L’allargamento dell’Europa non deve essere vissuto dalle regioni del Sud Italia come un pericolo di perdere aiuti comunitari. Le regioni che usciranno dall’Obiettivo 1 (al momento la previsione è per Sardegna e Basilicata) saranno “una prova del successo della politica regionale europea”. In ogni caso, rassicura il commissario europeo per la politica regionale, Michel Barnier “ci sarà un accompagnamento importante”, dal punto di vista finanziario, per queste regioni. Ma alle rassicurazioni Barnier affianca anche un avvertimento: una volta chieste, “le risorse vanno spese, non ci sono margini di interpretazione”. E se non daranno un colpo di acceleratore sulla loro tabella di marcia, a fine 2003 Calabria, Puglia e e Sardegna potrebbero vedersi tagliare parte delle risorse per i programmi in corso.
L’allargamento di fatto preoccupa quelle regioni italiane che finora hanno goduto di un sostanzioso aiuto comunitario. “Ma se un paese esce naturalmente dall’Obiettivo 1 – afferma Barnier – per noi non può che essere motivo di soddisfazione”. Potrebbe essere il caso della nostra Sardegna, mentre per la Basilicata l’uscita dal sistema dei fondi potrebbe arrivare per ragioni statistiche, ovvero perchè con l’allargamento si troverà poco sopra la soglia massima ammessa per quel tipo di aiuti. Barnier promette “una soluzione equa”, “importanti strumenti di accompagnamento”. Per le regioni che escono per motivi statistici “pensiamo ad una sorta di Obiettivo 1 bis – spiega Barnier – mentre per chi esce naturalmente, grazie alla crescita economica, gli aiuti saranno decisi nell’ambito di Obiettivo 2 ma saranno in questo caso rafforzati”.
In un’Europa che si appresta ad aumentare le dimensioni e ad accogliere paesi complessivamente in difficoltà economiche, è dunque scontato che l’Italia, oggi “seconda beneficiaria dei fondi strutturali, con 31,5 miliardi per il periodo 2000-2006 di cui 24 per il Sud” dovrà cedere ad altri una fetta di torta.
“Ma la soluzione di accompagnamento sarà equa e sostanziosa”, rassicura Barnier, che parla anche di un occhio di riguardo per le zone che hanno un handicap naturale, come isole e montagna, zone periferiche o poco popolate. “In un’Europa che sarà sempre più frammentata sarà necessario un budget all’altezza per garantire politiche di coesione eque ed efficaci. Gli stati hanno già deciso che dal 2006 nell’Europa a 25 sia stanziato per questi progetti lo 0,43% del Pil. Noi come Commissione proporremo di innalzarlo allo 0,45% dal 2007”.
Ma alle rassicurazioni si affianca un avvertimento: “È necessario che il denaro sia utilizzato, che le Regioni rispettino i programmi, non mettano a rischio la loro credibilità”. Una specie di ‘early warning’ rivolto a Calabria, Sardegna e Puglia. Alla fine di quest’anno potrebbero vedersi decurtate le risorse per non rispetto dei programmi. Non dovrebbero invece tornare indietro risorse a Bruxelles per i programmi 94-99: “La conservazione delle risorse dovrebbe aggirarsi al 95%”, riferisce l’eurocommissario sottolineando che “il governo italiano ha fatto un buon lavoro per dare un colpo di acceleratore ai programmi”.
E i complimenti per l’Italia – alla quale Barnier come membro della Commissione assicura tutta la sua collaborazione affinchè “il semestre sia un successo” – non finiscono qui. Barnier, rappresentante della Commissione nella Convenzione europea dice che, come ai tempi di De Gasperi, l’Italia ha “un ruolo fondamentale, da pioniere nella costruzione dell’Europa: gli italiani – dice – sono stati molto attivi, molto presenti e grazie al loro contributo è stato possibile un importante gioco di squadra”.
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