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Il Diario del Lavoro

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

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Home - Senato - Commissione Lavoro, previdenza sociale (Dai Resoconti Sommari)

Commissione Lavoro, previdenza sociale (Dai Resoconti Sommari)

24 Giugno 2026
in Senato

GIOVEDÌ 25 GIUGNO 2026
423ª Seduta (2ª antimeridiana)

Presidenza del Presidente

ZAFFINI

Interviene il sottosegretario di Stato per la salute Gemmato.

La seduta inizia alle ore 12,50.

IN SEDE REFERENTE

(1786) Delega al Governo per la riforma e il riordino della legislazione farmaceutica in materia di accesso al farmaco, monitoraggio e controllo della spesa farmaceutica, prestazione di servizi sanitari sul territorio da parte delle farmacie e rafforzamento della rete assistenziale farmaceutica

(Seguito dell’esame e rinvio)

Prosegue l’esame, sospeso nella seduta di ieri.

Il presidente ZAFFINI avverte che gli emendamenti 3.83 e 3.191 sono stati ritirati e conseguentemente trasformati, rispettivamente, negli ordini del giorno G/1786/7/10 e G/1786/8/10 (pubblicati in allegato).

Il presidente ZAFFINI (FdI), relatore facente funzione, esprime parere contrario su tutti gli emendamenti all’articolo 1.

Il sottosegretario GEMMATO esprime parere conforme. Osserva in particolare che l’emendamento 1.2 ha carattere ultroneo, mentre gli emendamenti 1.3 e 1.4, apprezzabili per l’impostazione volta a favorire il momento partecipativo, comportano il rischio di introdurre elementi di eccessiva rigidità. Quanto all’emendamento 1.6, fa presente che il testo in esame già dispone in merito all’apporto delle istituzioni territoriali.

Verificata la presenza del numero legale, è posto in votazione l’emendamento 1.1, che risulta respinto.

Successivamente, in esito a distinte votazioni, sono respinti gli emendamenti 1.2 e 1.3.

Il senatore MAGNI (Misto-AVS) interviene per dichiarazione di voto favorevole sull’emendamento 1.4, sostenendo l’opportunità di prevedere espressamente forme di partecipazione di esponenti della società civile.

Posto in votazione, l’emendamento 1.4 risulta respinto.

Con successive e distinte votazioni vengono poi respinti gli emendamenti 1.5, 1.6 e 1.7.

Il presidente ZAFFINI (FdI) esprime parere contrario sugli emendamenti 2.1, 2.2, 2.5, 2.6, 2.7, 2.8, 2.9, 2.10, 2.13, 2.14, 2.17, 2.18 e 2.19. Invita inoltre al ritiro degli emendamenti 2.3, 2.4, 2.11, 2.12 e 2.16.

Il rappresentante del GOVERNO esprime parere conforme, specificando, relativamente agli emendamenti 2.1, 2.2 e 2.3, che sarebbe inappropriato estendere l’ambito della delega alla materia dell’accesso ai farmaci a uso veterinario, oggetto di disciplina specifica.

Il senatore MAGNI (Misto-AVS) aggiunge la propria firma all’emendamento 2.2.

Il senatore BERRINO (FdI) sottoscrive l’emendamento 2.3.

Gli emendamenti identici 2.1, 2.2 e 2.3 sono posti in votazione congiuntamente.

Il senatore MAGNI (Misto-AVS) preannuncia il voto favorevole, notando che il parere contrario sugli emendamenti in votazione ha carattere politico piuttosto che tecnico.

Gli emendamenti 2.1, 2.2 e 2.3 sono quindi respinti dalla Commissione.

L’emendamento 2.4 è ritirato dalla senatrice MURELLI (LSP-PSd’Az).

È posto in votazione l’emendamento 2.5, che risulta respinto.

Il senatore MAZZELLA (M5S) interviene per dichiarazione di voto favorevole sull’emendamento 2.6, ponendo in evidenza l’opportunità di perimetrare in maniera sufficientemente precisa l’ambito della delega relativamente all’acceso al farmaco.

Il rappresentante del GOVERNO rileva l’eccesso di dettaglio della formulazione dell’emendamento.

L’emendamento 2.6 è quindi messo ai voti e respinto.

Con successive e distinte votazioni la Commissione respinge gli emendamenti 2.7 e 2.8.

La senatrice MURELLI (LSP-PSd’Az) ritira l’emendamento 2.11.

Gli emendamenti identici 2.9 e 2.10 sono posti in votazione congiunta.

Il sottosegretario GEMMATO, in relazione al parere contrario già espresso, richiama brevemente i principi fondanti l’istituto della delega legislativa, il quale assolve a una funzione essenziale nei casi in cui l’intervento normativo del Governo sia reso indispensabile dalla complessità tecnica della materia da disciplinare. Rammenta inoltre che le Commissioni parlamentari competenti saranno successivamente chiamate a valutare gli schemi di decreto legislativo licenziati dal Governo.

Gli emendamenti 2.9 e 2.10 sono quindi respinti dalla Commissione.

La senatrice MURELLI (LSP-PSd’Az) ritira l’emendamento 2.12, preannunciandone la trasformazione in ordine del giorno, dopo aver fatto presente che la proposta emendativa è finalizzata al coinvolgimento dei pazienti negli studi clinici.

Il sottosegretario GEMMATO osserva che la formulazione dell’emendamento 2.12 appare eccessivamente dettagliata, mentre si riserva di valutare l’annunciato ordine del giorno.

Si passa quindi alla votazione congiunta degli emendamenti identici 2.13 e 2.14.

Il senatore MAZZELLA (M5S) interviene per dichiarazione di voto favorevole, facendo presente che la materia farmaceutica è intimamente legata alla ricerca.

Il rappresentante del GOVERNO, pur ritenendo condivisibile la finalità degli emendamenti in votazione, ne rileva l’ultroneità rispetto alla disciplina farmaceutica, il cui riordino è l’obiettivo fondamentale del disegno di legge in esame.

La senatrice FURLAN (IV-CR), nel dissentire dal Sottosegretario, dichiara il proprio voto favorevole.

Il sottosegretario GEMMATO interviene nuovamente, facendo notare che la sperimentazione sui farmaci è oggetto di una disciplina specifica, anche in relazione al procedimento di autorizzazione all’immissione in commercio.

