Nessuna dilazione nel Milleproroghe dello smart working per i lavoratori fragili e per chi ha figli under 14 nel privato. La scadenza rimane dunque quella del prossimo 31 marzo. A sollevare la questione è stato il Movimento Cinque Stelle, che in Commissione Bilancio e Affari Costituzionali della Camera, ha presentato degli emendamenti per “prorogare e finanche rendere strutturale lo smart working per i lavoratori fragili, sia del pubblico sia del privato”. La posizione del governo è stata espressa da il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, che nel question time, ha sottolineato la natura emergenziale del lavoro agile e quindi, superata la fase più acuta della pandemia, come tale non può più essere usato
Tornando brevemente indietro con la storia, lo smart working era stato prolungato fino al 31 dicembre 2023, per i fragili, sia nel pubblico che nel privato. Con l’arrivo del nuovo anno, poi, grazie al decreto Anticipi, il privato aveva visto allungare i tempi fino a fine marzo. Il pubblico ne era rimasto escluso. Solo con una direttiva del ministro della Amministrazione Pubblica, Paolo Zangrillo, datata 29 dicembre, aveva poi spinto le singole amministrazioni all’uso del lavoro da remoto per i soggetti fragili o con gravi condizioni di salute familiari. Era dunque compito del dirigente responsabile della singola amministrazione trovare la quadra per definire le nuove modalità organizzative.
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