“Che voi possiate vivere in tempi interessanti” così recita un’antica maledizione cinese.
Mi pare che i nostri tempi ora siano davvero molto interessanti. Antiche certezze sono ormai definitivamente crollate e, come diceva un saggio, il rischio è che “il sonno della ragione generi i mostri”.
In un mondo in cui il principale Paese occidentale (la cui democrazia rischia di involvere pericolosamente) di fatto si sta alleando con le più pericolose autocrazie, con l’unico scopo di ridefinire un nuovo ordine internazionale in cui all’Unione Europea si vuole assegnare, se va bene un ruolo di vassallo, è davvero triste vedere come molti soggetti politici e opinionisti non si rendano conto della reale posta in gioco.
Tra rigurgiti antioccidentali, sensi di colpa per un “passato colonialista” e utopie antistoriche che scivolano dentro la retorica anticapitalista, si sta assistendo alla crescita di un “mainstream” utile solo alla “resa senza condizioni” dei valori della “società aperta” , che per decenni l’Europa e non solo, ha rappresentato.
Si sta avverando quello che il Metternich diceva per L’Italia preunitaria “E’ solo un’espressione geografica”, se questo fosse vero anche per l’Unione europea significherebbe una regressione, per un lungo periodo storico, della stessa idea di democrazia e di liberà che il mondo, in questi decenni, ha conosciuto.
La posta in gioco è questa e non altra, o si dà all’Europa il connotato di una forza statale unita, autorevole, in grado di difendersi da ogni minaccia armata e non solo, oppure essa perirà sotto i colpi di quello che un filosofo ben descrisse, essere i “nemici delle società aperte”, tertium non datur.
In questo contesto le Parti sociali non possono chiamarsi fuori, esse rappresentano forse l’unico baluardo rimasto di valori quali la solidarietà, il senso della collettività, il rispetto del lavoro e piu in generale l’amore per una democrazia sostanziale. Il loro silenzio è assordante la posta in gioco è troppo importante per non meritare una seria riflessione su questi temi.
P.S. Quanto a quello che succede in questi giorni in varie piazze italiane e non, mi sovviene quel pezzo dei Promessi Sposi in cui il Manzoni, parlando di Renzo, che aveva partecipato ai tumulti popolari con l’assalto ai forni, disse “Và, và povero untorello non sarai tu quello che incendierà Milano!”
Luigi Marelli



























