In questi giorni è entrato nel vivo il congresso della Cgil. Si sono infatti appena concluse le assemblee di tutte le categorie, nelle quali è stato discusso un primo documento programmatico che era stato messo a punto in vista dell’assise. Una discussione ampia, alla quale ha partecipato tutto il popolo della Cgil, e nella quale sono stati raccolti i suggerimenti e le osservazioni a questo documento per farne tesoro, utilizzandoli per mettere a punto il documento congressuale vero e proprio, sulla cui base si entrerà nel vivo. L’atto finale sarà il congresso confederale a gennaio.
L’auspicio generale nella Cgil è che si tratti di un congresso unitario e così sarà sicuramente, perché non ci sono divisioni. Sul merito. C’è invece già tensione sulla figura del prossimo segretario generale. Susanna Camusso ha infatti finito i suoi otto anni e a gennaio passerà la mano. Ma a chi? Ufficialmente candidati non ce ne sono. In realtà il dibattito è già alto su tre nomi, quelli di Serena Sorrentino, Maurizio Landini e Vincenzo Colla.
Serena Sorrentino è fortemente sponsorizzata da Susanna Camusso, che teme discontinuità e non le dispiacerebbe se al suo posto andasse una persona a lei molto vicina, come appunto è la Sorrentino. Il cui nome è apprezzato per le sue qualità umane e professionali, anche se desta qualche diffusa preoccupazione la sua poca esperienza. Al momento è segretaria generale della Funzione pubblica, da circa due anni, e in precedenza era stata in segreteria confederale, cose diverse dalla guida di una grande organizzazione.
Maurizio Landini ha sempre voluto fortemente diventare segretario generale della Cgil, non lo ha mai nascosto, ha lavorato molto con questo obiettivo in testa. È però un personaggio considerato divisivo dalla maggior parte del gruppo dirigente, che è poi quello che materialmente nell’ambito dell’Assemblea generale deve votare il nome del nuovo segretario generale. Potrebbe trovarsi di fronte molte difficoltà, nonostante le doti carismatiche che certamente possiede.
Il terzo nome è Vincenzo Colla, fino a un anno fa segretario generale della Cgil dell’Emilia-Romagna, roccaforte della Cgil. È sostenuto da importanti strutture della confederazione, che potrebbero anche fare la differenza.
Insomma, una scelta difficile, ma molto delicata, tanto più adesso che la confederazione si prepara a vivere un periodo assolutamente non facile. Il governo emerso dal voto del 4 marzo non è certo amico del sindacato in generale, e della Cgil in particolare. Il fatto che tanti tesserati della Cgil, soprattutto tra gli operai, abbiano votato al Nord per la Lega, al Centro e al Sud per il M5S, non significa automaticamente che sara’ un governo amico. Del resto, specialmente il M5S è sempre stato molto critico verso il movimento sindacale, e molti esponenti, primo tra gli altri Luigi Di Maio, hanno affermato la necessità di far sparire questo inutile sovrastruttura, sostituendola con qualche non precisata democrazia online.
Come andrà a finire a gennaio questa corsa a tre? Difficile pronosticarlo. I rumors sono tanti, parlano di continue alleanze che si formano e poi si dissolvono, impossibile dar loro fede. Sicuramente Susanna Camusso, donna tenace e abituata a combattere, non demorde dal suo progetto. Potrebbe, e dovrebbe secondo alcuni, essere lei a fare una proposta, ed è difficile che possa ricevere due no di seguito.
Contrattazione
Sono state interrotte le trattative per il rinnovo del contratto nazionale agricolo ed è stato proclamato uno sciopero di otto ore per il prossimo 15 giugno dalle segreterie nazionali Fai-Flai-Uila. Secondo i sindacati le controparti si sono dimostrate indisponibili ad assumere impegni seri contro il caporalato. Nel pubblico impiego sono stati sottoscritti i contratti nazionali della sanità e delle funzioni locali che interessano 1.200.000 lavoratori. Nel comparto della logistica, è stata siglata l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto integrativo di Jungherinrich Italia. Tra i punti qualificanti dell’accordo c’è l’allargamento dei permessi retribuiti e non retribuiti e il mantenimento del pagamento della malattia al 100%, mentre sul piano economico è prevista una riscrittura dei parametri del premio di risultato per metterlo al riparo dai rischi di mancato raggiungimento degli obiettivi concordati. E’ stato firmato, anche, il contratto integrativo del gruppo Campari per il quadriennio 2018-2021, che interesserà circa 600 dipendenti della sede centrale e dei vari siti produttivi italiani. Infine, l’Alpitour e i sindacati hanno siglato l’accordo a tutela dell’occupazione al Tanka Village in Sardegna. L’accordo prevede la salvaguardia del posto di lavoro di circa 130 dipendenti impiegati a Villasimius che, con il passaggio alla gestione Alpitour, resteranno a far parte dell’organico della struttura ricettiva.
Analisi
Stefano Patriarca ha analizzato i reali effetti di un intervento sulle pensioni superiori a 5 mila euro mensili, così come previsto dal programma di governo di 5Stelle e Lega. Il risultato, a fronte di una minore spesa pensionistica di 210 milioni, sarebbe una riduzione del gettito fiscale di circa 862 milioni, con un aumento di spesa pubblica di circa 653 milioni.
