Il 14 febbraio di 40 anni fa, nel 1984, venne sottoscritto l’accordo interconfederale tra parti sociali e governo, passato alla storia come “Accordo di San Valentino”.
Per l’Associazione Pierre Carniti, presieduta da Mario Colombo, l’accordo di San Valentino è rimasto nella memoria collettiva per due motivi, “entrambi altamente politici oltre che sociali ed economici. Innanzitutto consolidò una stagione di concertazione tra Governo e Parti sociali che consentì di realizzare molte riforme sociali e di abbattere l’inflazione a due cifre, in quegli anni galoppante. Obiettivi apprezzati dagli italiani, che respinsero il successivo referendum abrogativo dell’accordo, organizzato dal PCI. In secondo luogo, l’accordo provocò una drammatica frattura tra CISL, UIL– favorevoli all’intesa – e la CGIL che non firmò, rinviando sine die ogni prospettiva di unità sindacale, praticata fino ad allora.”
“Anche oggi, quell’esperienza di spinta sociale al cambiamento, prodotta dal sindacato in autonomia, in termini sia progettuali che mobilitativi, rappresenta ancora oggi, un modello di governo da seguire per i profondi ed epocali mutamenti in atto, che richiedono uno sforzo collettivo e coeso da parte di coloro – individui, organizzazioni, istituzioni – che nutrono l’ambizione di disegnare per l’Italia un futuro più giusto per tutti.”


























