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Home - Notizie del giorno - Nucleare, AIN e industrie chiedono al governo una svolta strategica

Nucleare, AIN e industrie chiedono al governo una svolta strategica

3 Dicembre 2024
in Notizie del giorno, In evidenza
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Oggi al Teatro Eliseo si è svolta la giornata annuale dell’Associazione Italiana Nucleare (AIN), intitolata “L’industria italiana e le opportunità del nuovo nucleare”. All’evento si sono riuniti istituzioni, stakeholder, esperti internazionali e rappresentanti delle industrie energetiche per discutere le sfide e le opportunità del nucleare nel rilancio del sistema energetico italiano. Con l’obiettivo di tracciare una tabella di marcia per il futuro, il dibattito ha messo in luce l’urgenza di politiche energetiche concrete e ambiziose per riportare il nucleare al centro della strategia nazionale.

“Senza il nucleare, il Paese rischia di perdere la sua competitività industriale e di peggiorare la sua autonomia energetica”, ha dichiarato Stefano Monti, Presidente dell’AIN. “Secondo i dati del London Stock Exchange Group (LSEG), in Italia il prezzo medio all’ingrosso dell’energia elettrica nel 2023 è stato pari a 127 euro per megawattora, ovvero il 30 % in più della Germania e della Francia e il 50 % in più della Spagna. In USA questi prezzi sono addirittura da 2 a 3 volte inferiori. Questa situazione non solo danneggia le famiglie, ma minaccia oltre 3.000 aziende energivore italiane, attive in settori strategici come siderurgia, chimica, ceramica, vetro e produzione di cemento. La transizione verde è un obiettivo imprescindibile”, ha sottolineato Monti “ma non può essere affidata solo alle rinnovabili. Serve una strategia che integri nucleare e rinnovabili, con un approccio pragmatico e tecnologicamente neutrale. E’ giunto il momento di rimuovere le ambiguità residue e avviare in tempi brevi un programma che coniughi la ricerca e sviluppo con la realizzazione di impianti nucleari di ultima generazione per la produzione di energia, in tempi congruenti con le necessità del Paese. E’ necessario inviare un messaggio chiaro alle nuove generazioni, sempre più favorevoli al nucleare, delle quali c’è un assoluto bisogno per potenziare i vari settori”.

Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy, ha dichiarato come “nella Legge di Stabilità è previsto un collegato del ministero dell’Ambiente che definisce il contesto legislativo e finanziario su cui si potrà sviluppare in Italia un’industria degli impianti nucleari di 3° Generazione avanzata e poi di 4° Generazione, con la prospettiva da tutti condivisa della fusione nucleare”. “Stiamo preparando il contesto affinché già alla fine di quest’anno l’Italia si possa avviare in modo consapevole e responsabile sulla via del nucleare di nuova generazione”, prosegue URSO, un nucleare “sicuro e pulito che possa non solo garantire un costo dell’energia competitivo con quello degli altri grandi paesi europei ma anche maggiore sicurezza sugli approvvigionamenti”.

Per Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, “se la politica, l’imprenditorialità, la ricerca si confrontano per lavorare in uno scenario di impegno comune, questo significa che il nostro Paese è maturo anche culturalmente per tornare a parlare di produzione di energia nucleare. Stiamo lavorando a una proposta in legge delega per definire un percorso normativo e un nuovo schema di governance del sistema. Le scelte di inserire anche il nucleare nel mix energetico da qui al 2050 è una scelta per l’ambiente, per l’economia, per le tasche dei cittadini e delle imprese che pagano le energie molto più che altrove.”

