“Governo e Eni cancellano la chimica di base dall’Italia, e condannano così l’industria del Paese al declino”. È l’allarme lanciato dai sindacati Cgil e Filctem, che sul tema hanno convocato per mercoledì prossimo, 22 gennaio, una conferenza stampa sul tema. L’appuntamento è alle ore 10 presso la sala Capranichetta dell’Hotel Nazionale di Piazza Montecitorio 131.
“La scelta di Eni – Versalis di chiudere anche gli ultimi due impianti di cracking a Priolo e Brindisi, dopo quelli di Porto Torres, Gela e Porto Marghera -spiega una nota dei sindacati- mette a rischio anche i siti di Ferrara, Mantova e Ravenna. Comporta quindi la perdita di migliaia di posti di lavoro e la distruzione di un pilastro strategico del nostro sistema industriale, poiché l'80% dei prodotti della chimica viene utilizzato da altri settori. Questo esporrà l’intero apparato industriale italiano ad una ulteriore dipendenza energetica e ad una diminuzione aggiuntiva della competitività a livello globale, contribuendo ad accelerare il declino già evidente dopo 22 mesi consecutivi di calo della produzione”.
Ne parleranno, nel corso della conferenza stampa, il segretario confederale della Cgil Pino Gesmundo, il segretario generale della Filctem Cgil Marco Falcinelli, e il professore ordinario di Chimica industriale dell’università di Bologna Francesco Basile. All’iniziativa saranno presenti i lavoratori coinvolti dalla crisi del settore, e i parlamentari e rappresentanti delle istituzioni locali che seguono la vertenza.



























