Juergen Peters e Berthold Huber sono stati proposti oggi alla guida di IG Metall, il sindacato metalmeccanico tedesco sprofondato in una grave crisi dopo il fallimento in giugno dello sciopero per la settimana lavorativa di 35 ore anche nei Laender dell’est.
Peters, capofila dell’ala sinistra tradizionalista, ha attualmente le funzioni di capo di IG Metall (era vicecapo) dopo le dimissioni annunciate lunedì scorso dal presidente Klaus Zwickel, in polemica proprio con Peters che a suo avviso non si sarebbe assunto le dovute responsabilità per il fallimento dello sciopero. Huber – esponente dell’ala moderata riformista – è il leader di IG Metall nel Land del Baden-Wuerttemberg (sudovest).
A favore del nuovo tandem di testa Peters-Huber – che dovrebbe guidare il sindacato metalmeccanico fino al 2007 – si è pronunciato oggi all’unanimità il direttivo di IG Metall riunitosi a Francoforte.
L’elezione ufficiale di Peters e Huber – unitamente agli altri componenti del direttivo – è in programma al congresso straordinario di IG Metall fissato per la fine di agosto ad Hannover.
Lunedì scorso, dopo dieci anni di permanenza alla guida di IG Metall, il presidente Zwickel si era dimesso puntando il dito contro Peters. “Con questo passo non mi assumo da solo la responsabilità della sconfitta nello sciopero all’est”, aveva detto, sottolineando polemicamente come la responsabilità principale sia da attribuire a Peters e al leader distrettuale di Berlino-Brandeburgo Hasso Duevel.
“I componenti dei consigli sindacali di fabbrica non vogliono un IG Metall diviso, nè alla base nè al vertice”, ha detto Peters dopo il voto del direttivo. Huber da parte sua ha espresso l’auspicio di un nuovo inizio nella storia del potente sindacato metalmeccanico tedesco.
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