La Commissione respinge quindi gli emendamenti 2.13 e 2.14.

L’emendamento 2.16 è ritirato dalla senatrice MURELLI (LSP-PSd’Az), la quale ne preannuncia la trasformazione in ordine del giorno, richiamando l’oggetto della proposta, consistente nella partecipazione delle rappresentanze dei pazienti.

Riguardo all’emendamento 2.17, il senatore MAGNI (Misto-AVS) insiste per la votazione, caldeggiandone l’approvazione in sede di dichiarazione di voto.

Sottoscritto dalla senatrice FURLAN (IV-CR), l’emendamento 2.17 è posto in votazione e respinto.

Su sollecitazione del senatore MAZZELLA (M5S), il sottosegretario GEMMATO fa presente l’eccessiva genericità della formulazione dell’emendamento 2.18, ribadendo il proprio parere contrario.

Il senatore MAZZELLA (M5S), chiede al Governo di rivedere il parere di contrarietà sull’emendamento 2.18, così da consentire una più approfondita valutazione, anche finalizzata alla riformulazione dell’emendamento, in considerazione dell’importanza dell’obiettivo della sovranità sanitaria connessa all’accesso ai medicinali.

Il sottosegretario GEMMATO rileva come la questione sia già oggetto della previsione di cui al comma 1, lettera a), dell’articolo 3.

L’emendamento 2.18 è quindi posto in votazione, risultando respinto.

Successivamente è posto in votazione e respinto l’emendamento 2.19.

Il seguito dell’esame è quindi rinviato.

IN SEDE REDIGENTE

(1875) Istituzione del Registro unico nazionale dei dispositivi medici impiantabili

(Seguito e conclusione della discussione)

Prosegue la discussione, sospesa nella seduta antimeridiana del 17 giugno.

Il presidente ZAFFINI informa che sugli emendamenti approvati sia la 1a Commissione sia la 5a Commissione hanno espresso parere non ostativo. Avverte che si procede pertanto alla votazione degli articoli, quali risultanti dalle votazioni sugli emendamenti.

In esisto a successive e distinte votazioni, sono approvati gli articoli 1, 2, 3, 4, 5 e 6.

È infine conferito mandato al relatore Zullo a riferire favorevolmente all’Assemblea sul disegno di legge n. 1875, così come formulato dalla Commissione, con autorizzazione a richiedere lo svolgimento della relazione orale e ad apportare le ulteriori modifiche di coordinamento e formali eventualmente necessarie.

La seduta termina alle ore 13,35.

ORDINI DEL GIORNO AL DISEGNO DI LEGGE

  1. 1786

G/1786/7/10

Ternullo, Silvestro

Il Senato, in sede di esame del disegno di legge recante “Delega al Governo per la riforma e il riordino della legislazione farmaceutica in materia di accesso al farmaco, monitoraggio e controllo della spesa farmaceutica, prestazione di servizi sanitari sul territorio da parte delle farmacie e rafforzamento della rete assistenziale farmaceutica” (AS 1786),

premesso che:

l’articolo 3 del disegno di legge, al comma 1, lettera b), indica tra i principi e i criteri direttivi della delega la previsione dell’adeguamento o la revisione dei tetti della spesa farmaceutica, nonché la revisione dei meccanismi di payback;

occorre adeguare gli strumenti di governo della spesa farmaceutica all’evoluzione scientifica, terapeutica e industriale del settore, superando rigidità che non risultano più coerenti con la crescente incidenza delle terapie innovative e con le esigenze di sostenibilità e programmabilità del sistema;

sarebbe opportuno prevedere che l’eventuale revisione dei tetti di spesa avvenga prioritariamente attraverso il pieno utilizzo delle risorse già allocate, in un’ottica di maggiore efficienza e razionalizzazione della spesa farmaceutica complessiva, introducendo un percorso graduale di riduzione e successivo superamento dei meccanismi di payback, attraverso l’adozione di modelli alternativi fondati su strumenti di programmazione pluriennale, sull’utilizzo sistematico delle attività di horizon scanning e su criteri capaci di correlare la spesa ai risultati di salute effettivamente conseguiti;

la previsione di misure nella direzione suindicata contribuirebbe a rafforzare l’attrattività del Paese per gli investimenti in ricerca e sviluppo, sostenendo al contempo la competitività del comparto farmaceutico, l’accesso precoce alle innovazioni terapeutiche e il consolidamento delle competenze scientifiche e industriali nazionali,

impegna il Governo:

a valutare l’opportunità di prevedere misure finalizzate a favorire un modello di governance più prevedibile, sostenibile e orientato al valore, in grado di coniugare controllo della spesa, accesso all’innovazione e stabilità del quadro regolatorio e a valorizzare altresì gli investimenti in ricerca clinica, prevedendo forme di compensazione ai fini della riduzione del payback dovuto dalle singole aziende e misure di semplificazione e coordinamento dei processi autorizzativi per lo sviluppo degli studi clinici.

G/1786/8/10

Paroli, Ternullo, Silvestro

Il Senato, in sede di esame del disegno di legge recante “Delega al Governo per la riforma e il riordino della legislazione farmaceutica in materia di accesso al farmaco, monitoraggio e controllo della spesa farmaceutica, prestazione di servizi sanitari sul territorio da parte delle farmacie e rafforzamento della rete assistenziale farmaceutica” (AS 1786),

premesso che:

l’articolo 3 del disegno di legge, al comma 1, lettera e), indica tra i principi e i criteri direttivi della delega il rafforzamento del ruolo delle farmacie territoriali quali presìdi sanitari di prossimità;

i nuovi servizi messi a disposizione dalle farmacie, anche a seguito delle esigenze scaturite dall’emergenza sanitaria, hanno determinato un forte incremento della domanda di farmacisti sul territorio,

impegna il Governo:

a valutare la possibilità di prevedere disposizioni volte a favorire il più ampio accesso alla professione di farmacista, per garantire la piena operatività delle farmacie nella loro funzione di front office del servizio sanitario nazionale, anche attraverso la modifica delle incompatibilità.

GIOVEDÌ 25 GIUGNO 2026
422ª Seduta (1ª antimeridiana)

Presidenza del Presidente

ZAFFINI

Interviene, ai sensi dell’articolo 48 del Regolamento, il ministro della salute Schillaci.

