La Commissione europea ha deciso di aumentare di 22 milioni di euro il tetto dei capitali a rischio destinati ai paesi del Mediterraneo che beneficiano dei fondi Meda (Algeria, egitto, Giordania, Libano, Marocco, Siria, Tunisia, Striscia di Gaza e Cisgiordania).
Lo ha annunciato oggi l’esecutivo Ue, osservando che la priorità verrà accordata a quei paesi che hanno già firmato accordi di associazione con l’Unione europea. I fondi supplementari serviranno a migliorare i settori finanziari dei paesi interessati, a rendere più competitive le industrie locali e a sostenere i processi di privatizzazione.
Lo strumento di capitale di rischio dell’Ue è gestito dalla Banca europea per gli investimenti (Bei), ed ha l’obiettivo di favorire la transizione economica dei paesi del sud del Mediterraneo e di rafforzare lo sviluppo del settore privato dei paesi dell’area Meda. I 22 milioni stanziati si aggiungono ai 50 già sborsati nel 2001 e dovrebbero essere accompagnati nel 2004 da ulteriori risorse per altri 28 milioni di euro.
I capitali a disposizione serviranno a finanziare soprattutto gli investimenti nelle imprese dei paesi interessati per riorientarne l’attività verso i mercati esterni, a sviluppare il partenariato economico tra gli stati dell’Ue e quelli mediterranei e a ridurre gradualmente i monopoli pubblici, favorendo soprattutto la privatizzazione delle imprese di stato.
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