“Non ho mai pensato per un secondo che questo Paese posa essere governato senza corpi intermedi”. Lo ha sottolineato il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, in occasione dell’assemblea di Confesercenti.
“Da parte mia – ha assicurato – c’è la massima volontà a lavorare con l’intero sistema delle imprese del Paese”. Inoltre, per il ministro la priorità della politica “è abbattere il carico fiscale sulle imprese e costa immensamente meno rispetto al taglio dell’Irpef. Io penso che la diminuzione delle tasse – ha sottolineato Calenda – debba essere una diminuzione delle tasse sulle imprese e non generalizzata”.
Per quanto riguarda l’abbattimento dell’Irpef, secondo il ministro, ha un costo troppo alto per il Paese: “è sì centrale ma se viene un politico e dice abbasso l’Irpef di 50 euro secondo voi questo rilancia i consumi?”, ha domandato alla platea di commercianti. Invece per le imprese “la platea è piu piccola, si può fare uno sforzo con risultato maggiore”.
Sul fronte della crescita economica dell’Italia, per Calenda “non è sufficiente” e ha definito la “discussione sullo 0,2 o lo 0,3 o lo 0,9 o l’1,3%” un dibattito “tra il ridicolo e il tragico. Il nostro lavoro – ha spiegato il ministro – non cambia perché il recupero dei 50 miliardi persi rimane lo stesso.Ci accorgiamo tutti che la crescita non è sufficiente né per sostenere lo sviluppo né per ridurre il debito”.
Infine, il ministro a ricordato che a settembre ci sarà la seconda riunione della cabina di regia per Industria 4.0 e in quell’occasione si aspetta le proposte dei corpi intermedi, “come la Confesercenti. A settembre – ha concluso Calenda rivolgendosi ai presenti dell’assemblea di Confesercenti – proponete quale fiscalizzazione volete”, per esempio, ha aggiunto, in Industria 4.0 “c’è un errore, non è regolata la questione per l’affitto, soprattutto per le pmi”.






























