Si è concluso il tavolo al Mimit sullo stabilimento Stellantis di Mirafiori con i sindacati di categoria. “Siamo convinti di aver creato la capacità per garantire un futuro ai nostri stabilimenti adeguato all`ambizione comune del milione di veicoli. Ma sappiamo che la produzione di veicoli non può essere sufficiente a garantire la stabilità di un sistema industriale, essendo legata infine alla domanda del cliente, all’accessibilità del prodotto e alle dinamiche di mercato”, ha detto Davide Mele, Responsabile Corporate Affairs di Stellantis in Italia, nell`intervento al tavolo svoltosi al Mimit.
“Dobbiamo avere molto chiara la regola che la produzione è strettamente correlata alla domanda di mercato. In base alla domanda dei clienti, noi produciamo le auto e non il contrario.
Ecco perché è fondamentale stimolare la domanda con auto a prezzi accessibili” attraverso incentivi “fornendo così attività e posti di lavoro ai nostri stabilimenti e a quelli dei nostri fornitori”.
“Lo scorso primo febbraio, dopo un anno di gestazione, sono stati annunciati nuovi incentivi ma, ad oggi, 3 aprile, non abbiamo ancora certezza di quando questi provvedimenti saranno effettivamente operativi. E nel frattempo il mercato continua a perdere colpi, relegando l’Italia a fanalino di coda europeo nello sviluppo dell’elettrificazione. Una situazione che incide notevolmente sui nostri impianti italiani, ed in particolare Mirafiori”, ha continuato Mele.
“Senza voler sembrare troppo campanilista ma semplicemente oggettivo, Torino, con Mirafiori e tutto il Piemonte, è, e lo sarà anche in futuro, la città o la Regione da cui parte tutto, il cuore pulsante di decisioni che non si limitano soltanto al nostro Paese ma che coinvolgono tutta l’attività mondiale di Stellantis. Abbiamo partecipato attivamente ai Tavoli politici istituiti dal Ministro, dando puntuale informazione su tutte le iniziative in atto per l’Italia”, ha detto Mele.
“Ci auguriamo inoltre che, come accaduto nei Tavoli Tecnici, la discussione sia depurata dell’emozionalità che la connota pubblicamente ed affronti i temi emersi in maniera ordinata e fattiva”, ha aggiunto.
Il dimensionamento futuro della produzione di Mirafiori “sarà in funzione del recupero di competitività produttiva dello stabilimento di Torino e dei fornitori”. Secondo Mele per la competitività di Mirafiori “rimangono da affrontare, fattori esterni come il costo dell’energia, il costo del lavoro, gli strumenti di supporto agli investimenti ed al mercato, le attività per favorire la riconversione e la riqualificazione, e molte altre voci di competitività che Stellantis non ha, come ogni altro costruttore, la possibilità di influenzare da sola”.
“La 500e anche in relazione alla futura conclusione produttiva della vettura a motore termico, sarà sempre legato alla città di Torino che è, e sarà, la Casa della 500”. Così Davide Mele, Responsabile Corporate Affairs di Stellantis in Italia, nell`intervento al tavolo svoltosi al Mimit.
“Siamo convinti della potenzialità di raggiungere target ambiziosi a Mirafiori della 500 elettrica portandola a numeri a 3 cifre, con una velocità massima di 430 vetture / giorno su due turni con un impiego di 1.200 addetti, equivalente ad un potenziale di circa 100mila unità all’anno”.
Per Maserati, “purtroppo, il calo del mercato cinese, che rappresenta il 21% delle vendite globali, ha influito notevolmente sul marchio del Tridente. L’obiettivo è di recuperare con le vetture GranTurismo e GranCabrio del programma elettrico Folgore”.
Il percorso verso l’elettrificazione proseguirà con la nuova generazione di Quattroporte Bev nel 2028. “Non più una berlina tradizionale, grande e lussuosa ma un’auto rivoluzionaria che reinterpretasse il concetto del lusso”.
“Tutti i modelli attualmente in produzione e quelli futuri sono e saranno 100% disegnati, sviluppati e prodotti in Italia. E Mirafiori sarà tra i Plant protagonisti di queste produzioni”, ha concluso Mele.
Intervenendo al tavolo al ministero, il segretario generale della Fim, Ferdinando Uliano, esprime preoccupazione sulla situazione produttiva e occupazionale dello stabilimento. Il segretario ha precisato come il lavoro di investimento su hub di riciclo e batterie, battery hub e cambi elettrificati, vadano bene. “Ma con questi numeri – ha detto – con la sola 500 elettrica e le attuali Maserati non sono sufficiente a saturare gli impianti e l`occupazione”.
