Gaetano Sateriale, in un suo interessante blog su Il diario del lavoro, afferma che la Cgil ha vinto la sua battaglia per i referendum. E indubbiamente il sindacato di Susanna Camusso ha ottenuto un successo clamoroso perché il governo di Paolo Gentiloni le ha dato ragione su tutta la linea, eliminando quei voucher che la Cgil voleva far fuori. Resta da vedere cosa succederà adesso. Perché l’esecutivo dovrà dare il via a un processo che riempia quel vuoto e i giochi sono già iniziati.
Si arriverà a un’intesa, più o meno generalizzata, e non è detto che la soluzione piaccia. Soprattutto non è detto che piaccia alla Cgil. La confederazione, lanciando i referendum e la proposta di legge popolare, ha assunto il ruolo di baluardo estremo a difesa dei diritti dei lavoratori, forse perfino più di quanto non faccia normalmente un sindacato che svolga il proprio mestiere. Domani, a fronte di un accordo sostitutivo dei voucher non entusiasmante, come sono del resto le proposte di cui già si discute in sede governativa, la Cgil potrebbe essere tentata di rifiutare quell’accordo.
Non potrebbe indire un nuovo referendum, naturalmente, ma potrebbe mettersi di traverso e cavalcare il dissenso, che peraltro soffia forte in Italia. Il che equivarrebbe però ad assumere una posizione prettamente politica, e per un sindacato questo è sempre un atto anomalo. Si potrebbe osservare: già presentare tre referendum e una proposta di legge popolare è stato un uscire dal seminato. E infatti c’è stato, in questi giorni, chi ha commentato che la Cgil di Bruno Trentin o di Luciano Lama non avrebbero mai assunto una decisione del genere.
Ma i tempi erano diversi, le congiunture economiche e soprattutto politiche erano differenti, giustificavano altre posizioni. Adesso la politica è cambiata, i partiti politici sono altra cosa, la stessa Confindustria ha cambiato o sta cambiando faccia. Non c’è più dialogo tra politica e forze sociali, se non per convenienze politiche molto contingenti e abbastanza scoperte. Quindi non c’è da meravigliarsi, ne’ scandalizzarsi, se un sindacato invade il terreno della politica.
Resta da verificare se gli conviene. Perché il mestiere del sindacato è sempre stato quello della contrattazione, è contrattando che ha ottenuto le sue conquiste più importanti. E’ per questa strada che si difende il potere dei lavoratori, come ha sottolineato Emilio Miceli in un’intervista a Il diario del lavoro. Mentre imboccare decisamente atteggiamenti e azioni politiche potrebbe non convenire, non fosse che perché finirebbe inevitabilmente per allentare il legame unitario con Cisl e Uil e non sarebbe certo una cosa positiva.
C’è inoltre da considerare che siamo alla vigilia di cambiamenti produttivi di grande portata, una vera rivoluzione dagli esiti inesplorati. 4.0 non è un obiettivo lontano e difficile da decifrare. E’ dietro l’angolo, anche se è difficile capire dove ci porta, ma è lì che forse le energie dei sindacati dovrebbero dirigersi. Perché il conto tra occupazione persa e occupazione creata da questa rivoluzione non sarà pari a zero. Ci sarà un deficit e forse anche molto forte. Sara’ questa, dunque, la frontiera che il sindacato non deve lasciare sguarnita.
Contrattazione
E’ stato interrotto il tavolo per il rinnovo del contratto nazionale della ristorazione collettiva. I sindacati di categoria, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno confermato l’adesione alla giornata di sciopero intersettoriale prevista per il 31 marzo con manifestazione nazionale a Roma.
Analisi
Continua il dibattito sul welfare aziendale e sanità integrativa, avviato nelle scorse settimane da un articolo de Il Diario del lavoro: Giuliano Cazzola interviene analizzando il contributo di Roberto Polillo. Inoltre, questa settimana, nella sezione analisi è possibile trovare la terza e la quarta puntata dell’ampia ricostruzione, firmata da Tiziano Treu, sulle diverse riforme del lavoro che si sono succedute in questi ultimi anni.
Interviste
Massimo Mascini fa il punto della situazione sul modello contrattuale con il segretario generale della Filctem Cgil, Emilio Miceli: nonostante una stagione contrattuale chiusa positivamente, Miceli sostiene che sia comunque fondamentale un accordo generale per assicurare il futuro della contrattazione. Nunzia Penelope ha intervistato il segretario generale di Slp-Cisl, Luca Burgalassi a proposito del “siluramento” di Francesco Caio, l’amministratore delegato di Poste italiane al quale la Cisl ha fatto tre anni di durissima opposizione. Fernando Liuzzi ci riporta una lunga e approfondita intervista con l’economista e parlamentare del Partito Democratico Irene Tinagli, che analizza aspetti e conseguenze dei diversi processi di trasformazione del mondo del lavoro, dai robot alle nuove piattaforme digitali. Elettra Raffaela Melucci ha intervistato il segretario confederale della Cgil, Rosanna Dettori a proposito dei recenti tagli sul fondo per le politiche sociali e per la non autosufficenza.
La nota
Nunzia Penelope ricostruisce la ‘’telenovela’’ dell’accordo sulla Rappresentanza: tra incredibili ostacoli e colpi di scena, a tre anni e mezzo dalla firma del Testo Unico i dati su “chi rappresenta chi’’ restano ancora avvolti nel mistero.
Il blog del diario
Gaetano Sateriale fa il punto sul referendum della Cgil. L’abolizione dei voucher, afferma,s dimostra che la confederazione di Corso d’Italia ha vinto la battaglia, al di là delle valutazioni troppo sofisticate e dei pregiudizi degli opinionisti.
E ancora, Valerio Gironi, in un suo post, afferma che la vicenda del Sole 24 Ore e quella della Cgil con i voucher sono due facce della stessa medaglia che ci interrogano ancora sui corpi intermedi.
Diario della crisi
Questa settimana la vicenda Alitalia ha avuto ulteriori sviluppi. Secondo il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, la partecipazione della Cassa depositi e prestiti al salvataggio dell’azienda deve essere valutato con attenzione a causa del debito pubblico. Inoltre, i sindacati di categoria hanno denunciato che nonostante non sia partito il tavolo di contrattazione Alitalia abbia avviato le procedure per esternalizzare alcuni servizi. Gli addetti che operano nelle imprese private di assistenza agli anziani, Anaste, hanno proclamato, per lunedì prossimo, una giornata di agitazione per il rinnovo del contatto nazionale. Continua, anche la vicenda K-Flex che nonostante non abbia alcuna perdita nel fatturato ha deciso di chiudere gli stabilimenti in Italia lasciando solo le unità di ricerca. Il Ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, il governo sta seguendo con molta attenzione la vicenda per la quale verrà introdotto un vincolo di mantenimento dell`attività in Italia per un congruo periodo successivo alla conclusione dei programmi. Il 23 marzo, inoltre, si è svolto lo sciopero dei tassisti in tutta Italia dalle 8 alle 22, con un corteo che ha sfilato a Roma dai Fori imperiali a piazza Madonna di Loreto. Infine, si è svolto il corteo dei lavoratori e delle lavoratrici ex Lucchini ora Aferpi lungo le strade di Piombino. Il prossimo lunedì su questa vertenza si terrà un incontro al ministero dello Sviluppo economico.
Documentazione
Questa settimana è possibile visualizzare i dati Istat sul commercio estero extra-Ue di febbraio e i dati sulla produzione nelle costruzioni di gennaio. Inoltre è possibile trovare la congiuntura flash di marzo del Centro Studi Confindustria.



























