Dopo l’assemblea, davanti alla portineria appalto dello stabilimento ex Ilva di Taranto, i sindacati Fim, Fiom, Uilm e Usb hanno proclamato le prime 24 ore di sciopero per tutti i lavoratori dell’appalto a partire dalle ore 9 di oggi sino alle 7 di domani. Lo sciopero è scattato contro la decisione della Corte di Appello di Milano, che ha confermato la chiusura dell’area a caldo dello stabilimento (cokerie e altoforni) dal 28 ottobre, dando seguito al provvedimento di fine luglio. “Sia chiaro che non ci fermeremo se non ci saranno soluzioni e misure straordinarie per tutti lavoratori”, avvertono i sindacati.
I lavoratori dell’indotto dell’ex Ilva di Taranto, spiega Francesco Brigati, segretario generale della Fiom di Taranto e della Puglia, “stanno scioperando in primo luogo per chiedere il blocco dei licenziamenti. Bisogna ritirarli per avviare una discussione, altrimenti continueremo con iniziative di mobilitazione”.
Birgati ribadisce l’urgenza di un confronto con Palazzo Chigi soprattutto per dare risposte agli oltre 15.000 lavoratori “che non hanno nessuna prospettiva. Siamo di fronte a un disastro sociale preannunciato e le risposte non possono essere quelle che il Governo ci ha dato. Il nostro obiettivo rimane quello di scongiurare i licenziamenti collettivi e avviare misure straordinarie per tutti i lavoratori e garantire un futuro occupazionale, produttivo, ambientale e sanitario a questo territorio”.


























