Dai fondi pensione aziendali, alla previdenza sociale; si allarga negli Usa l’ allarme sul deficit pensionistico. L’ ultimo in ordine di tempo, per un sistema che rischia il tracollo finanziario, giunge dal General Accounting Office (Gao), che in uno studio preparato per il senatore Larry Craig avvisa: servono interventi decisi e rapidi per assicurare le pensioni alle nuove generazioni, altrimenti le casse si svuoteranno già con il ritiro del lavoro a partire dai prossimi cinque anni della generazione del ‘baby boom’.
La previdenza sociale, secondo le stime del Gao, rischia di dover fronteggiare un deficit da 3,8 trilioni di dollari nei prossimi 75 anni.
Se non ci saranno interventi, si aggiunge, i rendimenti assicurati ai pensionati potrebbero essere ridotti di un terzo entro il 2039.
“La grossa pressione sul budget federale inizierà nel momento in cui la generazione del baby boom inizierà ad andare in pensione” – osserva il primo dirigente del Gao, David Walker.
Lo scorso anno la previdenza sociale Usa ha distribuito circa 454 miliardi di dollari a più di 46 milioni di persone. Ma con il ritiro dal lavoro della generazione del baby boom, i beneficiari dell’ assistenza pubblica dovrebbero salire a oltre 68 milioni entro il 2020.
“Se si interviene subito – ha aggiunto Walker – si può pensare di attutire queste pressioni e il pesante impatto di future azioni di rimedio”.
Il rischio che pesa sulle nuove generazioni, osserva il Gao, è quello di dovere pagare il conto al salvataggio del sistema pensionistico tramite un aumento delle tasse, tagli ai programmi e servizi federali e decurtazioni dei rendimenti.
Un tema così caldo alimenterà senz’ altro la campagna elettorale Usa del prossimo anno, osservano gli addetti ai lavori, anche se diversi rappresentanti parlamentari di entrambi gli schieramenti hanno già chiesto pubblicamente di evitare il fuoco incrociato sull’ argomento.
Nella sua campagna elettorale 2000, il presidente Bush aveva proposto che i giovani lavoratori investissero un parte dei contributi aziendali sul mercato azionario per cominciare ad assicurarsi una fonte di previdenza integrativa. Bush aveva anche nominato una commissione che portasse avanti il progetto, ma tutto si impantanò con gli attentati alle Torri gemelle.
Tuttavia la commissione fece in tempo a fare alcune proposte, come quelle di alzare l’ età pensionabile e ridurre i rendimenti promessi.
L’ assistenza pubblica statunitense si trova in ogni caso a fronteggiare tempi difficili anche sul fronte sanitario, definito dal Gao un “problema ancor più grosso”, con riferimento ai programmi di supporto assicurati da Medicare e Medicaid.
Le conclusioni del Gao sullo scenario pensionistico, in assenza di interventi, sono spietate: già nel 2018 le tasse pagate alla previdenza sociale saranno insufficienti a coprire i rendimenti promessi. Il governo dovrà inoltre trovare il modo di dare indietro i miliardi di dollari della previdenza sociale già spesi da restituire al sistema. Ma, posto anche che trovi il denaro, i fondi previdenziali saranno comunque esauriti nel 2042.
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