Profondo rosso per il mercato italiano dell’auto. A settembre le immatricolazioni accusano un crollo del 25,43% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Pesa il forte calo di Fca che lascia sul terreno il 40% delle immatricolazioni rispetto a settembre del 2017. Flessioni intorno al 30% per Volkswagen, Audi -51% e Renault -48%.
“Il calo registrato nel mese – commenta il presidente Anfia Aurelio Nervo – fa seguito ad un trimestre estivo dai volumi insolitamente alti determinato dall’introduzione, a partire dal 1° settembre, delle nuove normative sulle emissioni e, quindi, dell’obbligo di immatricolare esclusivamente vetture dotate di un propulsore Euro 6C e 6D temp. La crescita delle immatricolazioni a luglio e ad agosto al di sopra della media ha portato ad un effetto di compensazione nel mese successivo.
Per interpretare correttamente questa discontinuità del mercato, è opportuno confrontare l’andamento del terzo trimestre 2018 con lo stesso periodo del 2017, da cui emerge una contrazione decisamente più contenuta e pari al -6,9%.
La situazione è destinata comunque a normalizzarsi nel quarto trimestre del 2018 con lo smaltimento degli stock di auto Euro 6B”.
“I blocchi della circolazione per le vetture più anziane e, quindi, più inquinanti e meno sicure sono un segnale positivo nell`ottica del rinnovo del parco più volte auspicato e sollecitato dall`Unrae – afferma il presidente dell’associazione Michele Crisci – in tal senso l`Associazione plaude all`introduzione di questa tipologia di misure, che però andrebbero accompagnate con messaggi chiari e concreti, in questa fase di transizione verso motorizzazioni a impatto zero, ispirati al principio della neutralità tecnologica e, quindi, riferiti alla possibilità di sostituire detti veicoli anziani con mezzi più moderni e innovativi, compresi i diesel Euro 6, considerati i virtuosi livelli di emissione raggiunti”.





























