Rilanciare l’economia europea attraverso la mobilitazione di investimenti pubblici nelle infrastrutture, rispettando il patto di stabilità. È questo il senso dell’ Azione europea per la crescita che il ministro dell’economia e delle finanze Giulio Tremonti ha presentato oggi all’Europarlamento di Bruxelles. Riscuotendo peraltro una valutazione positiva da parte della Commissione europea.
– L’ECONOMIA È IN DIFFICOLTÀ. In un incontro con la presidente della Commissione economico-finanziaria del Parlamento Ue, la tedesca Christa Randzio Plath, e poi in una conferenza stampa, Tremonti è partito dal presupposto che “l’Europa cresce sotto il suo potenziale da due anni” e “la situazione di difficoltà” della sua economica “è molto intensa2.
– UN PIANO PER INVESTIMENTI PUBBLICI. Una soluzione duratura a questo stallo può essere il “piano strutturale di investimenti pubblici” proposto dall’Italia alla vigilia del suo semestre di presidenza dell’Ue. Un programma che potrebbe avere un effetto positivo – anche se non ancora quantificabile – sull’occupazione: come accaduto «ai tempi del New Deal”, ha ipotizzato il ministro guardando al piano di rilancio economico statunitense degli anni Trenta. “È necessario riprendere gli investimenti pubblici – ha detto – per riallineare la nostra economia a quella degli Stati Uniti d’America”.
– LE INFRASTRUTTURE, MA NON SOLO. “L’idea di partenza sono le grandi infrastrutture fisiche” necessarie fra l’altro per collegare l’Europa allargata a 25 stati. Il campo di attività però può essere esteso agli investimenti “non-fisici”, come il cosiddetto “capitale umano”, la tecnologia e la ricerca, ha prospettato Tremonti parlando di uno schema «molto flessibile».
– UN RUOLO-CHIAVE DELLA BEI. Si tratta di un “meccanismo che ha possibilità di funzionamento sul mercato” e che utilizza “come base per la leva finanziaria” la Banca europea per gli investimenti (Bei) “direttamente o attraverso veicoli ad hoc” ha spiegato il ministro.
– NEL PIENO RISPETTO DEL PATTO DI STABILITÀ. “La nostra proposta è totalmente compatibile con il patto di stabilità e di crescita”, ha sottolineato Tremonti che, per non lasciare margine a dubbi, ha usato pure l’inglese (“We act with the pact”). Niente ‘golden rule’ dunque, cioè niente esclusione dal deficit delle spese per la difesa, e niente debito pubblico europeo come invece si era ipotizzato dieci anni fa col piano-Delors, di cui quello italiano condivide fra l’altro la “dimensione economica” (volume di investimenti pari ad un punto di prodotto interno lordo europeo all’anno).
– PRIME REAZIONI CAUTE MA POSITIVE. Anch’egli a Bruxelles per un’audizione, il presidente della Bce, Wim Duisenberg, non ha voluto commentare esplicitamente il piano ma ha sottolineato che c’è “molto spazio per migliorare la qualità degli investimenti pubblici” ridirigendoli verso impieghi “più produttivi”. E il portavoce del Commissario europeo agli affari economici e monetari Pedro Solbes ha notato: dato che si concentra sulle infrastrutture, l’iniziativa per la crescita della presidenza italiana va “nella stessa direzione” seguita dall’esecutivo Ue.
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