Svolta per le acciaierie del gruppo Aferpi di Piombino passa dal gruppo Cervital al colosso indiano Jindal già impegnato in Italia nella cordata per l’acquisto dell’Ilva. La firma dell’intesa è stata raggiunta tra i rappresentati dei due gruppi nella giornata di ieri, 22 febbraio. L’accordo prevede il mantenimento degli impegni, gli obblighi, gli accordi di programma e le concessioni che facevano parte del precedente accordo con Cevital. Soddisfatto il ministro Calenda, che tuttavia si mantiene sulla linea della prudenza.
Nel dettaglio, dopo la firma formale che verrà apposta oggi, 23 febbraio, l’accordo dovrà essere ratificato dai rispettivi consigli di amministrazione. Sarà poi necessaria una fase di due diligence per permettere a Jindal di conoscere lo stato dello stabilimento piombinese, che si concluderà con il closing previsto per il 31 marzo e la successiva approvazione del ministero. Fatto questo, potrà partire il confronto sindacale riguardo il piano industriale e gli investimenti necessari per il rilancio dell’impianto.
“Riteniamo positivo che si sia arrivati a questa soluzione in questo modo, evitando quello che poteva essere un contenzioso legale contro Cevital lungo e pieno di incognite – dichiarano il segretario nazionale della Fiom Cgil, Rosario Rappa e il coordinatore nazionale della Fiom per la siderurgia, Mirco Rota -. Ora vogliamo chiarezza, a partire dalla presentazione di un chiaro piano industriale e precise rassicurazioni sull’occupazione. Si apre una nuova fase, nella quale confrontarsi con la nuova proprietà per prevedere, a partire appunto dall’atteso nuovo piano industriale, il ritorno per Piombino a colare acciaio, garantendo l’occupazione di tutti i lavoratori diretti e dell’indotto”.




