Uliano e il segretario della Fim Torino, Rocco Cutri, hanno sottolineato che “nel 2023 ci siamo fermati a 77mila unità (con Maserati 85mila) rispetto all`obiettivo delle 100mila, con un forte rallenatamnento nelle vendite a partire da settembre. Questo non aiuta. Si aggiunge poi la situazione di Maserati. Dei cinque modelli prodotti a Torino oggi ne restano due: GranTurismo e Gran Cabrio. Rispetto agli annunci il lancio dei nuovi modelli con la Quattroporte è rinviato dal 2025 al 2028 e per la Levante il lancio è stato ufficializzata nel 2027 su piattaforma Large (che nei piani è sul sito di Cassino). Siamo preoccupati”.
L`elettrificazione del brand Maserati “non è sufficiente a saturare Torino – hanno aggiunto – serve per questo una vettura di largo consumo. L`idea di un prodotto popolare in collaborazione con Leapmotor, che ancora non è stato deciso dove allocare, ma anche la produzione della 500 ibrida, oltre che quella full elettrica, potrebbero aiutare a centrare l`obiettivo”.
Uliano ha anche ricordato il tema della possibile cessione di Comau annunciata da Stellantis su cui viene chiesto dalla Fim l`intervento del governo attraverso il Golden Power. “Riteniamo che rappresenti una realtà strategica per tecnologia e competenze su cui stiamo aspettando ancora delle risposte da parte del gruppo”, ha concluso il numero uno della Fim.
Per quanto riguarda Gianluca Ficco, segretario nazionale della Uilm, e Luigi Paone, segretario generale della Uilm di Torino, al termine dell`incontro al Mimit i sindacalisti sperano che gli incentivi all`acquisto di autovetture “siano tali da rilanciare la produzione nazionale e da rendere accessibili anche ai cittadini comuni le auto a basse emissioni. Ma per rilanciare la produzione a Torino, per Mirafiori e per le stesse imprese dell`indotto, è necessaria una nuova vettura di larga diffusione”.
“Gli incentivi all`acquisto di autovetture – spiegano Ficco e Paone – paiono davvero in procinto di essere varati, poiché ci è stato riferito che sono stati già firmati dalla presidenza del consiglio e ora sono sottoposti al vaglio della Corte dei conti. Speriamo che il bonus possa ridare fiato a un mercato attualmente in sofferenza e quindi contribuire a incrementare la produzione italiana, ma, a fronte di un auspicato accordo tra Governo, sindacato e Stellantis, sarebbe opportuno che gli incentivi divenissero pluriennali e riservati alle vetture prodotte in Europa. Le auto elettriche, verso cui le norme europee progressivamente stanno obbligando a dirottare il consumo, sono difatti molto più costose di quelle benzina, ma noi dobbiamo mantenere il diritto ad una mobilità accessibile ai cittadini comuni, senza relegarlo a un lusso per le classi più abbienti”.
Per Torino, aggiungono, “chiediamo una nuova vettura, dal momento in cui la produzione di Maserati a Mirafiori si è quasi esaurita e la stessa Fiat 500 elettrica è in una fase di contrazione. Auspichiamo una vettura di larga diffusione e possibilmente ibrida, giacché ci pare imprudente o comunque prematuro puntare esclusivamente sul full electric. La futura Maserati Quattroporte elettrica, che Stellantis conferma a Mirafiori, partirà difatti fra molti anni. Quanto alle altre recenti iniziative industriali, come la economia circolare o la fabbrica del cambio ibrido, sicuramente offrono nuove occasioni apprezzabili di lavoro, ma da sole non sono sufficienti ad un rilancio di Torino. Inoltre, è importante che le azioni di riorganizzazione degli enti di ricerca e di staff siano oggetto di un confronto continuo, per evitare un depauperamento di professionalità preziose. Infine per le imprese dell`indotto chiediamo a Stellantis comportamenti di responsabilità sociale e al Governo strumenti di tutela sia in termini di migliori ammortizzatori sociali sia in termini di fondi per gli investimenti necessari alla transizione. Con questi obiettivi – concludono Ficco e Paone – per il giorno 12 aprile abbiamo proclamato uno sciopero del settore automotive e indetto una manifestazione unitaria. Torino ha un`importanza imprescindibile per l`auto in Italia, in virtù del numero di addetti, delle competenze e perfino del suo valore simbolico ed i simboli sono importanti perché riassumono il senso della storia passata e delle speranze per il futuro”.
Per Cgil e Fiom, nell`incontro al Mimit “non sono ancora arrivate risposte da parte di Stellantis in merito alla responsabilità sociale e alle garanzie per i lavoratori di Mirafiori. L’ingente utilizzo di ammortizzatori sociali che per le carrozzerie di Mirafiori è previsto fino alla fine dell’anno, unitamente al piano di uscite volontarie incentivate, mette seriamente a rischio anche il lavoro avviato il 6 dicembre scorso e dei relativi tavoli tecnici. Lavoro – spiegano Samuele Lodi, segretario nazionale della Fiom, e Pino Gesmundo, segretario confederale della Cgil – che vede tutti gli attori del settore a un tavolo, con l’obiettivo di portare la produzione di veicoli almeno a un milione di unità e così salvaguardare anche la tenuta occupazionale nel nostro Paese, partendo naturalmente dagli stabilimenti Stellantis e l’intera filiera, senza escludere quelle migliaia di lavoratori e lavoratrici impegnati nella logistica, nei refettori e nei lavori di pulimento dei vari siti”.
