Il gruppo editoriale Reuters ridurrà l’organico di 3.000 unità nei prossimi tre anni (-18,7%). La decisione è stata accompagnata oggi dall’annuncio della prima perdita annuale dal 1984, anno in cui la Reuters ha fatto il suo debutto alla Borsa di Londra.
Sulla scia di una perdita netta 2002 di 394 milioni di sterline (circa 630 milioni di euro), i titoli del gruppo perdono questa mattina nella City circa il 9,5% a quota 139 pence. Il gruppo aveva archiviato il 2001 con un utile netto di 46 milioni di sterline. Gli esuberi annunciati oggi porteranno l’organico del gruppo a livello mondiale dalle attuali 16.000 unità a quota 13.000 alla fine del 2005.
Grazie a questo profondo piano di riduzione dei costi, il gruppo punta ad accelerare il suo progetto di risanamento annunciato nell’ottobre del 2001. La riduzione dell’organico, infatti, dovrebbe tradursi in risparmi per 440 milioni di sterline all’anno.
Secondo il piano, come ha sottolineato oggi l’amministratore delegato del gruppo Tom Glocer, la Reuters si concentrerà sulle sue attività prioritarie nel settore dell’informazione in modo da “proteggere e rafforzare la quota di mercato, differenziare l’offerta dalla concorrenza e guidare la redditività”.
La prima perdita annuale della Reuters, è stata provocata dalle deboli condizioni di mercato ma anche dai forti costi una tantum legati alla Instinet, la società di brokeraggio newyorkese controllata al 63% che ha chiuso l’anno con un rosso di 302 milioni di sterline.
Allo stesso tempo, il fatturato 2002 del gruppo è sceso dell’8% a quota 3,57 miliardi di sterline. Quanto al futuro, la società ha sottolineato che le condizioni di mercato sono peggiorate ulteriormente nell’esercizio in corso.
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