“Al governo restano 81 giorni per assumere le decisioni necessarie per evitare una bomba sociale ed un tracollo industriale e ambientale. In questo tempo, occorre fare quello che non si è fatto negli ultimi due anni e che da tempo chiediamo: dare una prospettiva industriale, ambientale e sociale all’ex Ilva e all’intero indotto.”
E’ questo l’inizio, a dire il vero piuttosto drammatico, con cui inizia il comunicato sindacale unitario diffuso, nel tardo pomeriggio di oggi, dopo la conclusione dell’ennesimo incontro Ilva svoltosi a Roma, a partire dalla mattinata, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Per la mattinata di oggi, martedì 4 agosto, era stata infatti convocato al Mimit quello che si supponeva potesse essere il primo di una nuova serie di incontri sulla ex Ilva destinata a svolgersi lungo l’attuale, caldissimo, mese estivo.
I Segretari generali dei sindacati dei metalmeccanici, e cioè Michele De Palma della Fiom-Cgil, Ferdinando Uliano della Fim-Cisl e Davide Sperti della Uilm-Uil, si sono presentati all’ingresso della sede ministeriale sito in via Molise, forti di quanto fatto dalle loro organizzazioni nel pur breve arco di tempo che separava la data di oggi dal precedente incontro, quello svoltosi a palazzo Chigi una settimana fa, ovvero martedì 28 luglio.
In questi pochi giorni, infatti, i tre sindacati sono riusciti, innanzitutto, a organizzare nel grande stabilimento di Taranto uno sciopero unitario di otto ore per turno di lavoro; sciopero cui ieri hanno aderito in massa i lavoratori attualmente dipendenti da Acciaierie d’Italia in Amministrazione straordinaria.
Ma ciò che va ancor più sottolineato è che questi lavoratori non sono stati chiamati dai sindacati a partecipare a un’iniziativa di lotta, sicuramente attesa, ma ancora non ben definita nei suoi obiettivi rispetto a una situazione in perpetua e, talvolta confusa, evoluzione.
Al contrario, i sindacati hanno chiesto ai lavoratori il loro sostegno a una solida piattaforma che è, allo stesso tempo, rivendicativa e propositiva. Una piattaforma che, da un lato, è ben radicata in ciò che il sindacato ha fatto e detto sin dall’inizio di questa parte della lunga storia dell’Ilva, ovvero dal luglio del 2012; mentre, dall’altro lato, è mirata a fronteggiare le conseguenze delle sue più recenti evoluzioni, a partire dal decreto con cui, sul finire del luglio appena conclusosi, la Corte d’Appello di Milano ha deciso per la chiusura, entro gli ultimi giorni del prossimo ottobre, dell’area a caldo del centro siderurgico di Taranto.
A questo punto del nostro racconto possiamo chiederci: l’incontro di oggi è stato utile, oppure rappresenta l’ennesima occasione sprecata, in particolare, dall’attuale Governo?
Per rispondere a questa domanda, torniamo a quanto scritto nel comunicato di cui stiamo parlando: “Nel tavolo tecnico odierno, tenutosi presso il Mimit, con la partecipazione dei responsabili dei dicasteri delle Imprese, del Lavoro, dell’Ambiente e degli altri organi governativi, assenti i Ministri, Fim Fiom Uilm hanno ribadito le proposte e le necessità contenute nel documento denominato ‘Piano Straordinario Nazionale di messa in sicurezza e rilancio dell’ex Ilva’”.
Il comunicato odierno prosegue poi spiegando che “il documento illustrato da Fim Fiom Uilm si pone come obiettivi prioritari quelli di un piano industriale che preveda la continuità produttiva degli stabilimenti e il rilancio degli impianti di finitura anche acquistando bramme e semiprodotti, l’integrità del gruppo siderurgico, della decarbonizzazione, del risanamento ambientale e delle garanzie occupazionali”.
Infatti, per Fim, Fiom, Uilm “il piano industriale per la decarbonizzazione, da cui ripartire, è quello condiviso fra sindacati, governo e istituzioni nella direzione dell’obiettivo della massima occupazione. In ogni caso, tutti i lavoratori, non solo diretti, ma anche di Ilva in AS e dell’indotto, dovranno avere una tutela”.
Nella parte conclusiva del comunicato, si può poi leggere che “Fim Fiom Uilm, dopo l’incontro odierno e quelli che seguiranno con Federacciai, sistema dell’indotto e istituzioni locali, si attendono la convocazione a breve del prossimo incontro a palazzo Chigi per acquisire una proposta complessiva e positivamente risolutiva”.
Significativamente, i sindacati concludono affermando che la “mobilitazione permanente” è “confermata”.
Fernando Liuzzi


























