dati pubblicati oggi da Istat e Upb restituiscono la fotografia di un Paese ancora in bilico tra questione retributiva, crescita zavorrata, aumento del costo della vita. Sono temi da affrontare insieme, nell’ambito di una politica di sviluppo incentrata su qualificazione e protagonismo del lavoro, ma anche da una rinnovata e concertata strategia espansiva dei salari e delle pensioni”. È quanto sottolinea in una nota la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, che rilancia la necessità di un accordo tra governo, sindacato e imprese.
Un accordo, sottolinea, “che punti ad incrementare i fattori di produttività, generare crescita sostenuta e ben distribuita, rilanciare il welfare e le politiche sociali. Nell’immediato bisogna rispondere a una urgenza retributiva che ci chiama ad affidamenti reciproci per garantire il rinnovo puntuale di tutti i contratti scaduti, sostenere e incentivare la contrattazione decentrata aziendale e territoriale quale diritto universale di ogni lavoratore, sbloccare investimenti su formazione e innovazione”.
Allo stesso modo, prosegue Fumarola, “occorre anche intervenire sugli assegni pensionistici e sul controllo di prezzi e tariffe. L’obiettivo è mettere insieme i tasselli di una politica economica che incrementi e coniughi competitività e coesione, buona flessibilità negoziata, maggiore partecipazione dei lavoratori alle dinamiche d’impresa, transizione tecnologica ben governata e umanocentrica. Serve un Patto per il lavoro, la coesione e lo sviluppo, che orienti riforme e innovazioni con la bussola della corresponsabilità. Al Governo chiediamo di avviare questo comune percorso, valorizzando le competenze dei corpi intermedi responsabili”.




























