La crisi dei mercati azionari ha alleggerito i portafogli dei professionisti della City di Londra, i cui salari medi sono diminuiti del 16,5%, scendendo a 103.502 sterline (circa 150.000 euro) nel corso degli ultimi due anni.
Secondo i dati di un’inchiesta realizzata dalla società di ‘cacciatori di teste’ Russell Reynolds e dall'”Association for Investment Management and Research”, il calo è stato generato dal taglio del 35% dei bonus medi in contanti, scesi da 43.000 sterline a 28.000 sterline quest’anno.
La flessione dei bonus, che rappresentano una parte crescente dei pacchetti salariali, riflette anche – secondo il Financial Times, che pubblica oggi il rapporto – la tendenza a legare le retribuzioni alla performance e alla redditività.
La City ha perso decine di migliaia di posti di lavoro: secondo i dati della CEBR, società di consulenza economica, dal 2000, quando la forza lavoro aveva raggiunto la punta massima di 325 mila unità, sono stati eliminati 25.000 posti, e ulteriori tagli di 10-15.000 unità sono previsti per quest’anno.
I dati della Cbi, la Confindustria britannica, indicano che nel settore dei servizi finanziari in Gran Bretagna, i tagli occupazionali sono stati pari a 45.000 unità.
“Le banche stanno ancora lottando per guadagnare – ha commentato John Hitchins, esperto bancario presso la società di consulenza professionale PwC – ciò vuol dire che la base dei costi è sotto pressione, per cui l’obiettivo è di ridurre i costi totali, ma non necessariamente attraverso la riduzione della forza lavoro”.
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