La Banca centrale europea ha deciso un nuovo aumento dei tassi di interesse ufficiali per l’area euro, come lo scorso giugno sempre nella misura di 0,25 punti percentuali, portando il principale riferimento al 2,50%, con decorrenza dal 16 settembre. La decisione è stata comunicata al termine del Consiglio direttivo, riunito in trasferta a Berlino.
Si tratta del livello più elevato dall’aprile del 2025, quando la Bce ridusse i tassi al 2,25%. La decisione è in linea con le attese prevalenti e arriva in un contesto di rinnovati rincari di carburanti e petrolio: oggi il barile di Brent ha ampiamente superato i 102 dollari. Ad agosto l’inflazione media dell’eurozona ha segnato un’accelerazione al 3,3% annuo.
“Il conflitto in Medio Oriente continua a generare pressioni sull’inflazione, che dovrebbe mantenersi su livelli ben al di sopra dell’obiettivo per un periodo prolungato”, si legge in un comunicato. La Bce, infatti, ha rivisto al rialzo le previsioni di inflazione per la media dei Paesi dell’area euro: ora si attende un’inflazione al 3% quest’anno, al 2,3% nel 2027 e al 2,1% nel 2028. Lo scorso giugno i tecnici di Francoforte prevedevano un’inflazione al 3% sull’insieme del 2026, al 2,3% sul 2027 e al 2% nel 2028. Questa scelta “sottolinea l’impegno del Consiglio direttivo di definire la politica monetaria in modo da assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2% a medio termine”.
Con la decisione odierna “il Consiglio direttivo resta in una posizione favorevole per affrontare l’incertezza causata dal conflitto”. Le scelte future, ribadisce la Bce, verranno determinate in base ai dati, “di volta in volta a ogni riunione” e “senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi”.


