Pichetto Fratin ha proseguito: “Vorrei porre anche la questione del deposito unico nazionale, perché ha ragione che dice che non si può pensare a un ritorno al nucleare se non riusciamo a trovare un posto per stoccare i rifiuti radioattivi. Dobbiamo affrontare questo tema con responsabilità, nella consapevolezza che una soluzione o più soluzioni vanno trovate a prescindere dalla produzione di energia da fonte nucleare, perché il Parlamento e il Paese decideranno se installare i piccoli reattori, ma tutti gli italiani continueranno a fare radiografie, radioterapie, che produrranno scorie o comunque rifiuti da stoccare da qualche parte in sicurezza. Nei giorni scorsi abbiamo avviato una procedura di VAS per la carta delle aree idonee. Le realtà locali saranno convolte e potranno dire la loro naturalmente. In conclusione, noi decisori politici abbiamo la responsabilità di indicare soluzioni che siano positive per l’oggi e in grado di garantire una prospettiva al Paese e alle nuove generazioni. ”

Le industrie di settore e quelle ad alta intensità energetica nonché l’Associazione Italiana Nucleare (AIN) hanno presentato al Governo una serie di richieste concrete per rilanciare il settore nucleare e garantire al Paese una transizione energetica stabile e sostenibile. Tra le priorità, la creazione di una cabina di regia per il potenziamento delle infrastrutture di base e una Autorità di Sicurezza Nucleare indipendente e con risorse adeguate, essenziale per fornire un quadro normativo moderno e garantire procedure di regolamentazione e autorizzazione rapide e certe per i nuovi impianti nucleari. È emerso inoltre la necessità di costituire un soggetto industriale che selezioni e sviluppi in Italia le tecnologie avanzate più promettenti per il nostro Paese come gli Small Modular Reactors (SMR), che potrebbero essere operativi in Europa già entro il 2030, rappresentando una soluzione innovativa e modulare per il futuro dell’energia. Un altro punto cruciale è l’investimento nella formazione, valorizzando il potenziale italiano che già forma il 10% degli ingegneri nucleari europei. Ogni gigawatt di nucleare installato, secondo i dati, potrebbe generare 10.000 posti di lavoro altamente qualificati e un impatto economico di 4,3 miliardi di euro di PIL, sottolineando il contributo strategico di questo settore alla crescita del Paese. Infine, è indispensabile puntare su una comunicazione trasparente con i cittadini, per superare pregiudizi e diffidenze legate al nucleare. Questo obiettivo richiede un’informazione chiara e un coinvolgimento diretto delle comunità, affinché il nucleare venga percepito come una soluzione concreta alle sfide energetiche e ambientali.

I dati trasmessi dall’AIN mostrano chiaramente come il nucleare rappresenta una delle soluzioni più efficienti e sostenibili per il futuro del Paese. Una pastiglia di combustibile nucleare di soli 5 grammi è in grado di produrre la stessa quantità di energia di 360 m3 di gas o 400 kg di carbone o 350 kg di petrolio, dimostrando un’efficienza energetica senza eguali.

Dal punto di vista ambientale, il nucleare occupa uno spazio 100 volte inferiore rispetto al solare e all’eolico per produrre la stessa quantità di energia, offrendo così un’alternativa più compatta e meno invasiva per il territorio, fondamentale in un Paese densamente popolato come l’Italia.

A livello occupazionale, il nucleare rappresenta una leva strategica per lo sviluppo. Nell’UE, il piano per raggiungere 150 GW di capacità nucleare entro il 2050 creerà oltre un milione di posti di lavoro stabili, contribuendo in modo significativo alla crescita economica e alla sostenibilità sociale del continente. Oggi nel mondo sono in esercizio 415 reattori nucleari di potenza distribuiti in 31 Paesi. Nell’Unione Europea a 27, sono attivi 100 reattori nucleari in 14 Paesi membri, che assicurano circa il 50% dell’energia elettrica decarbonizzata. Tra questi Paesi, però, non figura l’Italia, che al momento resta esclusa dai benefici diretti di questa tecnologia.

Nonostante ciò, l’Italia partecipa alla European Nuclear Alliance, nata nel 2023 e composta da 16 Paesi, con lo status di osservatore. L’Italia partecipa anche con circa 50 organizzazioni alla SMR Industrial Alliance lanciata quest’anno dalla Commissione Europea. Questo posizionamento sottolinea la necessità di un impegno più deciso per tornare ad essere protagonisti nel settore, abbandonando l’attuale marginalità e sfruttando appieno le opportunità offerte dalla tecnologia nucleare avanzata.

