economica e dell’occupazione” e rafforzando “gli incentivi e la rimozione dei disincentivi per far uscire dal sommerso sia la domanda che l’offerta”.
Tra le misure individuate c’è anche la possibilità di riformare “i sistemi fiscali e previdenziali” per ridurre le elevate aliquote fiscali e “l’onere fiscale gravante sui lavoratori a basso reddito”. Il Consiglio dell’Ue chiede anche di “rafforzare la sorveglianza e l’applicazione di adeguate sanzioni” nei confronti di coloro che “organizzano o traggono profitto dal lavoro non dichiarato”.
Una delle necessità individuate dai Quindici riguarda anche lo sviluppo di una dimensione europea della lotta contro il sommerso, e in questo ambito i paesi devono cooperare per analizzare “le caratteristiche comuni del lavoro non dichiarato in tutti gli Stati membri” in modo da poterlo “affrontare meglio grazie a un approccio comune nel quadro della strategia europea per l’ occupazione”.
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