Nella settimana che si va a concludere si e’ chiusa anche la legislatura. La parola fine l’ha messa l’approvazione definitiva al Senato della nuova legge elettorale, il Rosatellum, con il suo carico di infuocate polemiche. Polemiche che hanno raggiunto l’apice con l’addio al Pd di Pietro Grasso, presidente del Senato, e il suo passaggio al gruppo misto. Da oggi si apre dunque ufficialmente una campagna elettorale che, si immagina, sara’ tra le piu’ dure e difficili degli ultimi decenni. Ma l’approdo alle urne non sarà sufficiente a riportare la serenità, anzi. Al di la’ delle critiche delle varie parti politiche, il Rosatellum e’ una legge molto provvisoria, una toppa su un buco (e cioe’ la mancanza di una legge elettorale) che certo non risolve i problemi di governabilita’ e stabilita’ ma, anzi, li accentua.
Questo, almeno, e’ il parere di un costituzionalista come Stefano Ceccanti, che nei giorni scorsi, nel corso di un seminario dedicato alla legge elettorale, spiegava come sia di fatto impossibile, per uno qualsiasi dei tre blocchi politici in campo, ottenere il ‘quorum’ del 40%, indispensabile per governare. Dunque, salvo miracoli e colpi di scena (che tuttavia in Italia non si possono mai scartare a priori), dopo le elezioni di marzo toccherà al presidente della repubblica cavare il ragno dal buco e trovare la figura in grado di costruire una maggioranza parlamentare. Che nella peggiore delle ipotesi avrà il solo compito di varare una nuova, ennesima legge elettorale, in modo da riportare rapidamente il paese alle urne, sperando in esiti migliori.
In ogni caso, quello della prossima primavera sarà con tutta probabilità un altro ‘’governo del presidente’’, che segue quelli di Monti 2011, Letta 2013, e in qualche modo anche Renzi 2014 e Gentiloni 2016. Un’anomalia che, sempre secondo il costituzionalista Ceccanti, rischia di snaturare la figura del Colle, privandola della sua ‘terzieta’’ e inserendola a forza nell’arena politica. Il che appare come una nemesi nei confronti di quanti, un anno fa, bocciavano il referendum costituzionale temendone appunto l’accentramento dei poteri nella figura del premier. Il quadro che si profila oggi, al contrario, è quello di un premier debole, ma di un presidente delle repubblica sempre più forte e presente. Una prova e’ anche nella determinazione con cui il Quirinale ha ottenuto la riconferma di Ignazio Visco alla Banca d’Italia, contro il volere non solo del Pd, ma di quasi tutto il parlamento.
In questo quadro del tutto insolito e in fibrillazione si innesta, per tornare a argomenti più consoni al nostro giornale, la mobilitazione dei sindacati contro la manovra. Il prossimo 2 novembre Cgil, Cisl e Uil sono stati convocati da Paolo Gentiloni a Palazzo Chigi, per discutere sia la legge di stabilita’ che, soprattutto, le pensioni. I sindacati vogliono la riforma della riforma Fornero, il governo, invece, sarebbe intenzionato a dare seguito alle statistiche sull’allungamento della vita per alzare di altri 5 mesi l’età’ per andare a riposo. Posizioni apparentemente inconciliabili ma forse solo in apparenza. Alla vigilia delle elezioni, e con una campagna elettorale come quella che abbiamo di fronte, tutto serve al governo, e al Pd che lo sostiene come prima forza politica, tranne che piazze piene di gente per uno sciopero generale. E se pure tra le confederazioni sono diverse le sensibilità nei confronti della manovra, resta che sulle pensioni sono tutti compatti. Brucia ancora la ferita del 2011, quando i sindacati accettarono quasi senza batter ciglio la durissima riforma Fornero. Dunque, e’ probabile che almeno su questo punto ci sarà tra governo e sindacati un venirsi incontro: la prova e’ nelle dichiarazioni di Matteo Renzi, che ha subito proposto di rinviare di alcuni mesi la decisione sull’innalzamento dell’età’ pensionabile, ottenendone un plauso da Susanna Camusso, che con il capo del Pd non è mai stata tenera. Sul lato opposto si e’ invece schierato Tito Boeri, presidente dell’Inps, secondo il quale un rinvio causerebbe una voragine nei conti pubblici. Insomma, se la politica balla, anche i rapporti tra governo e forze sociali non ci daranno motivi per annoiarci.
Un altro motivo di interesse potrebbe arrivare dall’incontro, convocato sembra per lunedi prossimo, tra Confindustria e sindacati. In ballo, come è noto, c’e’ la riforma del sistema contrattuale e delle relazioni industriali. L’ultima volta che le parti si sono viste era luglio, da allora non se n’e’ più parlato, però il lavoro è proseguito, sottotraccia, con la stesura di vari documenti che sono stati poi inviati alla Confindustria. Lunedi, dunque, ci sarà un faccia a faccia che potrebbe essere decisivo per capire, almeno, se si va avanti o se, anche qui, si mette la parola fine. Staremo a vedere. Sicuramente, ci attendono mesi molto interessanti.