Interviene il sottosegretario di Stato per la salute Gemmato.

La seduta inizia alle ore 8,35.

SULLA PUBBLICITA DEI LAVORI

Il presidente ZAFFINI, in relazione alla procedura informativa all’ordine del giorno, avverte che, ai sensi dell’articolo 33, comma 4, del Regolamento, è stata richiesta l’attivazione dell’impianto audiovisivo anche sul canale satellitare e sulla web-TV e che la Presidenza ha fatto preventivamente conoscere il proprio assenso.

Aggiunge che la pubblicità della procedura informativa verrà inoltre assicurata attraverso la resocontazione stenografica.

Poiché non vi sono osservazioni, tale forma di pubblicità è dunque adottata per il seguito dei lavori.

PROCEDURE INFORMATIVE

Seguito dell’indagine conoscitiva sulle forme integrative di previdenza e di assistenza sanitaria nel quadro dell’efficacia complessiva dei sistemi di welfare e di tutela della salute: audizione del Ministro della salute

Prosegue l’indagine conoscitiva, sospesa nella seduta del 26 novembre 2024.

Il presidente ZAFFINI introduce l’audizione in titolo.

Il ministro SCHILLACI svolge una relazione sui temi oggetto dell’indagine conoscitiva.

Intervengono successivamente ponendo quesiti i senatori MAGNI (Misto-AVS) e MAZZELLA (M5S), nonché la senatrice FURLAN (IV-CR).

Dopo un breve intervento del PRESIDENTE, intervengono, ponendo quesiti, le senatrici ZAMBITO (PD-IDP), CAMUSSO (PD-IDP) e LORENZIN (PD-IDP), nonché il senatore SATTA (FdI) e il presidente ZAFFINI (FdI).

Il PRESIDENTE rinvia quindi il seguito dell’audizione.

Il seguito dell’indagine conoscitiva è quindi rinviato.

CONVOCAZIONE DELLA COMMISSIONE

Il PRESIDENTE avverte che un’ulteriore seduta della Commissione è convocata alle ore 12,30 odierne.

La Commissione prende atto.

La seduta termina alle ore 9,40.

MERCOLEDÌ 24 GIUGNO 2026
421ª Seduta

Presidenza del Presidente

ZAFFINI

La seduta inizia alle ore 9,10.

IN SEDE CONSULTIVA

(1831) MALAN e altri. – Disposizioni in materia di allontanamento del minore

(Parere alla 2a Commissione. Seguito e conclusione dell’esame. Parere favorevole)

Prosegue l’esame, sospeso nella seduta antimeridiana del 17 giugno.

Il presidente ZAFFINI ricapitola brevemente l’andamento dell’iter del disegno di legge in titolo.

Ha quindi la parola la relatrice LEONARDI (FdI), che, replicando agli interventi svolti in discussione generale, riconosce la fondatezza dei rilievi relativi all’assegnazione del provvedimento. Dopo aver fatto presente di aver tenuto nella massima considerazione gli elementi emersi dal dibattito, osserva che le disposizioni recate dal provvedimento sono volte a garantire il miglior supporto all’autorità giudiziaria ai fini della formazione della sua decisione. Dà atto che di pari rilevanza è la questione dei servizi sociali, i quali soffrono in particolare a causa della carenza di personale; per tale motivo, il Governo ha già provveduto a stanziare risorse per avviare un percorso di potenziamento delle risorse umane.

In conclusione, presenta uno schema di parere favorevole (pubblicato in allegato).

Il PRESIDENTE comunica che è stato inoltre presentato uno schema di parere alternativo, di tenore contrario, a prima firma della senatrice Zampa (pubblicato in allegato), che si intende illustrato.

Viene quindi posto in votazione lo schema di parere presentato dalla relatrice.

Intervenendo per dichiarazione di voto contrario a nome del proprio Gruppo, la senatrice CAMUSSO (PD-IDP) dà atto alla relatrice Leonardi di avere dedicato adeguata attenzione ai temi posti dal dibattito. Il suo schema di parere risulta tuttavia insoddisfacente, in quanto non tiene conto degli strumenti per l’interlocuzione con il minore già posti dall’ordinamento a disposizione del giudice. Osserva che il provvedimento in esame tende piuttosto a medicalizzare il procedimento, enfatizzando in maniera eccessiva l’apporto della consulenza tecnica.

La senatrice FURLAN (IV-CR) esprime apprezzamento nei confronti dello sforzo compiuto dalla relatrice. Rileva quindi come la predisposizione del disegno di legge in esame appaia conseguente all’onda di emozioni suscitate da fatti di cronaca, mentre la materia richiederebbe la massima accuratezza a tutela di minori.

Preannuncia infine il voto contrario a nome del suo Gruppo.

Il senatore MAGNI (Misto-AVS) rimarca l’assenza di un’adeguata ponderazione alla base del disegno di legge in esame, riguardante una materia particolarmente delicata. Questa richiederebbe, in primo luogo, un deciso potenziamento dei servizi sociali in funzione preventiva. Preannuncia pertanto il voto contrario sullo schema di parere in votazione.

Il senatore MAZZELLA (M5S) dichiara il voto contrario del proprio Gruppo.

Il senatore ZULLO (FdI) manifesta soddisfazione per l’operato della relatrice Leonardi, che a suo avviso avrebbe meritato il consenso unanime della Commissione. Preannuncia quindi il voto favorevole del proprio Gruppo, segnalando che il provvedimento è funzionale ad aumentare il livello di tutela a favore dei minori.

Previa verifica del numero legale, la Commissione approva infine lo schema di parere posto in votazione. Risulta di conseguenza precluso lo schema di parere alternativo.

(1917) Delega al Governo per la riforma dell’ordinamento forense, approvato dalla Camera dei deputati

(Parere alla 2ª Commissione. Esame e rinvio)

La relatrice MINASI (LSP-PSd’Az) dà conto del disegno di legge in titolo, il quale reca una delega al Governo per la riforma organica dell’ordinamento forense, i cui principi e criteri direttivi sono contenuti nel comma 1 dell’articolo 2.

