La manovra economica del governo Lega-Cinque Stelle preoccupa Confindustria. Le prime reazioni negative dei mercati e i dubbi sulla sostenibililità di misure molto onerose per la finanza pubblica, dalla flat tax al reddito di cittadinanza fino alla “controriforma” delle pensioni, rappresentano “fattori di rischio” che portano a rivedere al ribasso le previsioni di crescita dell’economia italiana.
Lo scenario previsivo, tracciato nell’ultimo rapporto del Centro Studi di Confindustria, parla di crescita bassa e in rallentamento, debito pubblico che resta molto elevato, tassi d’interesse in aumento. Per il 2018 il Csc prevede un Pil in calo a +1,1% dal +1,6% del 2017. Andrà peggio nel 2019 quando il Pil scenderà a +0,9%. Si tratta di una stima al ribasso, rispetto alle previsioni di giugno, di 0,2 punti sia per quest’anno che per il prossimo. Sembra molto lontano il target di crescita a +1,6% per il 2018 annunciato nei giorni scorsi dal ministro dell’Economia, Giovanni Tria.
Anche i conti pubblici non migliorano. Nello scenario Csc, il deficit pubblico è stimato in calo all’1,8% del Pil nel 2018 e al 2% nel 2019. Il governo, invece, ha fissato l’obiettivo del rapporto deficit-Pil per il triennio 2019-2021 al 2,4%. Per il Csc “l’aumento del deficit è comunque poca cosa rispetto agli impegni assunti. Se le coperture non saranno bene definite si rischia, ex post, un rapporto deficit/Pil più alto”. Questo potrebbe provocare due rischi: una reazione dei mercati ed un ulteriore aumento dello spread sovrano; l’apertura di una procedura d’infrazione da parte dell’Ue.
Uno scenario economico così allarmante rende, secondo Confindustria, “necessario e urgente agire, nella prossima Legge di bilancio, con misure di politica economica che siano in grado di migliorare in modo strutturale tali tendenze e rassicurare i mercati internazionali”.
Quattro sono le direzioni di policy individuate:il rafforzamento delle misure di sostegno all’industria; un processo ragionato di revisione della spesa pubblica; un grande piano per le infrastrutture; l’avvio della riforma fiscale per famiglie e imprese.






