Contrattazione
Questa settimana si è tenuta l’assemblea nazionale dei delegati del settore gomma plastica che ha discusso in merito alla posizione assunta dalla Federazione di non proseguire il confronto sugli scostamenti inflattivi previsti dall’art. 70 del vigente ccnl. Al termine dell’assemblea i sindacati di categoria hanno stabilito il blocco degli straordinari e delle flessibilità. Nel settore del credito, è stato sottoscritto un accordo quadro tra i sindacati del credito e il Gruppo Ubi per l’aggiornamento del piano industriale 2019- 2020 indotto dall’acquisizione delle tre banche “risolte“: Nuova Banca Marche, Nuova Banca dell’Etruria e del Lazio e Nuova Cassa di Risparmio di Chieti, che ipotizzava 3000 esuberi. Infine, la delegazione dell’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (ISMEA) ha rigettato la piattaforma per il rinnovo del contratto 2018-2020 presentata da tutte le sigle sindacali lo scorso 25 ottobre.
La nota
Tommaso Nutarelli ha seguito la conferenza stampa organizzata dalla Cgil sulla vertenza Almaviva. I sindacati del settore e nazionali hanno fatto il punto della situazione, per ribadire l’illegittimità dei trasferimenti forzati dei dipendenti di Roma e Milano
Interviste
Nunzia Penelope ha intervistato Maurizio Landini, a proposito della trattativa che sta per aprirsi con il governo su manovra e pensioni e sull’ipotesi di sciopero generale, ma anche sul futuro piu’ complessivo del sindacato, alla luce della mancanza di una rappresentanza politica del lavoro. Per Landini, e’ necessario costruire una nuova unita’ sindacale.
Con due interviste a un sindacalista e a un imprenditore veneti, abbiamo fatto il punto sull’esito del referendum indetto in Veneto e Lombardia la scorsa domenica. Penelope ha intervistato Alessandro Riello, patron di Aermec, come parte della schiera foltissima di imprenditori che ha votato Si al referendum di domenica scorsa. Tommaso Nutarelli, invece, ha raccolto l’opinione del segretario generale della Cisl Veneto, Onofrio Rota, a sua volta sostenitore del ‘’si’’, che tuttavia precisa: “la giusta richiesta di una maggiore autonomia si deve muovere sempre all’interno della cornice nazionale”. Inoltre, il direttore de Il diario del lavoro Massimo Mascini in una intervista video ha sentito il presidente di Federmanager Stefano Cuzzilla sulla la sentenza della Corte Costituzionale in merito al Bonus Poletti che conferma, quindi, il blocco della perequazione automatica delle pensioni dei manager.
Il blog del diario
Paolo Pirani commenta la legge di bilancio varata dal governo. Secondo il segretario generale della Uiltec il Governo ignora un’importante massima di un poeta inglese dell’800 “Nell’oggi cammina già il domani.
Costantino Corbari, ci racconta dell’opportunità per migliaia di giovani studenti medi milanesi di imparare la sicurezza sul lavoro attraverso i film. L’iniziativa è stata promossa dall’Inail ed è possibile informarsi sul sito www.spettacolodellasicurezza.it
Diario della crisi
Questa settimana, a Roma si è tenuto un nuovo sciopero dei lavoratori Atac, bus periferici della Roma Tpl e Metro. L’agitazione è stata indetta dai sindacati Cub, Sgb, Usi Cobas, Usi Ait, Slai Cobas. Sempre nella Capitale, i sindacati di categoria Flc Cgil, Unicobas, Cisl e Uil hanno proclamato uno sciopero con presidio dei lavoratori dei 9 Centri di Formazione Professionale di Roma Capitale “a difesa dei propri diritti contrattuali e dei diritti di oltre mille studenti in obbligo di istruzione”. Inoltre, si è svolta la manifestazione dei lavoratori del Ministero del Lavoro, Inl e Anpal. Con lo slogan “Di pazienza ne abbiamo avuta tanta, ora basta!”, i lavoratori sono scesi in piazza per una manifestazione promossa da Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa, Confsal Unsa, Usb-Pi, Flp e Federazione Intesa. Nel settore dei call center, i lavoratori Almaviva sono ritornati in piazza con scioperi e presidi a Milano contro i trasferimenti imposti dall’azienda. A Roma la Slc Cgil nazionale, Cgil Milano e Cgil Roma e Lazio hanno convocato una conferenza stampa presso la sede della Cgil nazionale. Infine a Firenze, al Nuove Pignone sono a rischio licenziamento circa 500 lavoratori. John Flannery, amministratore delegato del gruppo Baker Huges-GE di cui fa parte Nuovo Pignone, ha definito “inaccettabili” i conti del terzo trimestre di General Electric, annunciando cessioni di beni per 20 miliardi e tagli al personale per circa un migliaio di unità
Documentazione
Nella sezione dedicata è possibile trovare i dati Istat sulla formazione nelle imprese in Italia del 2015, il report Istat “I giovani nel mercato del lavoro” del II trimestre 2016, i dati su fiducia dei consumatori e delle imprese di ottobre, i dati su fatturato e ordinativi dell’industria di agosto,
26 Ottobre 2017, i dati su contratti collettivi e retribuzioni contrattuali di luglio e settembre, i dati sul commercio estero extra Ue di settembre e la notifica annuale di Istat sull’indebitamento netto e sul debito delle Amministrazioni Pubbliche degli anni 2013-2016. Infine, è possibile visualizzare il testo della lettera di Almaviva con cui vengono imposti i trasferimenti ai lavoratori, il documento “Tra riforma e rinnovi” della Filctem Cgil sul nuovo modello contrattuale e il testo del rapporto GreenItaly 2017 di Fondazione Symbola e Unioncamere.




