La lettera a) reca una serie di principi generali da porre alla base della nuova disciplina dell’ordinamento forense. Per quanto di competenza, rileva come, relativamente alla definizione delle attività professionali riservate agli iscritti all’albo degli avvocati, il numero 3.3) precisi che è comunque consentita l’instaurazione di rapporti di lavoro subordinato ovvero la stipulazione di contratti di prestazione di opera continuativa e coordinata, aventi a oggetto la consulenza e l’assistenza legale stragiudiziale, nell’esclusivo interesse del datore di lavoro o del soggetto in favore del quale l’opera viene prestata.

Ai sensi della lettera g), in materia di compenso dell’avvocato, il nuovo ordinamento forense dovrà prevedere la libera pattuizione delle parti che, comunque adeguata alla quantità e alla qualità della prestazione, potrà essere parametrata al raggiungimento degli obiettivi perseguiti. In ogni caso la libera pattuizione non opera nei casi regolati dalla normativa sull’equo compenso di cui alla legge n. 49 del 2023.

La lettera l), la quale riguarda l’attività professionale espletata da un avvocato, a fronte della percezione di un compenso, nei confronti di determinati soggetti, prevede l’introduzione di una disciplina organica che, nel rispetto dei principi dell’ordinamento dell’Unione europea in materia di lavoro, regoli lo svolgimento dell’attività professionale mediante contratti lavorativi di monocommittenza o di collaborazione continuativa. Tali rapporti di lavoro non comportano l’instaurazione di alcun vincolo di subordinazione, ma devono svolgersi in regime di esclusività, al fine di favorire l’accesso al mercato del lavoro da parte del singolo professionista.

La lettera o) dispone in ordine all’istituzione, presso ciascun consiglio dell’ordine territoriale, di un albo unico degli esercenti la professione forense, specificando che l’iscrizione all’albo deve comportare la contestuale iscrizione alla Cassa nazionale di previdenza e assistenza forense. Il numero 10) è volto a precisare che gli avvocati degli uffici legali degli enti pubblici conservano i diritti acquisiti e sono loro assicurati indipendenza e autonomia nella trattazione degli affari legali dell’ente e un trattamento economico adeguato alla funzione professionale svolta, in base ai contratti collettivi vigenti.

La lettera p) prevede l’incompatibilità della professione di avvocato con alcune attività. Specifica inoltre quelle compatibili con l’esercizio della professione.

Quanto agli avvocati che lavorano presso gli uffici legali degli enti pubblici appositamente costituiti per la trattazione degli affari legali degli enti stessi, la lettera q) prevede: l’iscrizione in un albo apposito tenuto dal consiglio dell’ordine del circondario nel quale ha sede l’ente pubblico; garanzie di piena indipendenza e autonomia nella trattazione esclusiva e stabile degli affari legali dell’ente; un trattamento economico adeguato alla funzione professionale svolta, determinato in base ai principi generali stabiliti nel decreto delegato; l’obbligatorietà dell’iscrizione all’albo speciale per il compimento delle prestazioni riservate agli avvocati, che possono essere rese esclusivamente in favore dell’ente pubblico di cui sono dipendenti; l’esercizio del potere disciplinare da parte del consiglio distrettuale di disciplina.

Fra i principi e criteri direttivi riferiti alla riforma della disciplina del tirocinio per l’accesso alla professione forense, la lettera aa), numero 6), contempla la previsione della possibilità dello svolgimento contestuale di attività di lavoro subordinato, sia pubblico che privato, purché con modalità e orari compatibili con lo svolgimento effettivo e puntuale del tirocinio medesimo e in assenza di specifiche ragioni di conflitto d’interesse.

Il PRESIDENTE dichiara aperta la discussione generale. Quindi, constatata la mancanza di richieste di intervento, dichiara conclusa tale fase procedurale.

Ha nuovamente la parola la relatrice MINASI (LSP-PSd’Az), la quale presenta una proposta di parere favorevole.

La senatrice ZAMBITO (PD-IDP) chiede il rinvio del seguito della trattazione, al fine di consentire i necessari approfondimenti in vista delle dichiarazioni di voto.

Il presidente ZAFFINI, non essendovi osservazioni in senso contrario, accede alla richiesta.

Il seguito dell’esame è quindi rinviato.

IN SEDE REFERENTE

(1786) Delega al Governo per la riforma e il riordino della legislazione farmaceutica in materia di accesso al farmaco, monitoraggio e controllo della spesa farmaceutica, prestazione di servizi sanitari sul territorio da parte delle farmacie e rafforzamento della rete assistenziale farmaceutica

(Seguito dell’esame e rinvio)

Prosegue l’esame, sospeso nella seduta antimeridiana del 17 giugno.

Il PRESIDENTE dà conto del parere su parte degli emendamenti trasmesso dalla Commissione bilancio. Dichiara quindi l’inammissibilità dei seguenti emendamenti, sui quali il predetto parere è contrario ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione: 3.1, 3.10, 3.23, 3.24, 3.33, 3.49, 3.50, 3.51, 3.52, 3.53, 3.54, 3.56, 3.62, 3.63 (testo 2), 3.81, 3.85, 3.94, 3.95, 3.101, 3.102, 3.107, 3.110 (testo 2), 3.114, 3.115, 3.116, 3.117, 3.118, 3.119, 3.148, 3.152, 3.163, 3.176, 3.177, 3.181, 3.230, 3.231, 3.239, 3.250, 3.257, 3.259, 3.262, 3.263, 3.264, 3.265, 4.1 e 4.0.1.

Il seguito dell’esame è quindi rinviato.

INTEGRAZIONE DELL’ORDINE DEL GIORNO

Il PRESIDENTE informa che, a partire dalla prossima seduta, l’ordine del giorno è integrato con l’esame in sede consultiva del disegno di legge n. 1944 (conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 7 maggio 2026, n. 66, recante disposizioni urgenti per il Piano Casa).

La Commissione prende atto.

La seduta termina alle ore 9,30.

PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1831

La 10a Commissione permanente, esaminato il disegno di legge in titolo, considerato che il disegno di legge reca innovazioni di carattere processuale relativamente alla materia dell’allontanamento del minore dall’ambiente familiare nell’ambito dei cosiddetti procedimenti de potestate;

evidenziato che la principale innovazione consiste nella subordinazione del provvedimento di allontanamento, salvo casi di urgenza, ad una consulenza tecnica d’ufficio necessariamente collegiale, avente ad oggetto l’eventuale sussistenza di condizioni di pregiudizio alla salute psico-fisica del minore derivanti dall’ambiente familiare o eterofamiliare, l’analisi dei possibili interventi, compreso l’allontanamento, e la valutazione comparativa delle loro prevedibili conseguenze sullo stato psico-fisico del minore;

rilevato che il collegio di consulenti, secondo quanto proposto dal disegno di legge, deve essere composto da un medico specializzato in neuropsichiatria infantile e da un medico pediatra, entrambi esterni all’albo del tribunale e appartenenti ad un ente pubblico, e da uno o più professionisti in possesso di adeguate e comprovate competenze in relazione all’oggetto del procedimento e che non siano in posizione di conflitto di interessi nello specifico procedimento o in altri connessi;

considerato che il potere decisionale resta in capo al giudice, chiamato in sede di motivazione a dare conto del contenuto della perizia, di ogni elemento rilevante sottoposto alla sua valutazione nel corso dell’istruttoria, delle possibili soluzioni alternative vagliate e delle ragioni della rispondenza della misura adottata al superiore interesse del minore;

evidenziato che il disegno di legge prevede espressamente che le spese della predetta consulenza tecnica d’ufficio siano anticipate dall’erario, per evitare che l’obbligatorietà della consulenza si traduca in oneri eccessivi per le parti interessate;

ritenuto che le innovazioni processuali introdotte dal disegno di legge siano funzionali alla migliore tutela giudiziaria dei minori, fermo restando che le problematiche che causano gli allontanamenti sono da affrontare anche con strumenti diversi da quelli processuali, e segnatamente di carattere sociale e assistenziale;

esprime, per quanto di competenza, parere favorevole.

SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAI SENATORI Sandra ZAMPA, Susanna Lina Giulia CAMUSSO, Ylenia ZAMBITO, MAGNI, Annamaria FURLAN, Maria Domenica CASTELLONE, MAZZELLA E Barbara GUIDOLIN SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1831

La 10ª Commissione, esaminato, per i profili di competenza, il disegno di legge recante Disposizioni in materia di allontanamento del minore, A.S. 1831,

premesso che:

il provvedimento de quo, introduce il nuovo articolo 473-bis.25.1 del codice di procedura civile che dispone l’obbligo, per il giudice di subordinare ogni decisione di allontanamento del minore dal nucleo familiare ai sensi degli articoli 330 e 333 del codice civile ad una consulenza tecnica d’ufficio collegiale, da affidare a un medico specializzato in neuropsichiatria infantile, ad un medico pediatra, entrambi esterni all’albo del tribunale e appartenenti ad un ente pubblico, nonché ad uno o più ulteriori professionisti in possesso di adeguate e comprovate competenze, scelti tra gli iscritti negli albi dei consulenti tecnici che non si trovino in posizione di conflitto di interesse nello specifico procedimento o in altri connessi;

il testo in esame presenta criticità di rilievo sia sotto il profilo della tecnica processuale che della sostenibilità organizzativa ed economica,

i dati ufficiali più recenti attestano che alla data del 31 dicembre 2024, i minorenni in affidamento familiare e nei servizi residenziali erano 33.325, pari al 3,9 per mille dei minori residenti. Dai dati emerge chiaramente come l’Italia si collochi tra gli ultimi posti della graduatoria europea per propensione all’allontanamento, a fronte dell’11,24 per mille della Francia e del 10,80 per mille della Germania. Il provvedimento interviene, dunque, su un sistema che si caratterizza già oggi per una bassissima incidenza dei provvedimenti che intervengono sulla responsabilità genitoriale e rischia, inoltre, di produrre effetti paralizzanti sull’iter processuale;

il testo non chiarisce, inoltre, se l’obbligo di CTU riguardi i soli procedimenti in materia di responsabilità familiare o se, invece, si estenda anche ai procedimenti di accertamento dello stato di abbandono ai sensi della legge 4 maggio 1983, n. 184. Si tratta di un’indeterminatezza non secondaria, che incide sulla platea dei soggetti interessati in una misura stimabile tra un minimo di 24.540 e un massimo di 35.672 minorenni;

l’introducendo nuovo articolo 473 – bis. 25.1 del codice di procedura civile dispone un automatismo – l’obbligo di CTU collegiale prima di ogni provvedimento di allontanamento – che non trova equivalenti in nessun altro procedimento civile, pur a fronte di situazioni di analoga complessità e delicatezza;

occorre evidenziare come a seguito della riforma del processo civile di cui al decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 149, in vigore dal 28 febbraio 2023, il procedimento in materia di persone, minorenni e famiglie è oggi compiutamente disciplinato dal Titolo IV-bis del libro secondo del codice di procedura civile e prevede già un’istruttoria articolata: l’audizione personale dei genitori, l’ascolto del minore, la nomina di un curatore speciale, l’incarico ai servizi pubblici per gli approfondimenti necessari, la discussione in contraddittorio delle relazioni depositate in giudizio. Un’attività istruttoria che così come formulata consente al giudice di acquisire le necessarie informazioni ai fini della decisione prevedendo la possibilità di ricorrere ad una CTU quale integrazione possibile, ma non necessaria e, tantomeno, obbligatoria, secondo le ordinarie regole di apprezzamento delle prove;

rendere obbligatoria una consulenza fino ad oggi rimessa alla valutazione del giudice, priva il magistrato della facoltà di apprezzare la sufficienza probatoria degli elementi già raccolti nel corso dell’istruttoria e già sottoposti al contraddittorio delle parti, con un effetto distorsivo sull’ordinario funzionamento processuale;

ancor più problematica risulta la formulazione del quesito che il legislatore intende sottoporre al collegio peritale, incentrato non già su specifiche cognizioni tecniche ma direttamente sull’alternativa decisoria dell’allontanamento;

un’impostazione che collide con i principi costantemente affermati dalla giurisprudenza di legittimità, secondo cui la consulenza tecnica d’ufficio “costituisce un mero strumento di ausilio tecnico per il giudice e non può tradursi in una delega delle funzioni decisorie né in una sostituzione del giudice cui spetta in via esclusiva la valutazione dei fatti e la decisione della controversia” in tal senso si legga Cass., sez. I, n. 31886/2019; Cass., SS.UU., n. 3086/2022;

