“La prima visita di Stato in Italia del presidente Xi Jinping è un’occasione fondamentale per rafforzare le nostre relazioni economiche con un partner strategico come la Cina e per testimoniare come le imprese italiane vogliano essere protagoniste della nuova stagione in atto nel Paese”. Lo ha affermato Licia Mattioli, vicepresidente per l’Internazionalizzazione di Confindustria a margine del Business Forum Italia-Cina a Roma.
“Ad accompagnare il Presidente – ha riferito – sarà una delegazione composta da tutti i più importanti gruppi cinesi dei settori infrastrutture, energia e industria manifatturiera, che avranno modo di confrontarsi con oltre 150 imprenditori italiani su possibili forme di collaborazione congiunta in paesi terzi. Si riunirà poi per la 6 volta (la seconda in quattro mesi) il Business Forum Italia-Cina, uno dei più autorevoli punti di riferimento per favorire il dialogo fra le due comunità d’affari, di cui Confindustria cogestisce la Segreteria tecnica”.
Mattioli ha sottolineato come “La Belt&Road Initiative “sarà un’opportunità per l’Italia se saremo capaci di usare la nuova Via della Seta per aumentare i flussi commerciali nei due sensi: non solo dalla Cina in Europa, ma soprattutto dall’Europa e dall’Italia verso la Cina. Si tratta infatti di una grande infrastruttura che dovremo utilizzare per connetterci meglio al mercato asiatico attraverso intese vantaggio se per entrambe le parti”.
C’è poi il tema collegato allo sviluppo che la BRI potrà generare nei Paesi terzi che ne sono attraversati e delle conseguenti opportunità per le imprese italiane in termini di investimenti e di forniture. “Proprio a questo – ha detto – abbiamo dedicato un progetto ad hoc, che si propone di promuovere l’eccellenza tecnologica italiana nei settori dell’ingegneria e dell’impiantistica lungo i Paesi coinvolti nelle direttrici terreste e marittima della Belt&Road”.
“Siamo favorevoli all’accordo ma senza strappi con i nostri partner strategici e d’intesa con l`Europa. L’obiettivo principale – ha sottolineato – è di far crescere le esportazioni italiane in Cina in modo da bilanciare i flussi di merce oggi eccessivamente squilibrati a vantaggio del gigante asiatico”.
Inoltre, ha detto Mattioli, “firma del MoU fra i due Governi non può mettere in discussione la collocazione euro-atlanticadell`Italia, che rimane il nostro punto di riferimento in chiave politica ed economica e che deve anzi essere rilanciata al più presto”, ha osservato.
“Né tantomeno può essere dimenticato il fatto che – ha concluso – e` l`Europa, la nostra casa comune, l`unica dimensione che può permetterci di competere con giganti come Cina o Stati Uniti. Se è vero che per troppo tempo l’Unione Europea non ha avuto un approccio chiaro e coerente nei confronti della Cina, è in quel contesto che dobbiamo lavorare per ottenere pari condizioni di accesso al mercato, tutela della proprietà intellettuale e reale reciprocità nel sistema degli appalti. A partire dall’imminente Vertice Bilaterale UE-Cina in programma agli inizi di aprile, in vista del quale Confindustria lancerà le proprie proposte per una nuova strategia di politica estera comune nei confronti di Pechino”.
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