“C`è una falsa narrazione che i numeri ancora una volta smentiscono”. Così il ministro della Funzione pubblica, Paolo Zangrillo, commenta il rapporto sulle retribuzioni presentato dall`Aran. “Dal rapporto emergono dati che fotografano la realtà e smentiscono tesi che alcuni sindacati continuano a sostenere – dice – il primo elemento rilevante riguarda l`ammontare complessivo delle risorse finanziarie stanziate da questo Governo per il rinnovo dei contratti dal 2022 e in prospettiva fino al 2027: 21 miliardi di euro. Mai prima d`ora erano state allocate così tante risorse e con tale anticipo rispetto alla scadenza dei contratti stessi”.
Il titolare della Funzione pubblica sottolinea che “i numeri del rapporto dimostrano che alcuni comparti hanno registrato, considerando anche le risorse aggiuntive, incrementi molto vicini all`inflazione reale. Anzi, se si considera anche il triennio 2016-2018, due comparti, sanità e funzioni centrali, mostrano incrementi retributivi coerenti con il quadro dell`inflazione e con quello finanziario del nostro bilancio, smentendo le dichiarazioni di Cgil e Uil, che hanno giustificato la mancata firma del contratto delle funzioni centrali e lo stallo di quello del comparto sanità con motivazioni che i dati non supportano. Il rapporto evidenzia inoltre il ritardo accumulato dal comparto delle funzioni locali, che non ha beneficiato di risorse aggiuntive. Sebbene questa situazione derivi da scelte pregresse, sarà necessario valutare interventi specifici, come il potenziamento del trattamento accessorio, per riequilibrare la dinamica retributiva”.
Secondo Zangrillo “tutto ciò conferma un atteggiamento di ostracismo ingiustificato da parte di Cgil e Uil nei confronti di questa tornata contrattuale. Un atteggiamento che non si era verificato nel 2018, quando le stesse organizzazioni sindacali firmarono contratti con un incremento del 3,48% a fronte di un`inflazione cumulata nei precedenti anni pari al 9,2%. Un atteggiamento che risulta, almeno, incoerente”.
E.G.



























