“Basta con le stragi sul lavoro. Non potremo più definirci un paese civile fino a quando non riusciremo ad eliminare questa piaga! Il lavoro deve servire per vivere non per morire, non si può uscire di casa al mattino e non essere certi di tornare la sera” ha detto Marco Falcinelli, segretario generale della Filctem Cgil, riguardo la strage di stamane al deposito dell’Eni di Calenzano (Firenze).
“Vanno migliorate le norme sulla sicurezza – ha proseguito – e soprattutto vanno ampliati i controlli e le sanzioni che devono essere durissime per chi non le applica! Vanno assunti migliaia di ispettori e rendere i controlli periodici e non casuali e distanziati da anni, spesso decenni, tra di loro”.
“Le aziende – ha ribadito Falcinelli – che tagliano i costi sulla sicurezza sul lavoro o che non controllano l’applicazione delle norme da parte dei soggetti a cui appaltano le attività devono essere condannate in maniera esemplare. Attendiamo che la magistratura determini la responsabilità di quanto accaduto e vigileremo attentamente sugli sviluppi di questa ennesima strage! Esprimiamo la nostra forte solidarietà alle vittime, ai feriti e alle loro famiglie. Il governo la smetta di fare propaganda e di raccontare un Paese che non esiste, la realtà la raccontano fatti come quelli di stamattina!”: ha concluso il Segretario Generale della Filctem Cgil.
“Di lavoro si deve vivere. Non morire. Lo ribadiamo ancora una volta, con il cuore gonfio di tristezza e rabbia, stringendoci alle famiglie dei lavoratori che hanno perso la vita oggi, all’interno del deposito Eni di Calenzano”. Così la Segretaria Generale Femca Cisl Nazionale, Nora Garofalo.
“Siamo vicini alle persone ricoverate negli ospedali fiorentini, che per la vita stanno lottando – afferma Garofalo -. Alla magistratura il compito di accertare le cause dell’ennesimo incidente. Per il nostro Paese un bollettino di guerra con il dato di tre morti al giorno amaramente stabile. Per noi, come sindacato, una conta inaccettabile. Un tragico tributo di sangue, stragi considerate ineluttabili da quella parte del mondo delle imprese che ritiene la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro un costo e non un investimento”.
“Chiediamo e continueremo a chiedere più poteri agli RLS (Responsabili salute e sicurezza) – prosegue la Segretaria Generale – più ispettori, sanzioni certe, formazione degli addetti, anche dell’indotto, troppo spesso sul tema della sicurezza anello fragilissimo di una catena già fragile. Proprio perché il più delle volte gli infortuni si verificano nella filiera degli appalti, con un accordo nazionale, abbiamo istituito la figura del Rappresentante della sicurezza dei lavoratori di sito produttivo (RLSP), per allargare le tutele anche ai lavoratori delle aziende terziste. L’RLSP è diventato parte integrante del CCNL Energia e Petrolio, a partire dall’ultimo rinnovo”.
“Cerchiamo di migliorare gli strumenti di cui disponiamo – conclude la responsabile della Federazione Cisl che si occupa anche del comparto Energia – introduciamone di nuovi se serve, usiamo la contrattazione per chiedere il rispetto delle regole che troppo spesso ci sono, ma vengono eluse o ignorate. Insistiamo sulla cultura della sicurezza, perché talvolta anche la confidenza con la ripetitività di una procedura può ingannare. Investiamo sulla formazione continua dei nostri RLS, che possono avere un ruolo anche nelle innovazioni tecnologiche avviate da molte aziende sulla sicurezza delle operazioni. La partecipazione del sindacato alla vita delle imprese migliora anche la sicurezza dei lavoratori, che hanno sempre il diritto di tornare a casa”.
“E’ l’ennesima tragedia nel mondo del lavoro, in particolare nell’ambito delle attività di logistica e autotrasporto merci, che ha colpito questa volta, tra vittime, dispersi e feriti, i lavoratori di trasporto carburanti”. A dichiararlo unitariamente Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti.
“I numerosi incidenti stradali – sottolineano le tre organizzazioni sindacali – rendono già incerte e imprevedibili le condizioni di sicurezza degli autisti di mezzi pesanti, non possiamo accettare che anche gli impianti, dove SI svolgono lavorazioni che devono essere in massima sicurezza di carico e scarico possano diventare trappole mortali come accaduto oggi a Calenzano”.
“Ora – affermano infine Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti – non abbiamo bisogno della pletora di commenti di cordoglio ma ci aspettiamo interventi concreti e immediati a tutela della sicurezza delle lavoratrici e lavoratori. Ci affidiamo al lavoro degli inquirenti e della magistratura per avere una certezza sulle responsabilità di questa ennesima tragedia”.



