così come configurato, il quesito determina, invece, una vera e propria esternalizzazione del potere decisionale ad un organo tecnico, che svuota di contenuto la funzione giurisdizionale, il contributo dei difensori nell’esame delle risultanze istruttorie e la funzione cognitiva del processo stesso;

il disegno di legge in esame prevede, inoltre, come già evidenziato, che il collegio peritale sia composto da un medico specializzato in neuropsichiatria infantile e da un medico pediatra, entrambi esterni all’albo del tribunale e appartenenti a un ente pubblico, e da uno o più ulteriori professionisti;

tale composizione risulta sbilanciata in favore delle competenze strettamente mediche, a scapito delle competenze psicosociali, già oggi presenti, inoltre, sul piano organizzativo, il reclutamento dei professionisti da strutture pubbliche pone problemi seri di disponibilità delle risorse e di tempi di espletamento degli incarichi, con il concreto rischio che la CTU obbligatoria si traduca in una sospensione dei procedimenti per diversi mesi, a danno proprio dei minori che il provvedimento intende tutelare. A quanto detto si aggiunga il rischio che l’intervento del collegio tecnico finisca con il rappresentare una duplicazione di accertamenti già svolti nel corso dell’istruttoria dai servizi pubblici;

da ultimo si evidenzia come il provvedimento in oggetto stanzi soli 2.500.000 euro per l’attuazione degli oneri senza che la relazione tecnica espliciti il procedimento di calcolo adottato. Risorse che appaiono palesemente inadeguate per le finalità che si intendono perseguire;

né tale criticità può ritenersi superata dalla natura di anticipazione, ai sensi dell’articolo 131 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, delle somme corrisposte ai componenti del collegio: al riguardo, infatti, la Corte dei conti, nella Relazione al Parlamento del giugno 2025, ha stimato un tasso di recupero di tali anticipazioni compreso solo tra il 4 e il 7 per cento;

alla luce di quanto espresso in premessa, esprime

PARERE CONTRARIO

MARTEDÌ 23 GIUGNO 2026
420ª Seduta

Presidenza del Presidente

ZAFFINI

Interviene il vice ministro del lavoro e delle politiche sociali Maria Teresa Bellucci.

La seduta inizia alle ore 14.

IN SEDE REFERENTE

(1933) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 aprile 2026, n. 62, recante disposizioni urgenti in materia di salario giusto, di incentivi all’occupazione e di contrasto del caporalato digitale, approvato dalla Camera dei deputati

(Seguito dell’esame)

Prosegue l’esame, sospeso nella seduta pomeridiana del 18 giugno.

Il presidente ZAFFINI rammenta i pareri sul testo già pervenuti. Ricorda inoltre che il disegno di legge in titolo è iscritto all’ordine del giorno della seduta odierna dell’Assemblea.

Dichiara l’inammissibilità degli emendamenti 12.3, 12.6, 12.8, 12.16, 12.19, 12.28 e 13.4 per mancanza di reale portata modificativa, emersa all’esito di un supplemento di istruttoria.

Il senatore MAZZELLA (M5S) e la senatrice PAITA (IV-CR) aggiungono le rispettive firme a tutti gli emendamenti presentati dalla senatrice Furlan.

La senatrice FURLAN (IV-CR) sottoscrive gli emendamenti 16-bis.4 e 16-ter.1.

Il presidente ZAFFINI avverte che si passa alla votazione degli emendamenti, a partire da quelli riferiti all’articolo 1.

La relatrice MANCINI (FdI) esprime parere contrario su tutti gli emendamenti all’articolo 1.

Il parere del vice ministro Maria Teresa BELLUCCI è conforme.

La senatrice CASTELLONE (M5S) chiede ragguagli in ordine al parere relativo all’emendamento 1.1.

La relatrice MANCINI (FdI) fa presente che la proposta emendativa comporta oneri.

La senatrice CASTELLONE (M5S) interviene quindi per dichiarazione di voto favorevole a nome del proprio Gruppo.

Il senatore NICITA (PD-IDP) ha la parola per dichiarazione di voto favorevole a nome del Gruppo.

Previa verifica del numero legale, l’emendamento 1.1 è posto in votazione, risultando respinto.

In risposta a un quesito del senatore MAGNI (Misto-AVS), la relatrice MANCINI (FdI) fa presente il carattere oneroso dell’emendamento 1.2.

Il senatore MAGNI (Misto-AVS) preannuncia quindi il voto favorevole sull’emendamento 1.2.

A nome del proprio Gruppo, la senatrice CASTELLONE (M5S) dichiara il voto favorevole.

La senatrice CAMUSSO (PD-IDP) sottoscrive l’emendamento 1.2, preannunciando il voto favorevole del proprio Gruppo su tale proposta.

L’emendamento 1.2 è inoltre sottoscritto dal senatore MAZZELLA (M5S) e dalle senatrici CASTELLONE (M5S), GUIDOLIN (M5S) e FURLAN (IV-CR), quindi, posto in votazione, è respinto.

La relatrice MANCINI (FdI) motiva il parere riguardante l’emendamento 1.3 su richiesta della senatrice FURLAN (IV-CR).

Posto in votazione, l’emendamento 1.3 è respinto.

Replicando al senatore MAGNI (Misto-AVS), la relatrice MANCINI (FdI) rileva gli oneri finanziari connessi all’emendamento 1.4.

Ha la parola per dichiarazione di voto favorevole sull’emendamento 1.4 il senatore MAGNI (Misto-AVS).

L’emendamento 1.4 è sottoscritto dalle senatrici CASTELLONE (M5S), CAMUSSO (PD-IDP) e FURLAN (IV-CR), le quali dichiarano il voto favorevole dei rispettivi Gruppi su tale proposta.

L’emendamento 1.4 è quindi messo ai voti, risultando respinto.

Su sollecitazione della senatrice CAMUSSO (PD-IDP), la relatrice MANCINI (FdI) ribadisce il parere contrario già espresso sull’emendamento 1.5.

La senatrice CASTELLONE (M5S) interviene per dichiarazione di voto favorevole sull’emendamento 1.5 a nome del suo Gruppo.

