Hsbc, il secondo gruppo bancario del mondo, ha annunciato oggi che nel corso dei prossimi tre anni taglierà 4.000 posti di lavoro in Gran Bretagna per trasferirli in Asia.
La decisione della banca, che nel Regno Unito ha 55 mila dipendenti, segue iniziative simili adottate da altre società (tra cui il gigante delle telecomunicazioni, BT Group, il colosso assicurativo Prudential e la banca d’investimento Goldman Sachs) per approfittare del basso costo del lavoro in Oriente.
Circa 1500 posti verranno eliminati il prossimo anno, altri 2000 nel 2005 e i rimanenti 500 nel 2006. I più colpiti saranno i calla center di Brentwood, Swansea, Sheffield e Birmingham.
Entro la fine del 2006, la banca prevede che l’87% del suo personale (48 mila unità) sarà impiegato nel Regno Unito e il 13% (7000) in Asia. HSBC già gestisce centri a Hyderabad e Bangalore in India e in Malesia.
Bill Dalton, amministratore delegato delle attività britanniche di HSBC, ha sottolineato che la mossa è essenziale per garantire il continuo successo della banca: “Essendo una della maggiori società di servizi finanziari del mondo – ha detto – HSBC ha la responsabilità verso tutti gli azionisti di rimanere efficiente e competitiva”.
Ma il sindacato bancario Unifi ha duramente condannato l’iniziativa. “Lotteremo con le unghie e con i denti per spingere la banca a riconsiderare la sua decisione”, ha detto un dirigente sindacale.
I posti di lavoro offshore delle società britanniche di servizi finanziari sono cresciuti da 200 unità, nel 1996, a 3000 unità, nel 2002 e, secondo le previsioni di Unifi, toccheranno quota 5140 unità entro al fine del 2004.
In base ad altre previsioni riportate dal Financial Times, 3,3 milioni di posti negli Usa e 2 milioni nei servizi finanziari occidentali verranno persi a causa della tendenza a trasferire posti di lavoro in paesi dove la manodopera costa poco, come l’India.
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