“Per l`ennesima volta – proseguono i sindacalisti Lodi e Gesmundo – hanno ribadito gli stessi concetti. Ma il Battery technology center, l`hub di economia circolare, la produzione di cambi elettrificati Dct, l’incertezza delle future produzioni delle Maserati 100% elettriche, la sola produzione della 500 Bev, non sono assolutamente sufficienti per garantire l’occupazione e il rilancio di un polo storico della produzione italiana di auto”, dichiara Edi Lazzi, segretario generale della Fiom di Torino, che aggiunge: “Chiediamo un rilancio dello stabilimento che passa attraverso la produzione di nuovi modelli, di progetti per gli ingegneri e i tecnici, e di assunzioni di giovani. Senza questi punti il rischio è che tra sette anni Mirafiori chiuda per consunzione in quanto tutti gli addetti saranno in pensione. Questo determinerebbe l’ulteriore impoverimento di Torino”.
Le risorse chieste da Stellantis, a sostegno delle cosiddette “condizioni abilitanti” di competitività “non possono sostituire gli investimenti propri dell’azienda e determinare le scelte di allocazione di nuove piattaforme e modelli. Serve quindi che l’amministratore delegato Carlos Tavares sia convocato a Palazzo Chigi per chiarire le reali intenzioni del gruppo in Italia e dare le giuste garanzie richieste a salvaguardia di uno dei settori strategici per l`occupazione e l’economia del nostro Paese – concludono – in assenza di risposte, partendo dallo sciopero unitario del 12 aprile a Torino, contrasteremo con ogni mezzo democratico, la dismissione silenziosa che si sta consumando sulla pelle dei lavoratori”.
Per il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, dal tavolo “è emersa innanzitutto una condivisione del sistema in questo caso piemontese, ma dico dell’intero sistema Italia. E per quanto riguarda questa regione anche la necessità che nello stabilimento di Mirafiori si possano produrre almeno 200mila autovetture, che in una logica nazionale significa raggiungere l’obiettivo confermato più volte dall’azienda di un milione di veicoli realizzati nel nostro Paese”.
Con Stellantis “ci rivedremo la prossima settimana a Torino perché pensiamo che a Mirafiori, a Torino, in Piemonte, dove è nata l’industria automobilistica italiana, si debba ripartire con una prospettiva condivisa. E per fare questo è necessario che l’azienda chiarisca quali modelli, con quale produzione e, di conseguenza, con quali livelli occupazionali si può raggiungere questo obiettivo. Siamo all’inizio di un percorso che dobbiamo compiere in breve tempo perché abbiamo la necessità di risposte chiare su cui poi realizzare un piano nazionale sull’automotive – ha detto – che consenta la salvaguardia della filiera e dell’indotto, gioiello del made in Italy che vogliamo rafforzare e rilanciare”.
Con le istituzioni del Piemonte “abbiamo condiviso la richiesta di almeno un nuovo modello di auto realizzato a Torino, che risponda alle esigenze del mercato italiano – ha poi affermato Urso – allo stato si producono modelli che sono rivolti sostanzialmente al mercato estero. Chiediamo un modello competitivo rispondente alle esigenze del mercato interno”.
Il ministro delle Imprese e del made in Italy ha inoltre sollecitato Stellantis “da subito” a “programmare la realizzazione di modelli di auto rispondenti anche agli incentivi che il governo ha messo in campo. E’ legittimo che Tavares tuteli i propri azionisti. Il governo deve tutelare i cittadini, che sono i nostri azionisti”.
“Senza voler sembrare troppo campanilista ma semplicemente oggettivo, Torino, con Mirafiori e tutto il Piemonte, è, e lo sarà anche in futuro, la città o la Regione da cui parte tutto, il cuore pulsante di decisioni che non si limitano soltanto al nostro Paese ma che coinvolgono tutta l’attività mondiale di Stellantis“. Così Davide Mele, Responsabile Corporate Affairs di Stellantis in Italia, nell’intervento al Tavolo svoltosi al Mimit.
“Abbiamo partecipato attivamente ai Tavoli politici istituiti dal Ministro, dando puntuale informazione su tutte le iniziative in atto per l’Italia”, ha detto Mele.
“Ci auguriamo inoltre che, come accaduto nei Tavoli Tecnici, la discussione sia depurata dell’emozionalità che la connota pubblicamente ed affronti i temi emersi in maniera ordinata e fattiva”, ha aggiunto.
E.G.

