“Questi numeri dimostrano che il nucleare non è solo una soluzione tecnologica, ma una scelta strategica indispensabile per il futuro dell’Italia. Garantire sicurezza energetica, abbattere i costi, creare occupazione qualificata e assicurare la decarbonizzazione dell’intero sistema energetico non sono più obiettivi rimandabili. Serve agire ora, con decisione e visione, per assicurare al Paese un ruolo da protagonista nella transizione energetica globale”, ha dichiarato Stefano Monti, Presidente dell’AIN.

Yves Desbazeille, Direttore Generale nucleareurope, ha affermato: “Un maggiore utilizzo del nucleare consentirà all’UE di decarbonizzare più rapidamente e a costi inferiori, garantendo al contempo la sicurezza degli approvvigionamenti. Chiediamo un quadro politico tecnologicamente neutrale che supporti gli Stati membri – come l’Italia – intenzionati a investire nel nucleare di nuova generazione.”

Aurelio Regina, Presidente, Gruppo Tecnico Energia Confindustria, ha detto che ” le nuove tecnologie come gli Small Modular Reactor (SMR) e gli Advanced Modular Reactor (AMR) potranno giocare un ruolo importante in quello che sarà il mix energetico del prossimo futuro, come riconosciuto anche nel recente Comunicato Finale del G7 a Presidenza italiana, per alimentare distretti industriali e contribuire alla decarbonizzazione, alla competitività e alla sicurezza del sistema energetico”.

Per Daniela Gentile, Amministratore Delegato di Ansaldo Nucleare, “l’Europa e l’Italia sono a un punto di svolta per il futuro energetico, impegnate a ripensare il proprio modello con soluzioni sicure e sostenibili. Le scelte attuali influenzeranno la decarbonizzazione al 2050, la competitività economica e la sicurezza strategica. Il nuovo nucleare, integrato con le energie rinnovabili, può accelerare questo processo e, grazie alle eccellenze industriali italiane, generare fino a 50 miliardi di valore aggiunto per le imprese nazionali”.

Paolo Arrigoni, Presidente GSE, ha sottolineato che  “proprio perché il sistema energetico deve essere decarbonizzato, ma al contempo sicuro e in grado di fornire energia a costi adeguati, che il binomio rinnovabili-nucleare é imprescindibile. Fotovoltaico e eolico, che nella transizione energetica sono le tecnologie trainanti, essendo intermittenti e non programmabili non riescono a garantire la sicurezza del sistema. Per il nucleare da fusione deve proseguire la ricerca, ma il contrasto ai cambiamenti climatici e la competitività delle nostre imprese non possono attendere decenni. Servono risposte a breve-medio termine che solo il nucleare di ultima generazione, pulito e sicuro, può garantire. Occorre intraprendere questa scelta come strategica per il Paese, sapendo che in Italia vi è una filiera industriale di eccellenza pronta a cogliere la sfida. Il GSE con l’esperienza nella gestione dei meccanismi di incentivazione, nel ritiro dedicato dell’energia e nella successiva riassegnazione a specifiche utenze, se chiamato dal Governo è pronto a fare la propria parte”

Luca Mastrantonio, Head of Nuclear Innovation, ENEL Group, ha commentato che “per un futuro programma nucleare Italiano è fondamentale una strategia di aggregazione che sostenga lo sforzo complessivo di sistema. La mission di un nuovo soggetto industriale aggregante dovrà partire da uno studio di fattibilità volto ad identificare soluzioni efficienti, cost effective e disegnate sulle esigenze degli scenari implementativi nazionali”

Lorenzo Mottura, Vicepresidente esecutivo Strategia Edison SpA, ha concluso che “nella prospettiva di crescente domanda elettrica, per effetto elettrificazione e sviluppo delle tecnologie digitali, la sfida dell’abbattimento delle emissioni CO2 richiede un approccio improntato sulla neutralità tecnologica che consenta di mantenere la competitività dell’industria e la convenienza per i cittadini. In questo contesto, in nuovo nucleare, ed in particolare i reattori modulari di piccola taglia, può affiancare lo sviluppo delle rinnovabili consentendo di stabilizzare e ridurre il costo dell’energia elettrica per il cliente finale ed indirizzando la decarbonizzazione degli usi termici dei settori industriali energivori”

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