Maurizio Ricci interviene su questioni di politica economica internazionale a partire dall’assunto che l’occidente capitalista non detiene più la maggioranza del reddito mondiale, mentre i paesi “non liberi’’ presto supereranno le democrazie occidentali. Un rovesciamento dei rapporti di forza dell’economia che sta determinando l’ascesa del capitalismo autoritario e della democrazia illiberale.
Nora Garofalo approfondisce il tema della sicurezza sul lavoro. La normativa complessa e i controlli insufficienti sono gli ostacoli che potrebbero essere superati attraverso una maggiore responsabilità delle grandi imprese committenti e un coinvolgimento di tutti i soggetti interessati.
La nota
Nunzia Penelope ha seguito l’Assemblea annuale della Confindustria, che contrariamente alla tradizione sembra essersi collocata all’opposizione rispetto al governo Lega-Cinque Stelle. Nella sua relazione il presidente Vincenzo Boccia ha infatti smontato pezzo per pezzo il Contratto di programma Salvini-Di Maio, dalla flat tax al reddito di cittadinanza fino alla chiusura dell’Ilva. E ha avvertito: con una politica economica così, “rischiamo di tornare a un’Italia povera e agricola, da primo dopoguerra”.
Fernando Liuzzi riporta il discorso del ministro uscente dello Sviluppo, Carlo Calenda, davanti all’assemblea di Confindustria. Un ‘’manifesto liberale’’, attraverso il quale Calenda, partendo dalla sua esperienza a capo del dicastero dello Sviluppo economico, ha lanciato un insieme di idee su come governare un grande paese industriale esposto alle sfide della globalizzazione.
Ancora Fernando Liuzzi, torna sul caso dell’Ilva e del vertice riservato tra ArcelorMittal e i sindacati dei metalmeccanici che si è tenuto, a sorpresa, nella sede della Flm di corso Trieste. Una innovazione che colpisce, rispetto alla consuetudine degli incontri in sedi neutre o aziendali.
Interviste
Tommaso Nutarelli ha intervistato Fausto Durante, responsabile delle politiche internazionale ed europee della Cgil, per parlare dell’ultimo bilancio presentato dalla Commissione Europea e capire quale strada l’Europa dovrà intraprendere per rispondere alle sfide globali che la attendono.
Video Intervista
Massimo Mascini ha intervistato il Presidente di Federmanager, Stefano Cuzzilla, che ha descritto le difficoltà dei manager dell’industria e ha sottolineato la necessità che il nuovo governo apra quanto prima un dialogo con la classe dirigente del paese.
Il blogdel diario
Paolo Pirani ci parla del nuovo Governo e del premier Conte e avverte: il “prima l’Italia” non può finire in “salsa greca”
Gianfranco Polillo ragiona a sua volta sul governo “Giallo – Verde’’ e sulle difficoltà della sinistra e si chiede: “dobbiamo rassegnarci per i prossimi 20 anni a dividerci tra grillini e leghisti?”
Diario della crisi
A Palermo, l’incontro sugli ammortizzatori sociali per i lavoratori Almaviva si è concluso con un nulla di fatto. Per la Slc Cgil del capoluogo siciliano l’azienda “si sottrae alle sue responsabilità”, perché “non è possibile che una paventata riduzione dei volumi di una delle aziende committenti di Almaviva Palermo rischia di mettere in discussione il futuro dei quasi 3 mila lavoratori del call center”. L’azienda Condotte, ha annunciato la Cig e la proroga del concordato. Per i sindacati i vertici sono inadatti a gestire la vertenza ed è indispensabile la presentazione del piano industriale e l’avvio di un confronto con i potenziali investitori, vale adirei l fondo Oxy e le banche. Sempre nel comparto edile, l’incontro tra sindacati e direzione aziendale di Italcementi è terminato con la firma del verbale di mancato accordo sulle procedure di mobilità per il licenziamento di 62 lavoratori, ma l’azienda punta a ridurre gli esuberi a 26 unità. I riders di Milano sono entrati in sciopero dopo l’incidente costato l’amputazione di una gamba ad un fattorino di Just Eat. Nel settore elettrobiomedicale, Fiom, Fim e Uil, in una nota congiunta, hanno indetto lo sciopero in tutte le aziende coinvolte nella fusione Althea per le mancate rassicurazioni da parte del fondo britannico. Infine, a poche settimane dalla scadenza dei contratti a tempo determinato per i lavoratori di Anpal Servizi, la Cgil nazionale, NIdiL Cgil e Fisac Cgil chiedono alla prossima legislatura di tenere fede agli accordi sottoscritti per la continuità occupazionale del personale e proclamano lo stato di agitazione.
Documentazione
Questa settimana nella sezione dedicata è possibile trovare i dati Istat sul commercio estero extra Unione Europea di Aprile e il rapporto Istat sulle prospettive dell’economia italiana nel 2018. Inoltre, è possibile visualizzare le valutazioni sul taglio pensioni d’oro secondo il contratto M5s-Lega di Stefano Patriarca, l’intervento del Ministro Calenda all’assemblea annuale di Confindustria, l’intervento di Vincenzo Boccia all’assemblea di Confindustria 2018 e il testo del decreto 6 marzo 2018 sul contrasto al lavoro irregolare. Infine, sono disponibili i testi del bilancio di mandato del Mise e del Mef, diffusi dai rispettivi ministri Carlo Calenda e Pier Carlo Padoan, come atto finale del loro incarico di governo.
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