La Commissione europea ritiene poco credibili le indiscrezioni apparse sulla stampa tedesca a proposito di un “patto segreto” fra Germania, Francia e Gran Bretagna a sostegno della competitività delle grandi industrie europee, rilevando comunque che i presunti contenuti dell’intesa non rappresentano certo una novità nel dibattito europeo.
Nel numero oggi in edicola il settimanale tedesco Der Spiegel sostiene che da mesi Germania, Francia e Gran Bretagna lavorano segretamente ad una ‘coalizione dei paesi industriali’ che difenda più tenacemente gli interessi delle industrie a livello di legislazione europea. Secondo Der Spiegel, inoltre, Bruxelles non sarebbe stata, almeno finora, ufficialmente informata dell’iniziativa.
Berlino, Parigi e Londra – afferma in particolare il settimanale di Amburgo – vogliono che in futuro tutti i progetti di legge messi a punto dall’Unione europea vengano accompagnati da un’analisi che metta in luce le conseguenze dei nuovi provvedimenti sul comparto industriale, con un’attenzione particolare alle crescenti restrizioni per l’industria nel settore dell’ambiente.
Nell’articolo di Der Spiegel, ha detto oggi un portavoce dell’esecutivo Ue, “non c’è niente di veramente nuovo”.
Nell’ultimo Consiglio informale dei ministri europei responsabili per la competitività – ha affermato Gilles Gantlet – “un certo numero di elementi ripresi nell’articolo sono già stati discussi, ed in particolare quelli legati all’impatto delle decisioni dell’Ue sulla competitività delle imprese europee”. Per questo, ha aggiunto, “non crediamo ci siano contatti segreti” fra i tre paesi. Bruxelles respinge anche l’ipotesi – sostenuta da Der Spiegel – che Parigi, Berlino e Londra siano deluse per le lentezze dell’azione dell’Unione europea in materia di competitività: “Sulla base dei contatti che abbiamo avuto con i governi Ue – ha detto Gantelet -, inclusi i tre menzionati nell’articolo, abbiamo avuto un’impressione diversa da quella che emerge nell’articolo”.
La Commissione Ue, ha comunque tenuto a precisare il portavoce, “ha già elaborato diverse comunicazioni sia sulla competitività delle imprese che sulla politica industriale”.
D’altra parte, ha proseguito, le “preoccupazioni” per la politica industriale e la competitività in Europa sono al centro delle azioni dell’Ue “già da qualche anno”. Gantelet ha ricordato in particolare la ‘strategia di Lisbona’ varata dai Quindici nel marzo 2000 con l’ambizioso obiettivo di fare dell’economia europea la più dinamica e competitiva del mondo entro il 2010. Un piano d’azione che, secondo Bruxelles, ha già ottenuto alcuni importanti risultati, come la “creazione di un mercato unico dell’energia”.
Se la Commissione ha rispettato dunque gli impegni, ha proseguito Gantelet, non sempre i governi hanno fatto altrettanto. La “questione industriale”, ha detto, è stata sottoposta da Bruxelles in numerosi summit Ue ma “non sempre i governi l’hanno tenuta in debita considerazione”.
“La Commissione – ha concluso il portavoce – ha puntato sulla competitività come fattore determinante per la creazione dei nuovi posti di lavoro”, ritenendola una degli elementi “cruciali per l’economia europea”.
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