I ministri del Made in Italy, Adolfo Urso, e del Lavoro, Marina Calderone, hanno convocato un tavolo sulla crisi del settore call center e delle telecomunicazioni per giovedì 12 novembre, il giorno dopo lo sciopero nazionale proclamato dai sindacati di categoria. Per il segretario generale della Slc Cgil, Riccando Saccone, si tratta di “un primo, indiscutibile risultato” della mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori. “Al tavolo ci aspettiamo delle risposte e auspichiamo che non serva solo a ripetere l’elenco dei noti problemi del settore, ampiamente esposti negli incontri precedenti”.
I temi al centro restano riprofessionalizzazione, strumenti e risorse per gestire la transizione professionale, rispetto delle regole sui sistemi di intelligenza artificiale nei call center che gestiscono i rapporti con la clientela e il backoffice in tutto il settore. Per Saccone è necessaria una responsabilizzazione delle grandi committenze, specialmente quelle pubbliche, “per la tenuta occupazionale dei call center. E occorrono politiche industriali di rilancio del comparto delle Tlc, a partire dal rinnovo delle licenze per il 5G”.
“Non c’è più tempo da perdere. Un settore cruciale per lo sviluppo tecnologico del Paese e la sua sovranità digitale sta morendo nella noncuranza generale – conclude Saccone – . Le lavoratrici e i lavoratori non assisteranno silenti a tutto questo”.



