La senatrice FURLAN (IV-CR) aggiunge la propria firma all’emendamento 1.5, sul quale si sofferma in dichiarazione di voto favorevole a nome del suo Gruppo.

La senatrice ZAMBITO (PD-IDP) motiva il voto favorevole del proprio Gruppo sull’emendamento 1.5.

L’emendamento 1.5 viene sottoscritto dal senatore MAGNI (Misto-AVS), il quale preannuncia a sua volta il voto favorevole della sua parte politica su tale proposta.

La Commissione respinge quindi l’emendamento 1.5.

La senatrice GUIDOLIN (M5S) sottoscrive l’emendamento 1.6 e chiede ragguagli circa il parere espresso sullo stesso.

La relatrice MANCINI (FdI) pone in evidenza gli oneri finanziari connessi all’emendamento 1.6.

A nome dei rispettivi Gruppi, preannunciano il voto favorevole sull’emendamento 1.6 le senatrici GUIDOLIN (M5S) e FURLAN (IV-CR).

La senatrice CAMUSSO (PD-IDP) aggiunge la firma all’emendamento 1.6, sul quale si sofferma, motivando il voto favorevole del proprio Gruppo.

Dopo l’intervento per dichiarazione di voto favorevole del senatore MAGNI (Misto-AVS), l’emendamento 1.6 è posto in votazione e respinto.

In replica al senatore MAGNI (Misto-AVS), la relatrice MANCINI (FdI) richiama gli oneri finanziari caratterizzanti l’emendamento 1.7.

La senatrice CASTELLONE (M5S) dichiara il voto favorevole del proprio Gruppo sull’emendamento 1.7.

Il senatore MAGNI (Misto-AVS) motiva a sua volta il voto a favore dell’emendamento 1.7.

L’emendamento 1.7 viene sottoscritto dalla senatrice FURLAN (IV-CR) e dal senatore NICITA (PD-IDP), i quali danno conto del voto a favore di tale proposta dei rispettivi Gruppi.

Messo ai voti, l’emendamento 1.7 è quindi respinto.

La relatrice MANCINI (FdI) richiama le motivazioni sottese al parere sull’emendamento 1.8 in risposta a un intervento della senatrice ZAMBITO (PD-IDP).

L’emendamento 1.8 è sottoscritto dalla senatrice CASTELLONE (M5S), la quale preannuncia il voto favorevole del proprio Gruppo.

La senatrice ZAMBITO (PD-IDP) motiva il voto favorevole del proprio Gruppo sull’emendamento 1.8.

Dopo la dichiarazione di voto favorevole del senatore MAGNI (Misto-AVS), l’emendamento 1.8 è posto in votazione e respinto.

In risposta alla senatrice CASTELLONE (M5S), la relatrice MANCINI (FdI) fa presente il carattere oneroso dell’emendamento 1.9.

Ha quindi la parola la senatrice CASTELLONE (M5S), che preannuncia il voto favorevole del suo Gruppo sull’emendamento 1.9.

La senatrice FURLAN (IV-CR) aggiunge la firma all’emendamento 1.9 e dichiara il voto favorevole del suo Gruppo su tale proposta.

L’emendamento 1.9 è inoltre sottoscritto dal senatore MAGNI (Misto-AVS), che dichiara il voto favorevole della sua parte politica su tale emendamento.

Per dichiarazione di voto a favore, a nome del proprio Gruppo, interviene poi la senatrice CAMUSSO (PD-IDP).

Messo in votazione, l’emendamento 1.9 è respinto.

Le senatrici CASTELLONE (M5S) e ZAMBITO (PD-IDP) motivano il voto favorevole dei propri Gruppi sull’emendamento 1.10.

Successivamente alla dichiarazione di voto favorevole del senatore MAGNI (Misto-AVS), l’emendamento 1.10, posto in votazione, è respinto.

Con una successiva votazione, la Commissione respinge l’emendamento 1.11.

La relatrice MANCINI (FdI) fornisce chiarimenti al senatore MAGNI (Misto-AVS) riguardo alla contrarietà espressa sull’emendamento 1.12.

Ha quindi la parola per dichiarazione di voto favorevole sull’emendamento 1.12 il senatore MAGNI (Misto-AVS).

Il senatore NICITA (PD-IDP) sottoscrive l’emendamento 1.12 e dà conto del voto favorevole del proprio Gruppo su tale proposta.

Dopo la dichiarazione di voto favorevole a nome del proprio Gruppo della senatrice CASTELLONE (M5S), l’emendamento 1.12 è posto in votazione e respinto.

La senatrice GUIDOLIN (M5S) interviene per chiedere chiarimenti in ordine al parere sull’emendamento 1.13.

La relatrice MANCINI (FdI) replica, richiamando gli oneri finanziari relativi all’emendamento 1.13.

Per dichiarazione di voto favorevole a nome dei rispettivi Gruppi sull’emendamento 1.13 hanno successivamente la parola le senatrici GUIDOLIN (M5S) e ZAMBITO (PD-IDP).

Il senatore MAGNI (Misto-AVS) aggiunge la propria firma all’emendamento 1.13 e motiva il voto a favore di tale proposta.

La senatrice FURLAN (IV-CR) sottoscrive a sua volta l’emendamento 1.13, rispetto al quale motiva il voto a favore a nome del proprio Gruppo.

La relatrice MANCINI (FdI) e il presidente ZAFFINI rammentano brevemente gli interventi a favore delle donne vittime di violenza, oggetto dell’emendamento 1.13, recati negli anni scorsi dalla legge di bilancio.

Posto in votazione, l’emendamento 1.13 risulta respinto.

Con una successiva votazione, la Commissione respinge l’emendamento 1.14.

La relatrice MANCINI (FdI) replica brevemente al senatore MAGNI (Misto-AVS) in ordine al parere sull’emendamento 1.15.

Il senatore MAGNI (Misto-AVS) interviene per dichiarazione di voto favorevole sull’emendamento 1.15.

Successivamente alla dichiarazione di voto favorevole a nome del Gruppo del senatore MAZZELLA (M5S), la Commissione respinge l’emendamento 1.15.

È posto in votazione l’emendamento 1.16.

