Lo sciopero per la settimana di 35 ore dei metalmeccanici nei Laender dell’est si è sentito oggi anche a ovest dove, per la prima volta, gli impianti della Bmw a Monaco e Ratisbona sono stati costretti a fermare la produzione.
Da quattro settimane i circa 310.000 operai del settore incrociano le braccia per rivendicare la settimana di 35 ore come i metalmeccanici nei Laender dell’ovest. Le astensioni dal lavoro a est rischiano, come si è visto oggi, di bloccare l’intero ciclo produttivo dei grandi gruppi industriali che in passato hanno trasferito parte dei loro impianti nei nuovi Laender orientali per creare occupazione.
Secondo una portavoce della Bmw a Monaco, 10.000 lavoratori, di cui la metà nell’impianto centrale nel capoluogo bavarese, sono stati costretti a rimanere a casa.
A livello politico, la protesta dei metalmeccanici incontra scarsa comprensione, tanto nel governo quanto nell’opposizione.
Lo stesso cancelliere Gerhard Schroeder, dal vertice Ue di Salonicco, si era appellato a mettere subito fine agli scioperi per non compromettere ulteriormente il già critico andamento dell’economia. Per il ministro dell’economia e del lavoro Wolfgang Clement si tratta di un “conflitto al momento sbagliato e al posto completamente sbagliato”.
Critica nei giorni scorsi anche la leader Cdu Angela Merkel.
“Uno sciopero nella attuale situazione economica c’entra nel paesaggio come una nevicata d’estate”, ha detto oggi il premier bavarese e leader Csu, Edmund Stoiber.
“Abbiamo fatto lo sciopero perchè non avevamo altra scelta dato che i datori di lavoro si rifiutano di mettersi al tavolo negoziale”, ha reagito oggi il vice presidente del potente sindacato metalmeccanico Ig Metall, Juergen Peters.
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