I tedeschi non hanno più voglia di lavorare: in Germania si accende il dibattito sul presunto crollo del mito della laboriosità teutonica. Il quotidiano popolare “Bild” ha sparato in prima pagina l’interrogativo “I tedeschi sono diventati pigri?”, corredato da un articolo dello scrittore e sociologo Henryk Broder che denuncia l’indolenza che si sarebbe impossessata del popolo di Goethe. A dare il via al dibattito e’ stata la proposta del presidente della Cdu, Angela Merkel, di innalzare a 38 ore settimanali come nell’est del Paese l’orario di lavoro di 35 ore in vigore nei Lander occidentali. “A dieci anni di distanza dall’affermazione di Helmut Kohl, che aveva definito la Germania un ‘Freizeitpark’, un parco del tempo libero, – scrive Broder – appare evidente quanto l’ex cancelliere avesse visto giusto”. Per il sociologo “il vero problema non sono i disoccupati, ma quelli che non hanno voglia di lavorare”. Broder rivela che dopo un recente viaggio in Asia, lo stesso cancelliere Schroeder ha confidato a una ristretta cerchia di intimi che se i tedeschi prendessero come esempio gli asiatici, la situazione della Germania sarebbe diversa. A dare un’altra mazzata all’orgoglio teutonico era stato nelle settimane scorse Mathias Doepfner, presidente del gruppo editoriale Springer, quando in un’intervista aveva affermato che, a giudizio di un’imprenditrice cinese residente in Germania, la caratteristica principale dei tedeschi è ormai la pigrizia.
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