Dopo la dichiarazione di voto favorevole a nome del proprio Gruppo del senatore MAZZELLA (M5S), l’emendamento 1.16 è respinto.

Le implicazioni finanziarie dell’emendamento 1.17 sono richiamate dalla relatrice MANCINI (FdI), in risposta a un intervento della senatrice ZAMBITO (PD-IDP).

Il senatore NICITA (PD-IDP) motiva il voto favorevole del proprio Gruppo sull’emendamento 1.17, il quale, posto in votazione, è respinto.

In risposta a una richiesta di chiarimenti del senatore MAGNI (Misto-AVS), la relatrice MANCINI (FdI) ha la parola relativamente al parere sull’emendamento 1.18.

Il senatore MAGNI (Misto-AVS) motiva il voto favorevole sull’emendamento 1.18.

Successivamente alla dichiarazione di voto favorevole a nome del proprio Gruppo della senatrice ZAMBITO (PD-IDP), la Commissione respinge l’emendamento 1.18.

Dopo le dichiarazioni di voto favorevole a nome dei rispettivi Gruppi delle senatrici CASTELLONE (M5S) e CAMUSSO (PD-IDP), l’emendamento 1.19, posto in votazione, è respinto.

Il senatore MAZZELLA (M5S) preannuncia il voto favorevole del proprio Gruppo sull’emendamento 1.20, che, posto in votazione, è respinto.

Dopo un intervento della senatrice ZAMBITO (PD-IDP), la relatrice MANCINI (FdI) pone in evidenza le motivazioni di ordine finanziario alla base del parere sull’emendamento 1.21.

La senatrice ZAMBITO (PD-IDP) motiva quindi il voto del proprio Gruppo a favore dell’emendamento 1.21.

Dopo l’intervento per dichiarazione di voto favorevole del senatore MAGNI (Misto-AVS), l’emendamento 1.21 è posto in votazione e respinto.

La relatrice MANCINI (FdI) fornisce spiegazioni al senatore NICITA (PD-IDP) relativamente al parere sull’emendamento 1.22.

Dopo la dichiarazione di voto favorevole a nome del proprio Gruppo del senatore NICITA (PD-IDP), posto ai voti, l’emendamento 1.22 risulta respinto.

Su sollecitazione della senatrice CAMUSSO (PD-IDP), la relatrice MANCINI (FdI) segnala le implicazioni di carattere finanziario dell’emendamento 1.23.

La senatrice CAMUSSO (PD-IDP) motiva il voto del proprio Gruppo a favore dell’emendamento 1.23.

Il senatore MAGNI (Misto-AVS) aggiunge la firma all’emendamento 1.23, sul quale si sofferma per dichiarazione di voto favorevole.

Le senatrici FURLAN (IV-CR) e CASTELLONE (M5S) sottoscrivono a loro volta l’emendamento 1.23 e preannunciano il voto favorevole dei rispettivi Gruppi su tale proposta.

Posto in votazione, l’emendamento 1.23 è respinto.

Il PRESIDENTE dispone una breve sospensione della seduta.

La seduta, sospesa alle ore 16,05, riprende alle ore 16,10.

Le senatrici FURLAN (IV-CR) e CAMUSSO (PD-IDP) sottoscrivono l’emendamento 1.24, che, posto in votazione, risulta respinto.

Il senatore MAGNI (Misto-AVS) motiva il voto a favore dell’emendamento 1.25.

L’emendamento 1.25 è sottoscritto dalla senatrice CAMUSSO (PD-IDP), la quale dà conto del voto favorevole del proprio Gruppo.

Posto in votazione, l’emendamento 1.25 è respinto.

Il PRESIDENTE, in considerazione dell’iscrizione del provvedimento in titolo all’ordine del giorno della seduta odierna dell’Assemblea e tenuto conto che restano ancora da esaminare 548 emendamenti, ritiene che non vi siano le condizioni per concludere in tempo utile l’esame in Commissione, con il conferimento del mandato al relatore.

La Commissione conviene.

SCONVOCAZIONE DI SEDUTA

Il PRESIDENTE avverte che la seduta già convocata alle ore 17,30 di oggi non avrà luogo.

La Commissione prende atto.

VARIAZIONE DI ORARI DI CONVOCAZIONE

Il PRESIDENTE comunica che la seduta già convocata per le ore 8.30 di domani è posticipata alle ore 9, mentre la seduta già convocata alle ore 9 del prossimo giovedì 25 giugno è anticipata alle ore 8.30.

La Commissione prende atto.

La seduta termina alle ore 16,20.

MARTEDÌ 23 GIUGNO 2026
Relatori: ZAFFINI (FdI), in sostituzione del relatore MARTI (LSP-PSd’Az)

Orario: dalle ore 11,40 alle ore 11,55

(186) Maria Domenica CASTELLONE e altri.- Modifiche al decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, e al decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, in materia di formazione specialistica dei medici

(509) Sandra ZAMPA. – Modifiche al decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, e altre disposizioni in materia di formazione medica

(823) Maria Cristina CANTU’ e altri.- Disposizioni in materia di innovazione ed evoluzione dei contratti di formazione medico-specialistica e per la valorizzazione dei ricercatori sanitari

(890) CRISANTI e altri. – Istituzione del corso di specializzazione universitario post laurea in medicina generale e di prossimità

(950) ZULLO e altri. – Istituzione della Scuola di specializzazione in igiene applicata alla sanità pubblica

(963) ZULLO e altri. – Delega al Governo in materia di riordino della disciplina della formazione specifica in medicina generale

(1260) Carmela BUCALO e altri.- Modifiche al decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, recanti disposizioni in materia di formazione specialistica dei medici

(1364) ZAFFINI e ZULLO. – Norme in materia di formazione specialistica dei medici veterinari e delega al Governo per il riordino delle scuole di specializzazione di area veterinaria

(1377) MARTI e altri. – Istituzione del profilo professionale del coordinatore di ricerca clinica operante nell’ambito degli studi clinici

(1380) Maria Cristina CANTU’ e altri.- Delega al Governo per la revisione delle scuole di specializzazione veterinarie e per l’evoluzione dei dipartimenti di medicina veterinaria e dei relativi ospedali veterinari universitari didattici in ambito sanitario

e petizione n. 938 ad essi attinente

(Seguito dell’esame congiunto)

 

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