In una nota inviata al presidente della Regione Sardegna Christian Solinas, i segretari regionali di Flai Cigl e Fai Cisl , Annarita Poddesu e Bruno Olivieri, chiedono interventi urgenti sulla vertenza Aras (Associazione Regionale Allevatori Della Sardegna).
Questo il testo: “La situazione dei dipendenti dell’ormai ex Aras richiede un intervento urgente da parte del Governatore della Regione. Infatti l’Associazione, in virtù del fatto che si trova in procedura di liquidazione volontaria, è ormai avviata alla chiusura definitiva alla data del 31 dicembre prossimi, mentre l’ipotesi di stabilizzazione di questi lavoratori nell’agenzia in Laore si è impantanata, come si poteva ampiamente prevedere, nell’impraticabilità di una procedura concorsualecomplicata e di dubbia fattibilità”.
“In attesa di un giudizio sulla legittimità di tale procedura, che dovrà essere prodotto dal Tar Sardegna, presso cui pendono diversi ricorsi di merito, i lavoratori Aras hanno come unica certezza che al 31 dicembre 2020 si concluderà la procedura di licenziamento per cessata attività. Questo fatto, oltre a essere di una gravità, rischia di rendere ancor più impraticabile l’eventuale continuità lavorativa dalla cessazione del rapporto di lavoro attualmente in essere che è requisito essenziale per il loro passaggio in Laore tramite le procedure previste dalla legge regionale 43/2019. Inoltre la chiusura del laboratorio di Oristano, unico accreditato in Sardegna per le analisi del piano ‘qualità latte’, metterebbe a rischio l’intera produzione lattiero-casearia della nostra regione”.
“Per questi motivi riteniamo essenziale che il Presidente della Giunta Regionale della Sardegna si attivi per chiedere, con procedura di urgenza al tribunale di Cagliari, di una ulteriore proroga all’esercizio provvisorio da parte di Aras. Proroga che permetterebbe di individuare un percorso che garantisca il processo di stabilizzazione lavorativa e di garantire la continuità del servizio essenziale. Sia per il piano qualità latte che per la misura sul benessere animale”, concludono.
n una nota congiunta anche la segretaria generale della Uila Sardegna Gaia Garau e il segretario della Confederdia Osvaldo Ibba, chiedono un intervento del presidente della Regione Sardegna Solinas in difesa dei lavoratori dell’Aras: “Mancano solo dieci giorni alla fine di un’epoca fondamentale per la zootecnia sarda. Gli agronomi, i veterinari, gli agrotecnici, il personale del laboratorio di Oristano e le figure amministrative che hanno accompagnato il settore negli ultimi trent’anni riceveranno un amaro dono per Natale: il licenziamento collettivoe la cessazione della loro attività. Non sono bastate due leggi regionali, l’appoggio unanime di più legislature consiliari e l’autorevole intervento di un tavolo interministeriale”.
“Nel mese di novembre ci avete garantito l’imminente applicazione della L.R47/2019 che prevede il trasferimento del personale e delle funzioni all’Agenzia Laore, ma ad oggi la procedura resta incompleta. Mancherebbero alcuni atti necessari, che non sono stati firmati. É fortemente irresponsabile rinviare ancora la positiva conclusione di questa vertenza.Duecentocinquanta famiglie aspettano da un decennio l’applicazione della prima norma votata dal Consiglio Regionale. Chi ha dedicato alla crescita del settore la propria vita professionale, ha ricevuto fino ad ora solo sterili complimenti sulla qualità del lavoro svolto esull’abnegazione nel portarlo a termine nonostante tutto.
Vogliamo inoltre porre alla sua attenzione le drammatiche ripercussioni sulle aziende zootecniche, che dal prossimo gennaio subiranno la mancanza del controllo sulla salubrità delle produzioni lattiero casearie, con possibili nefaste conseguenze sulla salute pubblica e sulla commercializzazione dei prodotti, con l’agevolazione della concorrenza extra-regionale”.
“Chiediamo il suo autorevole intervento, Presidente, affinché si faccia chiarezza su tale ritardo e per far sì che la procedura di assunzione da parte della Regione possa finalmente, essere portata a compimento. Glielo chiediamo a nome di questi lavoratori, da strenui difensori del nostro settore e soprattutto da sardi, gridando a gran voce la nostra preoccupazione condivisa dai produttori primari, dai consorzi di tutela e in generale da tutti gli attori di questa fondamentale parte dell’economia e della vita sociale della Sardegna. La politica deve assumersi questa responsabilità perché il mondo della campagna non dimentica”.
E.G.
























